Olivicoltori in crisi: inviato un documento al Presidente del Consiglio

La Redazione

Il comparto olivicolo in Terra di Bari versa in uno stato di grave crisi, causato dal crollo dei prezzi sul mercato oleario, resa ancor più drammatica da un lungo periodo di siccità nelle campagne.

0 commenta

Il comparto olivicolo in Terra di Bari versa in uno stato di grave crisi, causato dal crollo dei prezzi sul mercato oleario, resa ancor più drammatica da un lungo periodo di siccità nelle campagne.

Nei giorni scorsi, su iniziativa del comune di Bitonto, molti comuni della provincia di Bari e i vertici regionali e provinciali delle organizzazioni professionali agricole si sono confrontate sulle problematiche connesse allo stato di crisi dell’intero settore olivicolo, individuando alcune possibili soluzioni.

È stato, quindi, sottoscritto un documento per portare all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali il profondo stato di disagio e la richiesta di urgenti provvedimenti. Per sostenere la richiesta e rendere pubbliche le preoccupazioni di un settore vitale per l’economia locale, ieri, in piazza Aldo Moro, si è svolta a Bitonto una manifestazione degli olivicoltori di Terra di Bari.

La manifestazione pubblica è stata sostenuta da Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri e da 27 amministrazioni comunali della provincia tra cui quello di Acquaviva. Gli altri sono: Bitonto, Terlizzi, Andria, Corato, Bisceglie, Molfetta, Monopoli, Toritto, Noci, Grumo Appula, Gioia del Colle, Castellana Grotte, Giovinazzo, Canosa di Puglia, Ruvo di Puglia, Palo del Colle, Triggiano, Santeramo in Colle, Cassano delle Murge, Sannicandro di Bari, Bitetto, Altamura, Conversano, Locorotondo, Sammichele di Bari e Trani.

Il documento sottoscritto mercoledì scorso a Bitonto e indirizzato al Presidente del Consiglio, Berlusconi, ed al Ministro per le Risorse Agricole, Zaia, contiene una serie di richieste per alleviare lo stato di crisi del comparto.

Si comincia dall’anticipazione dei tempi di liquidazione del premio unico comunitario, l’attivazione delle misure previste dalla L. 102/04 sulle calamità naturali, l’intervento sul mercato da parte del Governo con il ritiro di 200mila quintali di olio extravergine di oliva, l’aumento delle dotazioni del Piano irriguo nazionale in favore della Puglia, l’intervento dell’Antitrust contro le distorsioni del mercato e i gruppi che assumono posizioni dominanti nella commercializzazione dell’olio di oliva extravergine.

Ed ancora la verifica da parte dell’Antitrust dell’andamento del mercato dei mezzi di produzione (concimi, carburanti, imballaggi, ecc…), controlli in applicazione del Decreto 9.10.07 (indicazione obbligatoria della provenienza delle olive sull’etichetta dell’olio vergine ed extravergine di oliva), il monitoraggio dei flussi e delle movimentazioni di olio extravergine di oliva ed un tavolo di confronto nazionale e regionale con i soggetti del mondo della distribuzione.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!