Una manifestazione per la Festa dell’Unità Nazionale

La Brigata “Pinerolo”per il 90°anniversario delle vittime della I Guerra Mondiale.
Sarà la formazione musicale della Brigata Corazzata “Pinerolo” di Bari a commemorare oggi il 90° anniversario delle vittime della I Guerra Mondiale.
Il concerto, che si terrà questo pomeriggio a partire dalle 17.30 sulla Cassarmonica, sarà diretto dal Maestro Luogotenente La Penna e si svolgerà dopo la cerimonia religiosa e la deposizione della corona in omaggio ai Caduti di tutte le Guerre.
“Dobbiamo ringraziare – ha affermato il sig. Michele Cirielli -, per la presenza ad Acquaviva quest’anno della “Pinerolo”, il Generale di Brigata Carminantonio Del Sorbo, Comandante Responsabile per il territorio della Puglia per l’Esercito”.
L’anniversario coincide con la Festa Nazionale delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale. Di seguito pubblichiamo il discorso che il Sindaco Pistilli terrà nel corso della manifestazione:
“Siamo riuniti su questa Piazza e vicino a questo Monumento quest’anno con una maggiore commozione e partecipazione, perché celebriamo quest’anno il 90° anniversario della grande vittoria italiana sull’esercito Austroungarico, per liberare le nostre città e territori irredenti, Trento e Trieste.
La vittoria, infatti, avvenne il 04 novembre 1918, novant’anni fra qualche giorno, e pose fine per l’Italia al primo conflitto mondiale, che possiamo considerare la quarta guerra di indipendenza con il completamento dell’unità nazionale, attraverso il riscatto di Trento e Trieste tutto il sacro suono dell’Italia veniva riunificato. Quella di oggi è dunque la festa del nostro riscatto, della nostra liberazione, della nostra profonda ed indissolubile unità, per la quale sono morti tanti nostri giovani del Nord, del Centro e del Sud d’Italia, e che noi dobbiamo trasmettere come sacro retaggio ai nostri figli.
Ma oggi dobbiamo anche celebrare la festa delle Forze Armate Italiane, festa in cui tutta la Nazione, in unità di sentimento patriottico, esprime la più profonda gratitudine al nostro Esercito ed a tutte le nostre Forze Armate, per il loro impegno al servizio della patria, che, per garantire sicurezza alle nostre popolazioni e integrità del nostro sacro suolo nazionale porta a volte anche al sacrificio della vita, com’è avvenuto l’altro ieri per gli otto militari, di cui sei pugliesi, morti per iun incidente al loro elicottero. A questi servitori della Patria va il nostro più commosso pensiero.
Il ruolo delle nostre Forze Armate si evolve con la vita della nostra Nazione e progredisce tecnologicamente con lo sviluppo del progresso tecnico e scientifico. Ma lo spirito di fedeltà e di servizio alla Nazione Italiana, che ha sempre animato, ed anima oggi le nostre Forze Armate, resta intatto e integro nel tempo e si arricchisce anzi di compiti e modalità nuove di servizio.
Oggi non solo le Forze Armate sono a servizio del Concerto delle Nazioni, rappresentato dall’ONU, per presidiare, a scopo di pace, i paesi lacerati da divisioni interne o dal terrorismo, ma anche in Italia esse danno con esemplarità il loro aiuto nelle zone della nostra Italia afflitte dalla malavita e nelle grandi Città, come presidio per la sicurezza dei Cittadini.
E allora oggi non festeggiamo soltanto la nostra splendida vittoria, che ha portato alla liberazione del nostro suolo nazionale, rivolgendo il nostro commosso e grato pensiero a tutti i giovani italiani, alcuni appena diciannovenni, che hanno dato la loro la vita per questa Italia, risorta tra le Nazioni ed ai primi posti del consesso internazionale.
Oggi, cresciuti oramai nel culto della pace tra i popoli e nel rifiuto della guerra, il nostro pensiero va rivolto anche ai giovani nostri nemici di allora, perché ubbidirono anche essi all’ordine della loro Patria, anche se per una causa sbagliata. Il tempo ha sanato le ferite ed oggi, grazie a Dio, noi siamo, e vogliamo restare, in piena amicizia con austriaci e tedeschi, i popoli nemici bellici di allora e con tutti i popoli del nostro pianeta.
Il nostro pensiero torni infine di nuovo alle nostre Forze Armate: esse non sono strumento di guerra, ma presidio di pace, di sicurezza e di solidarietà, in Italia come nel mondo.
In questa loro missione trovano il consenso internazionale e l’appoggio e la gratitudine dei popoli a cui porgono aiuto e di tutti gli Italiani, perché il nome dell’Italia, grazie a loro, è rispettato ed onorato tra tutti i popoli della Terra, come vessillo di pace e di fraternità, certezza di aiuto e di solidarietà.
Per questo motivo, con questa semplice cerimonia in questa nostra Città, in unione di spirito con tutte le Città Italiane, mentre di nuovo commemoriamo gli otto militari morti l’altro ieri nello svolgimento del loro servizio, noi rendiamo alle nostre Forze Armate tutto l’onore e la gratitudine che esse hanno saputo meritarsi, per il loro impegno a favore della nostra nazione ed anche degli altri popoli bisognosi di un fraterno aiuto.
Viva le Forze Armate, Viva l’Esercito Italiano, viva l’Italia, viva la pace nel mondo, viva la fraternità tra tutti i popoli della terra. “





Commenti
commemoriamo una delle più grandi carneficine.nella battaglia di caporetto morirono 17enni e 18enni diventati abili alla guerra per volontà dei Savoia…la 1°guerra mondiale 4°guerra d’indipendenza per l’unità nazionale, detto da lei che è amico dei leghisti è grottesco.
una proposta:in questo periodo in cui ritornano a spirare venti di intolleranza meglio una festa dei popoli…
conoscere chi abita con noi questa terra ci aiuterebbe a essere più immuni alle paure che ci inculcano mentre sono impegnati a piegare una nazione ai loro interessi più beceri, e probabilmete ci aiuterebbe a renderci conto di quanto lo strumento della guerra sia oggettivamente sbagliato.
Grazie “Ragazzi del ’99”. Viva le Forze Armate, Viva l’Italia
L’esercito è simbolo di guerra, non di pace. Invece di disinformare e revisionare la storia a proprio piacimento, secondo le proprie esigenze politiche, bisognerebbe raccontare la verità: Caporetto, la vita nelle trincee, il numero esorbitante dei morti, la vera ragione dell’entrata in guerra dell’Italia e la scelta della triplice alleanza, chi è stato Cadorna. Il 4 novembre festeggiamo la stupidità dell’uomo.
Dimenticavo, il vostro amico Mussolini non la pensò come voi a riguardo, quando la definì una vittoria mutilata. E anche il papa che della guerra ne parlò come una inutile strage. Questa è retorica, propaganda da REGIME.
Ungaretti, San Martino. 1916
Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato