Pistilli scrive a Marmo: «che c’entra il Sindaco?»

La Redazione

Pistilli: «il Sindaco Pistilli nella faccenda Abrusci, come in ogni altra, per rispetto del mandato popolare ricevuto, non parteggia per nessuno, ma per la legalità, la trasparenza e il pubblico inter

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Dopo la presa di posizione del Consigliere Regionale di AN Nino Marmo a difesa del presidente del consiglio comunale di Acquaviva Vito Abrusci e di duro attacco al sindaco Francesco Pistilli, arriva la replica del primo cittadino di Acquaviva.

Pistilli, nella nota al consigliere Marmo, si chiede perchè sia stato chiamato in campo quando chi ha preso l’iniziativa per la decadenza del consigliere Abrusci non è lui ma il dr. Alessandro Longo.

Viene anche tirato in ballo il Capogruppo di AN, Vito Pastore che, dichiara il sindaco, sostiene la tesi di Longo.

«Nella lunga, contorta e sofferta vicenda, il Sindaco non c’entra proprio nulla, e suscita molti sospetti questa sua chiamata in campo da parte del Cons. Marmo. A nome di chi parla? C’è una segreteria politica di AN ancora funzionante che dovrebbe intervenire, perché chi ha preso l’iniziativa per ottenere la decadenza del Presidente Abrusci non è il Sindaco, ma il primo dei non-eletti del suo stesso Partito di Abrusci, il dr. Longo.

Egli contesta ad Abrusci di tenere ancora in piedi due contenziosi contro il Comune, e ciò costituisce esplicitamente motivo di decadenza.

Che anzi, nonostante la sentenza del TAR che ha visto Abrusci soccombente, questi ha insistito nell’azione legale, impugnando la sentenza presso il Consiglio di Stato e ponendosi ulteriormente contro il Comune di Acquaviva, per questione di beni immobili. E nonostante che egli avesse assicurato al momento della proclamazione degli eletti che per l’eventuale incompatibilità avrebbe risolto il problema entro venti giorni.

E, comunque, non è questione che interessi il Sindaco. Chi si appella alla legge e pretende la decadenza è il primo dei non eletti della stessa lista di Abrusci, destinato ai subentrargli in Consiglio.

Il Sindaco nella questione non c’entra per niente, se non per la sua funzione amministrativa di spedire e ricevere gli atti, com’è suo dovere di imparzialità d’ufficio.
Non è consentito al Cons. Marmo, certamente male informato e con grande leggerezza, di accusare il Sindaco e di insolentirlo, e con lui insolentire la Città che lo ha eletto, affermando che non si comporta da primo Cittadino, ma da ultimo per il rispetto della legalità e del garantismo?

A quale titolo istituzionale o politico egli prende posizione ? Si profila un padrinaggio che stride con la correttezza, se si pretende di ammettere la commistione di controllori e controllati, perfino per chi è a capo della massima istituzione politica cittadina e si pone contro la stessa Città, con il ricorso al Consiglio di Stato. Questa è la trasparenza e la correttezza di AN, vecchio baluardo contro l’illegalità?

Mi chiedo come sarà difficile avere a che fare con simili personaggi, se sostengono simili posizioni, mentre il PDL dovrà essere in prima fila a rappresentare la garanzia della legalità ad ogni livello ed in ogni circostanza, evitando pressioni, insolenze e vessazioni contro chi si pone nella legalità per rispetto del suo popolo e del mandato da lui espresso.

E si rassegni, il Cons. Marmo, perché i Cittadini di Acquaviva hanno per tre volte votato il Sindaco Pistilli a rappresentarli come Primo Cittadino e per quattro volte a rappresentarlo nel Consiglio Provinciale.

Ed il Sindaco Pistilli nella faccenda Abrusci, come in ogni altra, per rispetto del mandato popolare ricevuto, non parteggia per nessuno, ma per la legalità, la trasparenza e il pubblico interesse.

Perché il Cons. Marmo sa bene come stanno le cose e a chi deve indirizzarsi, ma egli vuole difendere l’indifendibile e ricondurre tutto disinvoltamente all’aspetto politico. Ed invece è problema di legalità, sollevato non dal Sindaco ma da altri, che Marmo conosce molto bene.

Anche il Capogruppo di AN, Vito Pastore, ha espresso la necessità di ripristinare la legittimità nel Consiglio Comunale di Acquaviva, sostenendo la tesi di Longo.

Se per il Cons. Marmo questa esigenza è invertita, il Sindaco è ben felice di essere agli antipodi con lui, ultimo baluardo, non degli interessi dell’uno o dell’altro, ma della legittimità.
Ma il Cons. Marmo non spari pallettoni fuori bersaglio. Ci fa brutta figura. E rimedi al danno provocato.»

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Commenti

  • lorenzolorenzo (utente non verificato)

    dai fate la pace…le liti in famiglia sono proprio brutte..eh!!