PD: «che paese vogliamo essere?»

La Redazione

Forti accuse all’Amministrazione che “condanna il paese alla mediocrità e ne frena lo sviluppo”.

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo del PD di Acquaviva.

Nello scritto leggiamo una forte condanna del partito del centrosinistra nei confronti della politica acquavivese di centrodestra, le cui scelte, afferma il gruppo locale del PD, condannano il paese “alla mediocrità e ne frenano lo sviluppo”.

“La buona politica favorisce la crescita culturale, economica e sociale del paese, ma la politica acquavivese recente ha scelto un’altra strada che lo condanna alla mediocrità e ne frena lo sviluppo incentivando comportamenti e pensieri sbagliati. Insofferenza e rassegnazione sono, comprensibilmente, i sentimenti più diffusi di fronte ad una situazione che stenta a decollare.

Eppure le opportunità di crescita non mancano. Eccone alcuni esempi:

• Legge Regionale n° 20/2005 PIRP (Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie) – 82 milioni di euro stanziati;
• Legge Regionale n° 12/2007 (Norme Urbanistiche finalizzate ad aumentare l’offerta di edilizia residenziale sociale);
• Legge Regionale n° 21 (Norme per la Rigenerazione Urbana);
• Piano Strategico Metropolitano Terra di Bari 2015.

Il Consiglio Regionale Pugliese ha varato queste ed altre misure per promuovere lo sviluppo del territorio ed esistono progetti per il rilancio dell’economia dei piccoli centri come il Programma di Sviluppo Rurale della Puglia (1.201.568.696 di euro stanziati in totale) o il GAL (Gruppo di Azione Locale) che mette a disposizione circa 15 milioni di euro per ogni ambito.

Riguardo le misure del Consiglio Regionale Pugliese in cui Acquaviva rientra, il PD dichiara che dalla maggioranza non è arrivata nessuna idea concreta, a differenza degli altri comuni che “conoscono un periodo di effervescenza programmatica grazie a progetti seri”.

Ma le nostre proposte dove sono? Nessuna proposta, nessuna idea concreta dalla maggioranza, ma solo ostruzionismo e mancanza di dialogo. Solo speranze a quanto pare.

Mentre gli altri comuni conoscono un periodo di effervescenza programmatica grazie a progetti seri di medio e lungo termine, Acquaviva resta intrappolata e asservita al più bieco opportunismo e al clientelismo più sfacciato. Una condanna a morte per quello che prima era davvero un bel paese.

Il partito all’opposizione accusa poi il Sindaco Francesco Pistilli di non favorire un clima di collaborazione, ingaggiando guerre private.

Va aggiunto poi che un clima sereno di collaborazione è costantemente interrotto dal Sindaco che ingaggia guerre private prima con il Vescovo per il Miulli, poi con Divella alla Provincia e con l’Assessore Pietro Santamaria dell’ATO, con l’Assessore Regionale alla Sanità e ancora con il Presidente della Regione Puglia.

Subiamo un’idea malata di governo che rivela inadeguatezza e scarse capacità di amministrazione. Una malattia di cui il nostro comune è l’unica vittima, gravemente isolato rispetto alle istituzioni presenti sul territorio.

Da troppo tempo gli interessi di pochi prevalgono su quelli di molti: la situazione non è facile, ma crediamo che un cambiamento sia possibile e ci stiamo muovendo per frenare questa caduta verticale che nessuno merita.

Questa, non altra, è la situazione. Si può far finta di non vederla, per comodità, complicità o per convenienza. Ma siamo realistici e giudichiamo i fatti senza nasconderci dietro un dito: gli abitanti di Acquaviva erano 21.602 alla fine del
2001 e 21.292 a fine novembre 2008, un calo demografico significativo soprattutto rispetto alla crescita dei comuni vicini.

La gente se ne va, come darle torto?

Per quanto riguarda l’economia acquavivese, il gruppo locale del PD afferma che è paralizzata.

L’economia è paralizzata: le imprese artigiane manifatturiere presenti sul territorio acquavivese alla fine del 2005 erano 116 mentre alla fine del 2007 si sono ridotte a 107. Non c’è l’ombra di un progetto serio eppure concretezza, analisi del territorio e collaborazione sono aspetti imprescindibili per poter aspirare ad attingere ai finanziamenti della Comunità Europea.

Le imprese investono altrove, come biasimarle?

Sono fallimenti reali che abbiamo sotto gli occhi e sperimentiamo sulla nostra pelle.
Siamo veramente stanchi di accettare che il privilegio prenda il posto del bene collettivo.

L’intera opposizione consiliare ha sollecitato l’Amministrazione ad adempiere ai propri doveri sul PRG, sulla Rigenerazione Urbana, sul Piano Strategico e ha preteso un confronto serio. Siamo convinti che il bene di Acquaviva venga prima dei vantaggi degli amici e prima di chi perde tempo ad opporsi a tutto e a tutti per tentare di accrescere la sua visibilità.

C’è ancora tempo per dire no”.

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Commenti

  • leofane (utente non verificato)

    Luchetto,ma non è ora che ti stai a casa? Alla tua età ancora girando vai?

  • stellina77 (utente non verificato)

    Se è vero tutto quello che è stato scritto, allora mi chiedo: se i nostri amministratori si fanno “sfuggire” determinate occasioni non sono resposabili di una sorta di danno arrecato alla collettività intera?è possibile che a pagare sia il paese in generale e mai qualcuno nello specifico? e che il tutto si risolva sempre e solo in “chiacchiere da capagna elettorale”?

  • nessundorma (utente non verificato)

    Come in un matrimonio la colpa delle cose che non funzionano è da attribuire a entrambi gli schieramenti. Questo continuo duellare è la vera causa della sconfitta socio-economica-culturale del nostro paese. Il cambio generazionale che prima o poi avverrà dovrebbe finalmente portarci le novità e l’onestà morale che purtroppo chi sta da troppo tempo nei circoli del “potere” ha perso negli anni dx o sx che sia.

  • miky76 (utente non verificato)

    MI DITE XKè NATUZZI;ROCCOBAROCCO;AUCHAN;BARICENTRO NN STANNO AD ACQUAVIVA?DI QUESTE OCCASIONI NN SI PARLA!!!!!
    XKè?X FORTUNA KE LA GENTE SA!!!!!