Le origini di Acquaviva in mostra

La Redazione

Riapre la mostra su Salentino, l’antico sito in cui Acquaviva affonda le sue radici.

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Riapre la mostra su Salentino, l’antico sito in cui Acquaviva affonda le sue radici.

L’allestimento, curato dal consorzio Idria di Bari consentirà di poter visionare alcuni reperti rinvenuti durante le campagne di scavo tra il 1976 ed il 1979 nella contrada Salentino di Acquaviva delle Fonti.

La mostra, ubicata al primo piano di Palazzo de Mari, ospita circa 100 pezzi costituiti da corredi funebri, oggetti di vita quotidiana e di culto religioso ed elementi architettonici appartenenti alla chiesa di S. Maria delle Palme.

L’utenza, finora costretta alle visite su prenotazione, potrà usufruire dell’apertura regolare nei giorni martedì e giovedì dalle 9.30 alle 12.30, oltre all’eventuale possibilità di prenotare in orari e giorni straordinari accordandosi con i responsabili della didattica della mostra stessa.

Gli spazi allestiti saranno coordinati, su incarico dell’Amministrazione Comunale, dalla cooperativa Chemis di Acquaviva, sino al 30 settembre 2009.

“La cooperativa –  ha affermato Mariangela Surico, rappresentante legale della Chemis – si occuperà della manutenzione, controllo e monitoraggio degli elementi esposti nelle sale; booking e pianificazione delle attività didattiche collegate agli allestimenti e mirate a tutti i tipi di pubblico; servizio informazioni; supporto a studi e ricerche; collaborazione con associazioni; progettazione di laboratori con le scuole”.

La mostra è gratuita.

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Commenti

  • euroby (utente non verificato)

    Un appunto alla redazione:
    La foto inserita non è salentino ma la contrada San Benedetto…

  • austacio (utente non verificato)

    3/3Come si può facilmente dedurre, ora non ci sono le condizioni. Ci sono segnali positivi, ma confusi e contorti. Sono meteore nel buio, non stelle. Fuochi di paglia. Le ferite trancianti al nostro patrimonio culturale, penso alle trasformazioni subite dall’antica cappella di S. Maria della Palma (o dei Salentini), sono lì a testimoniare le contraddizioni e l’ipocrisia di una comunità (almeno la sua maggioranza) che non ha più una meta condivisa, pensa solo a se stessa.

  • austacio (utente non verificato)

    2/3Una struttura del genere, quindi, può funzionare solo se accompagnata da una politica culturale seria e programmata, se la sua attività è svolta in stretta sinergia con il territorio (scuole, università, associazioni), se ha la capacita di proiettarsi nel mondo e inserirsi nei grandi circuiti del turismo culturale, se viene percepito come patrimonio dell’identità collettiva, se viene inteso come servizio pubblico utile alla formazione culturale dei cittadini.

  • austacio (utente non verificato)

    1/3La gestione di una struttura museale comunale, per qualsiasi amministrazione, è una casella sempre in rosso nel proprio bilancio, è più facile gestire un teatro che un museo. Tranne fortunatissimi casi, il grado di attrazione offerto da questo tipo di musei non è molto elevato (inevitabilmente gli ori di Taranto attraggono più visitatori che i pesi da telaio).

  • austacio (utente non verificato)

    xRob:1.la foto la conosco perché il sottoscritto l’ha scattata agli inizi di maggio 2002, quale curatore della Mostra con il dott. Francesco Carofiglio; 2.alla collezione esposta nella mostra permanente (come correttamente l’ha definita la dott.sa Surico) mancano solo pochissimi pezzi, un tempo esposti in alcune vetrine del Museo Prov.; 3.una coop di giovani che gestisca la struttura pre-museale esiste già ed è promotrice, con l’Amministrazione, della bella iniziativa annunciata (era ora).

  • robbinson (utente non verificato)

    Perchè la cultura nel ns. comune è relegata in ultima posizione?
    Comunque ringrazio Austacio per l’attenta precisazione in merito la foto erroneamente inserita dalla redazione.

  • robbinson (utente non verificato)

    Ma un serio museo ad Acquaviva noooo è…
    Austacio, vista la tua ventennale esperienza nel settore ci potresti spiegare da esperto del settore come mai ad Acquaviva non si è mai riusciti seriamente a creare una seria struttura museale? Io so che i ritrovamenti di salentino sono abbandonati nel museo della provincia… possiamo x chi è interessato all’argomento cercare di redigere una struttura seria con un gruppo e/o coop. che la gestisca?

  • austacio (utente non verificato)

    ci sarebbe molto da commentare su questa notizia… ma lasciamo perdere!
    la foto non ha nulla a che fare con S. Domenico, in realtà ritrae la masseria cosiddetta del “Capitolo”, probabilmente sorta nel XV sec. nei pressi di un insediamento peuceta, frequentato anche in età romana. L’affresco nella cappella, se ancora si conserva, raffigura la Madonna di Costantinopoli tra S. Eustachio e San Giovanni Battista.

  • lorenzolorenzo (utente non verificato)

    ahi ahi, vabbè ve la lasciamo passare

  • gentilizio (utente non verificato)

    infatti non vi sbagliate quella è proprio la masseria s. domenico situata a metà strada fra Acquaviva e Sannicandro risale al periodo romano contiene anzi conteneva un affresco di S.Eustachio ormai in completa rovina; e non ha nulla a che fare con Salentino che risale ad epoche più antiche.

  • euroby (utente non verificato)

    Si fabio si trova su una traversa della via di Sannicandro..

  • fabio88 (utente non verificato)

    bravo, euroby…
    lo stavo x dire ank’io…
    quella nella foto mi pare si chiami “Masseria San Domenico”, ma nn vorrei sbagliarmi…

  • robbinson (utente non verificato)

    Austacio non volevo apparire polemico, la mia era semplicemente una affermazione spassionata, perchè riconosco che sei un esperto notevole della materia e senza pretese credo che tu sia l’unico se no uno dei pochi esperti del settore archeologico del nostro comune. Grazie