Manifestazione contro la riforma Gelmini-Tremonti

La Redazione

“ll 30 ottobre invitiamo tutti quanti, soprattutto gli studenti a scendere in piazza a manifestare. Partirà un pullman per Roma da Acquaviva”.

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Il movimento Studentesco in rivolta all’Università di Bari. Tra di essi anche ragazzi di Acquaviva., che dopo le manifestazioni di Bari, partiranno per il corteo nazionale del 30 ottobre a Roma.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Mimmo Ferrante, giovane di Rifondazione Comunista di Acquaviva, che spiega le motivazioni del malcoltento nei confronti della riforma Gelmini-Tremonti e invita tutti a partecipare al corteo di Roma del 30 ottobre.

“La Costituzione, articolo 33, recita: “ La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi ”. In queste poche parole viene sancito il diritto all’istruzione per tutti, un diritto di cui lo stato deve farsi carico.

Investire nell’istruzione significa investire nel futuro delle nuove generazioni, nella democrazia. La scuola serve a formare individui liberi, dei cittadini capaci di autodeterminarsi e realizzarsi. La scuola è un luogo di incontro, dove si impara a conoscere ciò che è diverso da sé, dove si impara a vivere in società, la scuola è lo stato che forma il cittadino, non un prolungamento della famiglia

La scuola è un luogo dove bisogna imparare ad affrontare la pluralità (un concetto chiave della pedagogia problematicista ): di contesti sociali, di punti di vista, di culture.

È per questo che riteniamo l’istituzioni di classi differenziate per gli immigrati uno scandalo che solo la mente razzista e xenofoba di qualche leghista poteva concepire.
L’autorità, poi, ci sembra più un concetto di retorica da regime, l’idea del maestro tuttologo è stata ampiamente superata.

Ma queste sono chiacchiere, il vero motivo per cui s’è deciso il ritorno al maestro unico è che bisognava fare dei tagli per ridurre la spesa pubblica, e s’è scelto il settore dell’istruzione, ormai visto come un costo più che un investimento, probabilmente con due finalità: risparmiare e, contestualmente, rafforzare la scuola privata. Una scuola pubblica con tante carenze, con meno fondi a disposizione e una scuola privata che riceve aiuti non di poco conto dallo stato. Così le famiglie benestanti potranno mandare i propri figli nelle scuole private, e le fasce sociali più basse dovranno accontentarsi di una scuola pubblica di scarsa qualità.

Noi non abbiamo niente contro le scuole private, ma la costituzione parla chiaro riguardo ciò, quando recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

Il ritorno del grembiulino (se mai è sparito), o il voto al posto del giudizio ci sembrano argomenti di terz’ordine, che sicuramente non richiedevano l’urgenza di un decreto. Qualche perplessità sul voto in condotta ce l’abbiamo: è davvero con questo strumento che si intende combattere il bullismo? Il bullismo è un fenomeno sociale che va indagato molto più profondamente, e sicuramente la scuola ha un importante ruolo nel contrastarlo. È per questo che andrebbero intensificati i contatti con la famiglia, coinvolgerla maggiormente nei processi educativi, affinchè la scuola non diventi solo un luogo di parcheggio dei propri figli, perché le situazioni di disagio nascono prima di tutto in famiglia.

Ma noi siamo essenzialmente convinti che la vera “riforma” della scuola l’ha fatta Tremonti, quando ha deciso che per migliorare il sistema formativo bisognava tagliare 8 miliardi alla scuola secondaria e 1,5 miliardi all’università entro il 2013, oltre che ridurre il personale di 85 mila insegnanti e 45 mila del reparto tecnico-amministrativo.
Quando ha deciso che le università possono scegliere di diventare delle fondazioni private.

E fermiamoci a riflettere sulle conseguenze: programmi di studio influenzati da chi finanzia l’università, la ricerca scientifica e tecnologica piegata agli interessi dell’azienda, e quindi non più libera, tasse inevitabilmente più alte, scomparirebbe ogni forma di rappresentanza studentesca.

Il documento della C.R.U.I. (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) si è espresso nei seguenti modi: “Con i tagli prospettati, gli Atenei sono messi immediatamente in serissime difficoltà e arriveranno tutti, molto rapidamente, al dissesto.

E non è pensabile che si possa affrontare responsabilmente un tema centrale e di valenza strategica per la vita del Paese come quello di una eventuale revisione istituzionale e organizzativa del sistema universitario sotto la minaccia del suo tracollo annunciato e inevitabile”. Eventualità che renderebbe obbligata la scelta di trasformarsi in fondazione privata.

Sono questi i motivi per cui il movimento studentesco si è schierato contro la riforma Tremonti-Gelmini. Accusarlo di farsi strumentalizzare dai partiti e dai sindacati è una falsità, significa non comprendere realmente quello che sta succedendo, minacciare l’uso delle forze dell’ordine per interrompere legittime forme di dissenso una vergogna, un ritorno agli anni bui del ventennio.

