Arrestata famiglia di usurai

La Redazione
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Alle prime ore di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gioia del Colle, contemporaneamente ai colleghi di Varese, hanno dato esecuzione a 3 Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Varese, Dott. Giuseppe Fazio, su richiesta del Sostituto Procuratore Dott. Tiziano Masini a carico di Armigero Felice, 52enne, Rossano Stella, 47enne ed Armigero Leonardo, 30enne.

I primi due si trovavano nel paese d’origine, Acquaviva delle Fonti.

Secondo quanto diffuso in una nota dei Carabinieri, «le indagini avviate nell’aprile scorso, «sono state raccolte a carico del predetto nucleo familiare incontrovertibili elementi di colpevolezza in ordine al reato di usura, contestato in forma associativa, (artt. 416 e 644 c.p.) che gli stessi hanno praticato in Vedano Olona (VA) e nel paese d’origine, Acquaviva delle Fonti, ai danni di alcuni artigiani del luogo, a partire dal 2003.

Tutti i componenti della famiglia Armigero sono gravati da numerosi pregiudizi specifici, non svolgono alcuna attività lavorativa ed hanno sempre mantenuto un elevato tenore di vita.

L’attvità usuraia posta in essere dai componenti della famiglia era caratterizzata dal prestito di somme di denaro, anche ingenti, in cambio di interessi usurari (più del 10% mensile)».

L’indagine ha accertato con esattezza 5 vittime, tutte nella povincia di Varese e più precisamente 3 in Vedano Olona, 1 a Porto Ceresio ed 1 ad Albizzate. Le vittime hanno consegnato somme di denaro che vanno dai 2.000,00 ai 200.000,00 euro.

La scorsa estate un commerciante di Vedano Olona, non potendo onorare il debito contratto, è stato costretto a consegnare la propria un’automobile al sodalizio.

Il capofamiglia, Felice Armigero, nei primi anni 90 era un elemento di spicco del clan “La Rosa”, considerato una costola della “Sacra Corona Unita”.

L’organizzazione criminale, che si occupava prevalentemente di usura, traffico di sostanze stupefacenti ed armi, è stata debellata alla fine degli anni 90 quando tutti i suoi maggiori esponenti e rappresentanti sono stati assicurati alla giustizia.

L’Autorità Giudiziaria, concordando con le ipotesi investigative dei Carabinieri, ha evidenziato come le condotte degli indagati siano inserite in un contesto di sistematica attività usuraia criminale, stabile e ben organizzata, realizzata da tutti i componenti della famiglia».

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Commenti

  • freisinnige (utente non verificato)

    perchè per i ladruncoli ci sono nomi e cognomi e per questi no?dov’è finito il diritto all’informazione?

  • num10baripicone (utente non verificato)

    hanno paura.