Un po’ per me, un po’ per te. Il principio della colletta alimentare

Il bilancio della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare ad Acquaviva.
Sabato 29 novembre 2008 si è svolta la dodicesima edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Per realizzarla in tutta Italia, sono intervenuti 108.000 volontari, con la collaborazione di 7.600 punti vendita, per un totale di 8.973 tonnellate di viveri raccolti.
Anche Acquaviva ha dato il suo contributo, per il secondo anno consecutivo, coinvolgendo circa cinquanta giovani. Abbiamo incontrato la delegata della Diocesi e responsabile Caritas cittadina, Angela Semeraro, per sapere com’è andata.
Da chi è organizzata questa iniziativa e come arriva fino a noi?
Il progetto è organizzato dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus, la quale raccoglie le eccedenze alimentari e le ridistribuisce ad Enti che, in Italia, si occupano di assistenza e di aiuto ai poveri ed agli emarginati. Il suo intervento per le parrocchie come la nostra è provvidenziale.
Tutto ha origine con la stipula di una convenzione tra le Diocesi, la Fondazione e le catene di supermercati. I viveri raccolti vengono smistati nel magazzino regionale di Taranto, da cui poi le Diocesi, mensilmente attingono a seconda del fabbisogno delle Parrocchie.
Ci può fare un bilancio della Giornata della Colletta Alimentare Acquavivese?
È il secondo anno che Acquaviva partecipa a questo progetto e raggiunge risultati inaspettati. Quest’anno, c’è stato un coinvolgimento di volontari maggiore rispetto all’anno scorso, soprattutto tra i giovani, che hanno coperto turni di un’ora a partire dalle otto, per tutto il corso della giornata. Stando alla stima fatta dalla Diocesi, Acquaviva è stato il paese che ha risposto in maniera più incisiva.
Possiamo quantificare il risultato raggiunto?
Acquaviva quest’anno ha raccolto circa tre tonnellate di viveri rispetto alle 2,3 tonnellate dello scorso anno. In più, oltre ai quattro supermercati di via Mele, via Arcivescovo Palombella, via Sannicandro e Piazza Garibaldi, ha aderito all’iniziativa anche il Minimarket nei pressi della chiesa di San Domenico.
Bisogna dire che l’effetto della crisi economica si è fatto sentire, perchè a fronte di una maggiore affluenza, la donazione pro-capite è stata minore. L’importante però è che la finalità del progetto sia arrivata ai cittadini e che i risultati siano stati raggiunti.
Ricordiamo che il bisogno di viveri da parte delle parrocchie è continuo. Le famiglie che necessitano di supporto nel nostro Comune, attualmente sono duecento, ma tendono a crescere.
In conclusione, però facciamo i complimenti a tutti i Felipe Massa del carrello e alle brave “sciure” portatrici sane di sacchetti per la spesa, che sabato scorso hanno contribuito alla colletta. Bravi, continuate così!
*Un ringraziamento speciale va a Pasquale Cotrufo per le immagini.





Commenti
..e voi pensate che i problemi dei poveri si risolvino dando una semplice busta?Questo è un metodo ipocrita e inefficace di risolvere il problema e di mettere in pace la coscienza di chi,facendo l’elemosina,vuol farsi passare per ‘caritatevole’.Se vuoi aiutare davvero una persona,insegnali a pescare,non dargli il pesce!E così mentre la Chiesa riceve soldi e possiede averi in quantità(e qui la lista è davvero lunga)non trova niente di meglio che dare un pacco di pasta e di latte!?Quanta ipocrisia
Per giulosi79 …diceva Madre Teresa di Calcutta: Tante piccole gocce formano un oceano…. il poco di tutti si trasforma in un oceano d’amore e di carità