Il 30 ottobre invitiamo tutti quanti, soprattutto gli studenti a scendere in piazza a manifestare. Partirà un pullman per Roma da Acquaviva al costo di 5 euro, chiunque voglia partecipare può contattarci al numero 3200812199.

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Commenti

  • miky76 (utente non verificato)

    i tagli sono da fare e i tagli si devono fare.la riforma fa capire che i soldi nn ci sono e come alitalia come l’arsenale di taranto come la sanità la scuola deve avere dei tagli.SOLDI NN CE NE SONO.cari prof!l’albero della cuccagna è finito.giustamente un governo ke ha avuto il coraggio di toccare una roccaforte comunista chiamata scuola è stato linciato.si al maestro unico.si alla riforma Germini.

  • Harkkadia (utente non verificato)

    Caro Fenaroli: “Non bisogna fare demagogia faziosa”. “Non bisogna strumentalizzare i bambini”. Il problema è che si è fatta già della demagogia faziosa. Hanno già strumentalizzato i bambini. E’ passata la riforma: è una giusta lezione contro coloro che confondono il sano confronto con le rivoluzioni cubane… La gente impari a ragionare, non si faccia più sincalizzare o manipolare…

  • fenaroli (utente non verificato)

    è vero, nn è giusto strumentalizzare i bambini e farli sfilare cn cartelloni e striscioni…ma ke colpa hanno loro, piccole e ignare cavie del prossimo anno!E intanto il decreto è diventato legge…proteste,cortei,ecc..ma nn avete ancora capito ke il Berlusca nn ascolta+ nessuno??si fa cme dice lui e…BASTA!W IL DUCE!

  • Fenaroli (utente non verificato)

    x miky 76: un dizionario d’italiano..no???!

  • Harkkadia (utente non verificato)

    A postato n.6, risposta alla tua venerabile e somma perla confuciana: “ARIDATECE SUBITO A GELMINI, NUN CE STRUMENTALIZZATE I BAMBINI…” Saluti a tutti.
    😉 ONORE E FEDELTA’ ALLE WINX

  • lanuovachigghiona (utente non verificato)

    E intanto i bambini della de amicis sono in rivolta contro le forze dell’ordine, all’urlo di TREMATE, LE WINX SONO TORNATE.
    solidarietà ai riottosi.
    Collettivo Infanti & Bambini contro la Gelmini

  • Harkkadia (utente non verificato)

    Appoggio parzialmente la riforma Gelmini: poichè ritengo che non sia esente da onesti punti da chiarire. Punti sollevati da lavoratori: insegnanti e ricercatori, e non certo da studentelli con il “vaffa” facile e con la fascio-fobia… Alla riforma si risponde o con una rettifica di essa, oppure con una nuova proposta di legge a sè alternativa. Non si ha molto tempo, e ci si deve orientare solo in questo senso… Non ho offeso nessuno, ma penso che verrò ugualmente insultato… Saluto Eustachio.

  • eustachio (utente non verificato)

    miky76 mi mandi un mp col numero di cellulare del tuo spacciatore? molte grazie e distinti saluti.

    ps ma come scrivi? “i tagli sono da fare e i tagli si devono fare” non ho capito, forse pensi che i tagli si debbano fare?

    “è finito l’albero della cuccagna?” forse volevi dire “è finita la pacchia”?

  • marcisigno (utente non verificato)

    gentilissimo Sig. (?) miki76, può spiegarmi di quale tipo di cuccagna sono ghiotti i professori? E che cosa significa “roccaforte comunista chiamata scuola”? Se per comunista intende che la scuola è di tutti, che è aperta a tutti, ricchi, poveri, bianchi, neri, cristiani, musulmani e così via, allora sì, è una roccaforte comunista. PER FORTUNA.

  • digio (utente non verificato)

    @miky76:innanzitutto la riforma(ed il Ministro)si chiama GeLmini:-);seconda cosa,l’Alitalia ha avuto un prestito ponte,ovvero soldi pubblici,come anche la FIAT e le autostrade e molti ospedali:-):-);terzo,se c’è un settore in cui investire,è proprio quello della ricerca:concordo che ci siano professori nullafacenti(Mimmo Ferrante,che è venuto al Classico come me,ne sa qualcosa),ma ti sembra il caso che i cervelli continuino ad andarsene dall’Italia per studiare bene?

  • Harkkadia (utente non verificato)

    “sin(da)calizzare”: chiedo scusa…
    (…Riformate pure la mia grammatica!)
    Mi spiace rivelarmi molto cinico (davvero), ma è ciò che realmente penso sull’accaduto… Non aggiungo altro. Rinnovo Distinti Saluti a Tutti.