Caso Englaro: libertà, scelta o estrema violenza?

Rispondono Don Mimmo Giannuzzi e il dott. Vito Del Monte.
Il caso di Eluana Englaro, la ragazza rimasta in stato vegetativo permanente per 17 anni dopo un’incidente stradale e per la quale il padre ha chiesto l’interruzione forzata dell’alimentazione, ha spaccato in due l’opinione pubblica: da un lato il diritto alla morte, dall’altro il diritto a non perdere le speranze nella vita.
Intanto Eluana muore dopo che i medici staccano l’alimentazione mentre in Senato si discute per una legge appropriata.
Ma cosa spinge alcuni a decidere di voler staccare la spina e altri ad opporsi a ciò e quali sono le conseguenze di una scelta o dell’altra. Lo abbiamo chiesto a due rappresentanti delle istituzioni acquavivesi e rispettivamente a Don Mimmo Giannuzzi, parroco della Cattedrale di Acquaviva e al dott. Vito Del Monte, medico anestesista presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Miulli nonché sostenitore del Partito Democratico.
Don Mimmo.
“Per la Chiesa idratazione e alimentazione non sono considerate terapie perciò non possono essere escluse. Possono essere sospese terapie che non sono sopportate dal paziente o che non producono nessun effetto positivo della salute o quelle il cui rapporto rischi/benefici è compromettente nel senso che i rischi sono maggiori dei benefici, pertanto, non parliamo di eutanasia ma di un uso corretto della terapia che è sempre a beneficio della persona. É lecito accontentarsi dei mezzi normali che la medicina può offrire quando non si può fare altro. Il Magistero non ha mai invitato ad accanirsi terapeuticamente ignorando l’aggravarsi della sofferenza della persona umana”.
Qual’è il senso della vita per una persona in stato vegetativo come il caso di Eluana e perchè tenerla in vita?
“In una persona corpo e anima sono intimamente uniti. Parliamo di persona indipendentemente dalla sua capacità di recepire o meno. Una persona muore quando muore il suo cervello, quando i suoi organi vitali non sono più funzionali. Quando ancora parte del cervello funziona, il suo corpo reagisce a degli stimoli o ha bisogno di essere alimentato noi siamo dinanzi ad una persona e abbiamo il dovere di alimentarla e idratarla”.
Nel momento in cui una persona non ha più modo di comunicare con il mondo esterno, è ridotta in un letto senza muoversi e il suo corpo diventa una gabbia è giusto tenerla ancora in vita?
“Se riteniamo che la dignità di una persona la si riconosce dalla sua capacità di comunicare allora dovremmo allargare il discorso anche ai disabili che non hanno più capacità di comunicare, ai neonati, pensiamo all’aborto. Quando si entra in un meccanismo/mentalità il rischio è che poi questo si estenda ad altre situazioni. La stessa cosa è avvenuta per l’aborto: necessitava delle leggi ma queste hanno poi creato una mentalità abortista al punto che adesso molte donne usano questa pratica con superficialità. La legge ha un ruolo importante dal punto di vista educativo di una società perchè questa comunica dei valori. Se la legge dice di no si crea una mentalità diversa. La legge, dunque, non deve tener conto solo dei valori soggettivi di una persona ma anche dei valori oggettivi”.
Molta gente ritiene che non dovrebbe esserci ingerenza della Chiesa nella politica, lei che ne pensa?
“É bene che non ci sia ingerenza della Chiesa nello Stato e viceversa ma non si può pretendere che dei cristiani quali cittadini che pagano le tasse come gli altri e che vivono all’interno di uno stato italiano non debbano esprimere il loro parere sulle leggi, che non debbano partecipare con le forze democratiche come quelle del voto o del dibattito politico e democratico. Siamo uno stato democratico. La Chiesa è intervenuta non solo con i vescovi e le sue gerarchie ma anche con i laici cristiani, le associazioni, i gruppi cattolici i quali hanno stessa dignità e diritto di espressione di qualsiasi altro gruppo e hanno il diritto di difendere coloro che non hanno voce”.
Dott. Del Monte.
“Il problema è: è etico fare accanimento terapeutico su un malato terminale che ha pochi giorni di vita? Oppure e più etico che questi malati non arrivino alla terapia intensiva e muoiono a casa o in un centro dove fanno cure palliative? Secondo me è importante il testamento biologico perchè questo, rispondendo ad alcuni articoli della costituzione, in particolare all’art. 32, 41 e 2, che parlano della dignità umana, non fa altro che dare a noi la possibilità di decidere se, in caso di malattia terminale, avvalermi o meno della terapia intensiva”.
Eluana Englaro però non era una malata terminale pertanto la sua vita, benchè ridotta in un letto, poteva continuare, inoltre non era attaccata ad alcun macchinario, i suoi organi funzionavano autonomamente. In questo caso, come Eluana tanti altri, secondo lei tenerla in vita significa accanimento terapeutico?
“Un coma apallico non si può definire morte perchè alcune funzioni celebrali sono ancora attive. La legge italiana da una precisa definizione di morte che è quella di “morte celebrale”cioè quando tutte le funzioni celebrali sono assenti. Eluana era una persona viva anche per la legge italiana. Il problema per cui si è arrivato a staccare il mantenimento terapeutico non sta nel fatto che Eluana era considerata morta ma perchè ci si è avvalso di un articolo della costituzione, l’art. 32, che consente a noi cittadini e potenziali pazienti di rifiutare le terapie”.
