Calcio: doccia fredda

Lavermicocca impegnato ieri: per il n°8 rossoblu un “giallo” in una prestazione positiva, soprattutto in fase di copertura, davanti a lui l’arbitro Barbuto di Bari.
Nel gelo scialba prestazione da ambo le parti, a fine gara la rivelazione dagli addetti di casa: «La caldaia non c’è più, al Giammaria non è possibile lavarsi».
Per fortuna, o purtroppo, c’è stato un succulento dopopartita.
Per fortuna perché davvero non avremmo avuto molto da raccontare, purtroppo perché quanto accade dopo il 90° generalmente non è granché edificante ma tant’è.
Acquaviva che recupera tutti gli squalificati e propone un 4-1-2-2-1, Moscara solo soletto a battagliare su un campo ai limiti della praticabilità, di contro un Mola con 4-5-1 da declinare dallo statico in poi, fra i pali l’ex Zecchino, protagonista nell’ultima salvezza rossoblu.
Le squadre partono bloccate, contratte da due classifiche deficitarie, entrambe al di sotto delle aspettative cullate con il solleone; all’8’ viene ammonito Nettis per un inutile quanto brutto fallo a centrocampo, episodio che si rivelerà decisivo sul finire di gara.
Dopo un quarto d’ora il febbricitante Pinto prova da fuori, dopo aver recuperato una palla vagante al limite, la conclusione risulta debole e Zecchino si accartoccia senza problemi.
Identico canovaccio allo scoccare esatto della mezz’ora, prima che Lavermicocca finisca sul taccuino dei cattivi per un fallaccio sulla mediana, anch’esso speso gratuitamente, con buona pace delle caviglie di Fumai.
La prima frazione finisce qui, ed una liberazione sia per gli interpreti sul campo sia per gli astanti, rapidi a guadagnare il conforto del bar dopo 45’ in trincea.
Al rientro in campo il Mola arretra ancor di più il baricentro sotto le urla di mister Buccolieri, squalificato ed ospitato nel settore ospite adiacente alle panchine, della serie “fatta la legge trovato l’inganno”.
Tritto rispolvera Fanelli, dando tregua alla malconcia caviglia di De Tommaso, ma gli effetti si notano solamente nel cambio di numerazione; stessa sorte con l’avvicendamento di 8 minuti più tardi tra il debilitato Pinto e Agneta.
D’Elia, spettatore non pagante fino a quel momento, è costretto a sporcarsi la candida maglietta volando, per i fotografi, a deviare una sortita dai 25 metri di Fumai, forte ma centrale.
In una partita dai contenuti tecnici, tattici e atletici nulli Nettis, fedele alla sua fama di “allegro” calciatore, ha la buona idea di stramazzare in area invocando la massima punizione, ottenendo invece il secondo giallo che diventa rosso: dopo l’ammonizione del primo tempo, essendo sotto diffida, si era già “guadagnato” una giornata di squalifica, alla quale se ne aggiungerà un’altra per l’espulsione, bel colpo!
L’arbitro compassionevole non assegna neanche il recupero, pregustando il calduccio dello spogliatoio e della doccia.
E qui inizia il calvario dei protagonisti in campo: la società comunica agli ospiti ed alla terna arbitrale un guasto ai motori della caldaia, impossibile lavarsi con l’acqua calda.
Dopo i primi concitati, e comprensibili, attimi di sbandamento tra i presenti, la soluzione: spostare baracca e burattini presso il vicino centro sportivo “Tommaso Valeriano”.
I giocatori rossoblu non di Acquaviva, il Mola e la terna arbitrale vengono quindi “scortati” a fine gara dai dirigenti di casa presso l’impianto, cosi da permettere dolce calde, evitando, di fatto, la scure della salatissima multa che sarebbe piombata sulla testa del Presidente Lenoci.
Surreale la scena, con i calciatori in ciabatte, rivestiti alla meno peggio, sporchi di fango, rapidi a guadagnare la via del pullman, con l’immancabile ritardatario a far salire le quotazioni di bronchiti e polmoniti.
Fin qui la versione ufficiale, perché le cose stanno ben diversamente: venerdì 21 novembre è stata smontata la caldaia del Giammaria, e gli addetti ai lavori non hanno saputo specificare se l’azione sia stata compiuta dal Comune o dalla “nuova gestione” dell’impianto.
Fatto sta che a 48 ore dal match, anche volendo, l’Acquaviva non avrebbe potuto chiedere il “campo neutro”, né tanto meno procedere con una manutenzione più che straordinaria.
Domenica prossima si gioca a Barletta, male che vada la doccia fredda arriverà nei novanta minuti. Più recupero.





Commenti
indignato.A bari ste cose nn accadono!
Fare calcio quì ad acquaviva è diventato davvero difficile……. cos’altro dire.. il campo sportivo c’è.. ma è un “ippodromo”.. i fari pure.. ma non “illuminano”.. almeno una doccia “calda”.. solo quello.. e invece.. niente!!!