Assetati d’affetto

Famiglie Aperte: quando un adulto incontra un bambino.
Che cosa vuol dire “addomesticare”? – chiese il Piccolo Principe.
Vuol dire “creare dei legami”. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.- rispose la volpe.
È un po’ questo il senso dell’affido, l’accoglienza temporanea di un bambino, la cui famiglia attraversa un periodo di difficoltà.
Se n’è parlato martedì sera in Sala Conferenze, nell’incontro Famiglie Aperte, organizzato dai Servizi Sociali, dalla AUSL e dalle Parrocchie del Comune di Acquaviva. Ad aprire l’intervento è stata la Dott.ssa Carnevale, Assessore ai Servizi Sociali, che ha ricordato come l’affido sia un problema che necessita di sensibilizzazione e solidarietà, affinché si possa incidere sulle nuove generazioni. Acquaviva si distingue per le azioni in questo campo e attraverso questa iniziativa, intende continuare ad operare.
Della stessa opinione è stato anche il Sindaco Francesco Pistilli, che ha ringraziato le famiglie che già hanno vissuto quest’esperienza, oltre che i Servizi Sociali, per cui il Comune ha impegnato circa 3 miliardi di vecchie lire.
Secondo il primo cittadino, abbiamo il compito di migliorare la situazione ereditata dai nostri genitori e seguire i ragazzi nella crescita civile, morale e culturale, perché rappresentano il nostro futuro.
La Dott.ssa Mastrorocco della AUSL di Acquaviva, ha spiegato che l’affidamento è un progetto di solidarietà che prevede l’accoglienza e il mantenimento nel rispetto dei diritti del bambino. Può essere intrafamiliare, extrafamiliare, diurno o a tempo parziale, educativo o residenziale. L’obiettivo dei Servizi Sociali attraverso questo incontro – e i successivi – è di creare e formare una “banca di famiglie affidatarie” e di recuperare una dimensione di comunità sociale rispetto a questo tema.
Il momento più vivace è stato quello del Dott. Cesare Martella, dell’Associazione di Volontariato “Famiglie Insieme – Il Cedro” di Oria. Lo psicologo e formatore, in un intervento traboccante di spunti positivi, ha chiarito ai presenti come l’affido sia un progetto che non riguarda tanto i bambini, quanto gli adulti.
Accogliere significa vivere un esperienza che creerà delle emozioni e dunque lascerà una traccia perenne nel bambino. In questo senso è necessario che l’adulto compia dei costanti processi introspettivi prima di ritenersi pronto. Solo rendendo significativa l’esperienza della relazione e crescendo in funzione di essa, si avrà un giusto orientamento. Naturalmente, questo vale per ogni tipo di nucleo affettivo.
Ricordiamo che lo scopo degli incontri previsti dal progetto, non è quello dell’affido immediato, ma la formazione e la creazione di una rete di famiglie e di persone.
Il primo incontro di presentazione del percorso Famiglie Aperte avverrà il 17 Novembre alle 17:00, presso il Consultorio familiare, in via Vittime di Via Fani ad Acquaviva.
È l’occasione giusta per coloro che vogliono mettersi in gioco e partecipare in prima linea alla vita della comunità.





Commenti
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grazie di cuore,
Isabella Difonzo
E’ davvero un bel progetto! Mi auguro che in primis il Sindaco e l’Ufficio Servizi Sociali – con Assessore, Capo Ripartizione e staff al seguito – diano il buon esempio dedicando tempo e attenzione, accogliendo i ragazzi nelle loro famiglie!