Ex medico del Miulli accusato di omicidio preterintezionale

La Redazione

Omicidio preterintenzionale, morte come conseguenza di altro delitto, violenza privata e falso: sono le accuse che la procura di Bari contesta ad Alessandro Besozzi, ex medico del Miulli di Acquaviva.

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Omicidio preterintenzionale, morte come conseguenza di altro delitto, violenza privata e falso: sono le accuse che la procura di Bari contesta ad Alessandro Besozzi, ex medico dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti.

Besozzi ha ricevuto l’avviso di termine delle indagini per il decesso di Davide Roselli, morto a 33 anni il 4 maggio 2007, dopo una sequenza di interventi chirurgici eseguiti per farlo dimagrire.

Il pm Roberto Rossi contesta al medico di aver operato, il 13 e 15 aprile 2007, Roselli nella clinica privata ‘La Madonnina di Bari: nel primo intervento al paziente fu applicato un bypass gastrico; nella seconda operazione furono tamponate le emergenze connesse al precedente intervento.
Il 3 maggio, in condizioni disperate e tra atroci sofferenze, il paziente fu trasportato al Miulli perché la clinica privata ‘La Madonnina di Bari’ non aveva la sala di rianimazione. Nel tentativo di salvarlo in ogni modo e dopo una terza operazione, il paziente morì per choc settico.

Il pm ipotizza che l’accusa di morte come conseguenza della violenza privata,che di fatto sarebbe alternativa a quella di omicidio preterintenzionale, fa riferimento al fatto che il medico ha costretto il paziente a tollerare un nuovo intervento chirurgico senza fornirgli le necessarie informazioni preliminari.

Le accuse di falso si riferiscono al fatto che il medico, per evitare che emergesse l’omessa attività informativa circa i rischi elevati post operatori, aggiunse, il 15 luglio 2007, sul modulo del consenso informato avvenimenti non presenti sull’atto al momento della firma della vittima.

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