“L’attesa della vita”, una precisazione dal dirigente dell’IISS “Rosa Luxemburg”
Ulteriore precisazione del dirigente scolastico dell’IISS Rosa Luxemburg Francesco Scaramuzzi in merito al presunto coinvolgimento dello stesso istituto nell’iniziativa “L’attesa della vita”, realizzata per sostenere l’attaccamento alla vita e la bellezza dell’esistenza.
«Forse – spiega Francesco Scaramuzzi – sarebbe il caso di precisare che la mia lettera sull’iniziativa in oggetto è così dura e mette in campo le mie opinioni personali esclusivamente perché il mio istituto e io stesso siamo stati “tirati per i capelli” all’interno dell’iniziativa.
Il problema non è se l’iniziativa sia valida o no e se si sia liberi di parteciparvi o no. Ciò è evidentemente in capo a ciascuna persona che potrà liberamente scegliere.
L’unico nostro problema è che siamo stati inseriti nell’iniziativa senza alcuna informazione preventiva e senza che fosse chiesto alcun permesso.
Permesso che, peraltro, non sarebbe stato concesso perché l’iniziativa è, con tutta evidenza, una iniziativa “di parte”.
Pertanto non ci siamo “chiamati fuori” dall’iniziativa. Non ne facevamo parte, non ne abbiamo mai fatto parte, non sapevamo neanche di farne parte. Altrimenti dovrebbe essere da noi “!automaticamente” concessa la collaborazione ovvero il patrocinio ad iniziative che potrebbero venire organizzate da partiti politici, istituzioni religiose straniere, associazioni di pressione politica o lobbistica. E ciò non sarebbe accettabile in nessun caso.
Se il movimento per la vita o la Parrocchia del S.Cuore, per esempio, chiedessero i locali del nostro istituto per realizzare iniziative, non vedrei alcuna ragione per negare loro questa possibilità. Come non la negherei ad una associazione sportiva o di beneficenza, o educativa, o relativa ad altre religioni.
Diverso è chiedere la nostra collaborazione. Essa non può essere concessa ad iniziative che possono essere viste da parte dei nostri utenti, docenti e lavoratori come un’offesa alle loro opinioni.
Il punto centrale, quindi, è solo questo: che una persona e una istituzione possano o no essere coinvolti “direttamente” in una iniziativa senza nulla saperne. Da ciò la durezza del mio atteggiamento.
Peraltro, un Dirigente scolastico, come chiunque altro, dovrebbe avere il diritto di avere proprie idee e valori, di non essere tirato in ballo personalmente in iniziative che non condivide affatto, di poter scegliere a quali iniziative partecipare personalmente.
O no?»





Commenti
Caro Scaramuzzi,
fa bene a rimanere della sua posizione la chiesa non può fare di noi dei burattini!
La vita è nostra e anche le scelte sono le nostre!!!
Accolgo con favore la precisazione del preside soprattutto perchè più pacata nei toni. Tuttavia devo dissentire su un punto : un preside può avere le sue personali convinzioni ma non può basarsi solo su queste per decidere se aderire o no ad un iniziativa. Scegliere in completa solitudine pretendendo di interpretare i pensieri della maggioranza dei docenti e dei genitori degli alunni che frequentano la scuola, è fondamentalmente antidemocratico.
La vita è un bene che deve essere protetto, sostenuto, perchè ogni uomo deve essere conscio di quanto difficie sia per una donna rimasta sola, o violentata, o in difficoltà, dover decidere da sola se o perchè portare avanti una gravidanza, i suoi dubbi, le su paure, e l’aiuto alla vita è un dovere intimo che non può avere sigle politiche, credi religiosi o altro. Andare incontro alla vita è un dovere e pernso sia un diritto della nuova creatura.