Il Gal Sud-est barese e la corporate governance dimenticata

Rocco Passerotto

Da chiarire tra le altre cose: divisione del capitale, la quota minima da sottoscrivere e il fine della società

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La speranza che ha espresso il nostro sindaco di vedere effetti positivi per l’economia acquavivese grazie al Gal, rimarrà tale?

Non si sa. Ma se il futuro è ignoto, di certo il presente non è roseo: l’esigua presenza nella sala conferenze e la scarsa conoscenza del fenomeno Gal tra gli acquavivesi la dicono lunga sullo stato dell’arte.

Forse i più non avvertono la necessità di capire cos’è questo soggetto con le sembianze di centauro: per almeno metà dei privati e per la restante di enti pubblici. Una partnership che, se realizzata, imporrà un’operazione di convergenza tra gli interessi contrastanti che possiede l’anima privata sia al suo interno che nel rapporto con quella pubblica.

D’altra parte di quali privati si parla? Associazioni di categoria, enti di ricerca, Università di Bari, imprenditori commerciali/agricoli, artigiani ed altri? Ciascuno di questi ha una sua logica. Se non si possono servire due padroni, figuriamoci nove comprendendo i Comuni e i portatori d’interesse.

Sia chiaro, questi problemi non sono nuovi. Né per il legislatore né per la realtà. Ma il rischio che, una volta nato, il “giocattolo” si rompa è facile anche considerando che il lavoro portato avanti, per forza di cose in questa prima fase dalla parte pubblica, lascia a desiderare.

Ad oggi i comuni hanno coinvolto associazioni di categoria ed enti parastatali che per la verità, partecipano a molti Gal pugliesi e perciò si presume non possano svenarsi per garantire almeno il 50% delle sottoscrizioni cioè, una cifra che parte da 60 mila €.

Il punto è che a meno di un mese dalla presentazione del Documento Strategico Territoriale si chiede al pubblico di manifestare interesse verso un investimento di cui non si conosce, nemmeno per grandi linee, il do ut des.

In pratica non si sa nulla a riguardo degli elementi essenziali del contratto
(atto costituivo ed eventuale statuto) che legherà i futuri soci: tipo giuridico (S.p.A., S.r.l., Coop.) e di conseguenza fine (mutualistico o lucrativo); disciplina dei conferimenti; quota minima da sottoscrivere e se il capitale sarà diviso in azioni o quote; in base a quali criteri il comitato promotore, che si riserva la sindacabilità di giudizio, valuterà l’ammissibilità delle domande; come e da chi sarà nominato e che caratteristiche dovrà avere l’organo amministrativo; se ci sarà possibilità di diventare soci in un secondo momento; se le partecipazioni saranno liberamente trasferibili; come si è pensato di coinvolgere i portatori d’interesse; criteri per le assunzioni di personale; chi proteggerà i cittadini se i soci privati sacrificheranno i propri interessi per ingraziarsi quelli pubblici su altri fronti.

Insomma i comuni promotori hanno firmato il protocollo d’intesa, senza avere un progetto solido alle base, convinti che il resto sarebbe venuto da solo. Cosicché ci siamo ritrovati, senza sapere gli elementi essenziali della corporate governance, a dibattere di Unione europea, di Regione Puglia, di agricoltura ovvero del sesso degli angeli.

Post scriptum: perchè non costituire il Gal sotto forma di S.p.A. utilizzando la pubblica sottoscrizione, rispettando quindi le norme del t.u.f. sulla tutela del risparmio?

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Commenti

  • tinapica (utente non verificato)

    Dott. Passerotto, se vuole le risposte riguardo gli elementi essenziali del contratto deve chiedere a: ass. Pietro Santamaria di Mola e Studio agronomico Cassandro di Barletta. Comunque la sua analisi è perfetta, “il giocattolo”, purtroppo per Acquaviva, è praticamente morto e la colpa è anche dei ns. amministratori, assolutamente incompetenti in materia.

  • MAMMOLA (utente non verificato)

    Purtroppo, come spesso accade, i GAL (gruppi di azione locale) sono nati sotto i migliori auspici: molti comuni hanno aderito a quello ritenuto più in linea con la propria realtà ma poi….tutto è naufragato e sono rimasti solo i costi da ripianare per le nuove poltrone createsi.