La variante e la crisi

Esecutiva la variante alla zona industriale sulle pensiline mentre Abrusci e la “sua” maggioranza si scontrano nuovamente
I toni dello scontro tra il Presidente del consiglio comunale Abrusci e la sua coalizione non accennano a placarsi.
Ultima scintilla l’interrogazione proposta, lunedì scorso, dal capogruppo PD Dinapoli sullo stato attuale dei lavori di ampliamento del cimitero comunale, dati i recenti avvenimenti e lo scambio di accuse tra l’impresa appaltata e l’amministrazione.
L’assessore ai lavori pubblici Montenegro ha esposto un excursus di tutte le fasi dei lavori fino ad oggi, pur non soddisfando gli interrogativi dell’interrogante
Subito dopo, sentendo il bisogno di esprimere la propria posizione in ordine al volantino, falsamente firmato a nome del titolare dell’impresa, che descrive tre fantomatiche tranche di tangenti pagate all’amministrazione (“Noi non siamo tangentisti o criminali”) il Presidente gli toglie la parola non essendo la questione inerente all’interrogazione.
La bagarre che va a nascerne si interrompe solo con la sospensione dell’assise per cinque minuti disposta da Abrusci. I lavori riprenderanno con la pubblica promessa del Presidente d’assise al rigoroso rispetto del regolamento consiliare.
Giunge lunedì a conclusione l’iter della quinta variante al Piano degli insediamenti Produttivi, iniziato a Maggio con la prima adozione, riguardante la possibilità, per le imprese situate nei lotti della zona P.I.P., di installare delle pensiline o manufatti per il ricovero temporaneo di merci o per il commercio delle stesse, per una dimensione pari al 25% di tutta la superficie coperta e l’installazione di coperture in materiale amovibile del genere predetto sulle superfici nella fascia tra i 10 e i 15 m di distanza dalla strada.
Il provvedimento viene approvato dalla maggioranza (fatta eccezione per il cons. Abrusci che annuncerà il suo cambio di posizione rispetto al passato) dopo un dibattito, chiarificatore (per alcuni) di alcuni punti tecnici riguardante il procedimento di pubblicizzazione, tra l’opposizione che proponeva un rinvio del punto (proprio per vizi procedurali) e l’Assessore Berardi che con fermezza ha garantito il rigoroso rispetto della legislazione in materia, riconoscendo solo il mancato rispetto di un termine (non sanzionato dalla relativa norma) ricordando, tra l’altro, la presenza dello stesso vizio preordinatamente all’approvazione del P.R.G.
Ultimo punto discusso, la proposta del PD di estendere il regime esenzione ICI anche nei casi di concessione in uso gratuito dell’immobile tra parenti di secondo grado.
La proposta ha ricevuto,oltre al parere tecnico negativo del dirigente dell’ufficio Ragioneria, anche quello dell’Assessore Laera, motivando la sua posizione con le difficoltà che a parer suo il Comune incontrerà nel recuperare dallo Stato quella perdita di gettito, stimata intorno ai 700.00 euro, conseguenza dell’esenzione I.C.I., approvata dal governo Berlusconi, per tutte le prime case: si rinvia ad una discussione più approfondita sull’argomento.





Commenti
con tutte le bagarre ad ogni consiglio comunale che i nostri politici fanno,i problemi di Acquaviva restano,resteranno,e si ingarbuglieranno di piu’………poveri noi.stiamo messi male,e in che mani!!!!