La crisi economica vista dai più

Da chi pensa che le borse siano portaoggetti femminili
Non sono solo gli investitori e i giocatori di borsa ad aver paura delle borse ballerine, un po’ tutti temono che le bizzarrie finanziare si riversino sulla propria attività.
Wall Street, Tokyo e Piazza Affari fanno parte ormai del vocabolario quotidiano di molti: da chi pensa che se sale il Mibtel sale il prezzo della mortadella a chi di questa crisi onestamente non ci ha capito molto.
Ogni giorno la parola è quella: “è recessione”.
Ma in fondo cos’è la recessione? Wikipedia docet: è un temporaneo ristagno degli affari e dell’attività economica in genere, in pratica si tratta di una situazione macroeconomica caratterizzata da livelli di attività produttiva più bassi di quelli che si potrebbero ottenere usando completamente ed in maniera efficiente tutti i fattori produttivi a disposizione.
Sintomi delle fasi di recessione possono essere la diminuzione del tasso di crescita della produzione, l’aumento della disoccupazione, la diminuzione del tasso di interesse in seguito alla riduzione della domanda di credito da parte delle imprese, il rallentamento del tasso di inflazione causato dalla diminuzione della domanda di beni e servizi da parte dei consumatori. In alcuni casi, la recessione può essere associata con l’aumento dei prezzi, inflazione, e tale fenomeno è anche conosciuto come stagflazione.
Girando un po’ per il paese ci si rende conto che in effetti ben pochi sanno dare una spiegazione chiara.
Dagli anziani che rimembrano la crisi del ’29 dicendo che si andava a rubare in campagna per sopravvivere, ai giovani che strabuzzano gli occhi e sanno solo che tipo di musica stanno ascoltando nel loro fighissimo ipod fino ai commercianti che sono quelli realmente spaventati dalla crisi: i più lamentano un calo degli acquisti, come se la gente avesse paura di comprare; probabilmente coi tempi che corrono si ha più paura di spendere che di comprare.
Come dice il salumaio ‹‹La gente viene e mi chiede 3 fette di prosciutto o due mozzarelle. E guai a fargliene di più! Le cose sono molto cambiate. Tutti sono sfiduciati››.
Quindi non ci resta che sospirare e sperare che, chi di economia se ne intende sappia fare qualcosa per ridare fiducia.





Commenti
certo,e’ un bel po’ di tempo che si parla di crisi,recessione.stipendi tirati,disoccupazione,cassaintegrazione.i telegiornali ed i giornali non fanno altro che parlare di tutto cio’ tutti i santi E ….omicidi,attentati,guerre……….e che cavolo BASTA….si crea panico e stati d’ansia fra la gente angosciata.un po’ di ottimismo e siamo tutti quanti piu’ fiduciosi almeno ora che viene il santo Natale.i migliori auguri a tutti……..riusciremo a venirne fuori,da questa storia.