Comune o mercato? Questo è il problema

Rocco Passerotto

Tutto dipende dalla classe politica che governa il Comune

0 commenta

Nel suo intervento a “Dite tutta la verità” il consigliere comunale Romanelli (Rifondazione Comunista) ha parlato di servizi pubblici locali consegnando, a miglior fortuna, un aspetto della vita comunale che pare parecchio interessante.

Ad oggi, la nostra politica economica urbana sui servizi pubblici a rilevanza economica è orientata all’esternalizzazione. Due esempi su tutto: Gas Natural e Lombardi Ecologia sono, rispettivamente, la affidatarie del servizio di distribuzione del gas e della raccolta dei rifiuti.

Con riferimento alla prima, forse perchè l’ATO/BA 5 potrebbe mettere fuorigioco la seconda, Romanelli ha detto che nel 2012 (anno di scadenza della concessione) il Comune farà bene a valutare l’opportunità di effettuare direttamente la gestione della rete.

Ciò viene motivato dicendo che, con la crisi in atto, bisogna prendere atto della morte del capitalismo e di conseguenza guardare con occhio diverso l’intervento del Comune nell’economia.

Tralasciando il motivo, meriterebbe un giudizio molto articolato, concentriamoci sull’opportunità.

Dunque, farebbe bene il Comune a costituire una società ed erogare per il tramite di questa servizi pubblici? Effettuare direzione e coordinamento sulla partecipata comunale potrebbe, in astratto, dare dei vantaggi sia al Comune che agli utenti. Ma quanto costa?

Purtroppo un paragone tra Gas Natural e una società partecipata da un Comune, con caratteristiche simili al nostro, che distribuisce gas è impossibile. Se però ci spostiamo al settore dei rifiuti, si può confrontare il risultato raggiunto dalla “S.P.E.S. Gioia S.p.A.” (partecipata dal Comune di Gioia del Colle) con quello nostro.

La Spes, nata nel dicembre 2004 e operativa dal febbraio 2005, è costata € 152.072 come costo-opportunità del capitale investito (il tasso di capitalizzazione considerato è quello dei mutui passivi che paga il Comune di Gioia). Inoltre le sono stati trasferiti € 8.306.196 come compenso per la raccolta dei rifiuti che determina un costo complessivo della raccolta pari ad € 194 per tonnellata.

Nello stesso periodo di tempo il Comune di Acquaviva ha trasferito alla Lombardi € 5.641.520 con un costo per tonnellata di € 208.

Così anche senza considerare la plusvalenza insita nella partecipazione alla Spes che registra utili non distribuiti da quando è nata (il Comune di Gioia del Colle potrebbe, vendendo azioni, diventare socio di minoranza e incassare il premio per il controllo) si può affermare che questa sfida l’ha vinta il Comune nostro limitrofo. Peraltro, anche le percentuali di differenziata (media del 21% a Gioia contro il nostro 6%) danno ancora una volta merito all’intervento comunale piuttosto che al mercato.

Ha quindi ragione il consigliere Romanelli? Intendiamoci, la società comunale può essere un’opportunità.

Tuttavia è doveroso chiedersi, non potendo trarre una morale generale da un caso specifico, se la classe politica acquavivese è pronta per gestire una società pubblica.

Se non si è capaci di effettuare in maniera ottimale il controllo sul contratto di servizio, perché si dovrebbe essere in grado di gestire una società che si presta a facili abusi da parte della classe politica, con il rischio di danni per il bilancio dell’ente locale (debiti fuori bilancio etc. etc.) per la società partecipata e per gli utenti, così come dimostrato da numerose relazioni della Corte dei Conti?

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!