Ad Eluana però non venivano somministrate terapie, veniva solo alimentata e idratata. Si possono togliere ad una persona anche questi elementi considerati un diritto fondamentale per la vita di chiunque?
“Il fatto è che esiste un problema bioetico e legislativo. É necessario, pertanto, un provvedimento legislativo che tuteli i principi morali e costituzionali che governino la nostra vita, il nostro paese. Qui tutti hanno perso. Hanno perso i politici che non si sono attivati quando ne avevano il tempo. Bisogna dire che ci si preoccupa di questi ammalati solo quando diventano oggetto mediatico. C’è un vuoto legislativo che va colmato. Purtroppo la medicina ha in mano delle armi potentissime che, se utilizzate male, possono costringere il malato a sopportare sofferenze che si aggiungono alla sofferenza in quanto costretti ad un accanimento terapeutico inutile perchè comunque il malato muore dopo un mese o due in più. Il fatto è che manca la cultura della morte perchè si ha paura di parlare della morte”.





Commenti
vito sei un grande!
Questo caso dimostra solo una cosa, quando sono vili i nostri politici; si venderebbero il culo per entrare nelle grazie di santa romana chiesa. Il loro intendo è solo ingraziarsi i voti di questi pseudo-cristiani. Perché alla maggior parte di questi baciapile, interessa solo questo. Vergogna
solo un commento…Silvio…vergoganti!!!
e mi sembra che il disegno di legge proposto in parlamento non vada in questa direzione poichè obbligherà tutti all’alimentazione artificiale non considerandola una terapia(nonostante si tratti di un prepararato farmacologico prescritto dal medico)in barba quindi ad ogni forma di testamento biologico e all’opinione di tutta la comunità medica mondiale.dov’è il libero arbitrio in tutto questo?
caro don mimmo mi permetto di contraddirla.dal ’78,cioè da quando esiste la legge sull’aborto, il ricorso a questa pratica si è ridotto di oltre il 60%, pertanto non parlerei di uso superficiale…tutti liberamente possono esprimere la propria opinione anche i cattolici e la chiesa ma esprimere una opinione non vuol dire avere sempre la presunzione di essere dalla parte del giusto dando anche a chi non è cattolico la possibilità di vivere secondo la propria morale.
4-I fermi sostenitori della libertà e della democrazia dovrebbero lasciare ad ogni cittadino adulto e razionale di scegliere della PROPRIA vita in base ai PROPRI valori.O forse qualcuno ha paura che,se non costretti dalle leggi dello Stato,anche i cattolici ignorerebbero le leggi della Chiesa?Quanti sono i cattolici che divorziano e abortiscono?Quanti potrebbero diventare quelli decisi a far staccare la spina alla PROPRIA vita?
3-Ci vuole una bella dose di arroganza x contrapporsi ai pareri scientificamente provati dei medici dichiarando di avere un’opinone ugualmente degna di considerazione benchè basata su dogmi.Stessa arroganza dimostrata nel voler influenzare le leggi di uno stato formato anche da chi non crede nel cattolicesimo impedendo di fatto a costoro di decidere della PROPRIA vita in base a valori diversi da quelli cattolici.
2- …cercando di raffazzonare una legge e chiedendo il “favore” di rinviare l’applicazione di una sentenza passata in giudicato!Potevano pensarci prima!Inoltre credo che l’opinone della chiesa sul fatto che alimentazione e idratazione FORZATA siano una terapia o meno lasci il tempo che trova.Del resto chi conosce meglio la medicina i teologi del Vaticano o i medici dell’OMS(Organizzazione Mondiale della Sanità)?
1- è vero,c’è una lacuna legislativa x cui si dibatte da almeno 15 anni.il punto è che fino ad oggi questa lacuna ha fatto comodo a tutte quelle persone in disaccordo con il testamento biologico perchè di fatto così la morte veniva sempre negata.quando invece la magistratura,in linea con l’OMS ma non con la chiesa,ha dato ragione agli englaro considerando alimentazione e idratazione una terapia,la politica ha voluto mettere una pezza…
Sì, si sentiva proprio il bisogno del milionesimo parere sul caso Eluana Englaro (facile parlare quando si è “fuori” da determinate situazioni)!
Cure “pagliative”?!?!?!??!?!?!?!
E’ difficile espriemereun parere su qeusta vicenda. La cosa che più mi fa riflettere è la forza dei genitori di Eluana. UN padre che da anni chiede di staccare la spina. Non so. Ora come ora da padre dico che non staccherò mai la spina ai miei figli…ma spero che se deve avvenire avvvenga al contrario… E poi dico che se Eluana era “viva” si è commesso un grave errore ma non vedo malafede in questo…non si è resistito alla sofferenza…è debolezza umana…Buon viaggio Eluana
In molte nazioni dove esiste la pena capitale la Chiesa non è altrettanto drastica nella condanna né zelante nel difendere la vita umana. Non si è parlato di “mani assassine” per i massacri di civili in Irak o a Gaza. Di fronte alle vere “potenze” del male che scatenano le guerre il Vaticano abbassa i toni dell’accusa e si rifugia nella preghiera. don Raffaele Garofalo