«Sosterremo senza problemi l’economia acquavivese»

Il Presidente Piscazzi rassicura gli imprenditori delusi dai colossi del credito
Con un articolo di qualche giorno fa ci eravamo impegnati ad intervistare due direttori di banca per avere risposta ad alcune semplici domande sulla crisi bancaria e sulla situazione acquavivese.
Il più solerte è stato il direttore cosiddetto “mutualistico” che tra l’altro, forse per rimarcare la principale caratteristica della BCC di Cassano delle Murge e Tolve, consistente nella vicinanza dei centri decisionali all’utenza, ci ha messo in contatto con il suo Presidente: l’ing. Paolo Piscazzi, in consiglio d’amministrazione dal 1984 e alla guida della banca dal 1993.
Quindici anni durante i quali la BCC di Cassano è cresciuta in termini di sportelli, masse amministrate, dipendenti e patrimonio.
Il Presidente, in particolare, riferendosi alla nostra città, dice: “è una piazza che dà alla nostra Banca parecchie soddisfazioni visto che può ritenersi senz’altro quella a più alto valore aggiunto tra tutte quelle servite”.
Inoltre i circa 110 acquavivesi che fanno parte della compagine sociale della banca hanno voluto all’interno dell’organo amministrativo un consigliere della piazza nella persona dell’imprenditore Mimmo Maselli.
Domanda di rito: i risparmi dei vostri soci/clienti sono a rischio?
Assolutamente no. Sia perchè sono garantiti dal Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Coperativo, oltre che dal cospicuo patrimonio della banca e sia perchè non essendo la nostra una banca d’affari che deve distribuire dividendi ai soci non ha mai avuto l’esigenza di cimentarsi con l’ingegneria finanziaria che ha partorito quei prodotti poco trasparenti che in questi giorni stanno facendo soffrire alcuni grossi istituti nazionali e non.
Il nostro portafoglio si compone unicamente di titoli governativi come i BOT,CCT, BTP e quindi sicuri quanto può esserlo il nostro sistema paese.
Uno dei fattori della crisi americana è stato il mutuo immobiliare. Si pone anche per Acquaviva un rischio specifico nei finanziamenti al comparto immobiliare?
La nostra banca non sta riscontrando, ad Acquaviva, percentuali di insoluti che non possano ritenersi fisiologiche.
Comunque, avendo recepito in maniera tempestiva dapprima la legge Bersani e poi quella Tremonti, abbiamo provveduto a comunicare ai clienti la nostra disponibilità a rinegoziare i mutui in regolare ammortamento. Segnale incoraggiante è che nessuno, ad oggi, ha raccolto l’invito. E questa è la controprova della la nostra capacità di ben valutare il merito creditizio e quella degli utenti di fare passi proporzionati alle proprie gambe.
L’altro fattore della crisi è la finanza innovativa: i derivati. Dal bilancio della vostra Banca si evince che fate a meno di questi strumenti. Ci può spiegare perché? Semplicemente perché siete sprovvisti del personale adatto o c’è una ragione etica sottostante?
È una scelta puramente etica e di trasparenza. Già da tempo, almeno gli addetti ai lavori, avevano compreso che i derivati servivano a creare valore, per così dire, dal nulla. Per questo motivo ci siamo sempre concentrati sull’attività caratteristica.
Daltronde non avendo statutariamente fini di lucro, bensì specificamente un fine mutualistico, abbiamo sempre evitato l’utilizzo di strumenti ad alto rendimento e quindi ad alto rischio sia per noi che per i nostri soci/clienti.
Pare che in futuro verrà riscoperto il credito mutualistico. È una previsione ottimistica oppure no? Quali saranno i vantaggi nel diventare socio BCC?
Credo che l’ipotesi sia realistica. Però la giustificazione dovrebbe risiedere non tanto nel vantaggio di diventare socio della nostra Banca quanto nella differenza che il sistema dovrebbe evidenziare tra i grossi istituti e le cooperative bancarie nel servire le piccole collettività, ed in queste, i piccoli operatori.
Questa previsione però è soggetta a troppi fattori imponderabili per poter essere attendibile. Infatti nulla è, per esempio, prevedibile riguardo a come evolverà l’attuale illiquidità delle grosse banche, nè riguardo alla strada che prenderà la raccolta, in questi giorni in fuga dai grossi istituti verso i piccoli nonostante questi assicurino una remunerazione meno elevata.
Matteo Colaninno, l’imprenditore di origini acquavivesi, in un’intervista di pochi giorni fa su questo giornale ha parlato di rischio di restrizione nel credito (credit crunch). Siccome si parte dal presupposto che la banca è una sorta di infrastruttura per l’economia si sente sicuro nell’affermare che la BCC potrà sostenere senza problemi l’economia acquavivese?
Più che sicuro. Infatti collegandomi a quanto detto prima, credo che la nostra Banca, come tutte le piccole, si avvantaggerà notevolmente su questo versante, e non tanto in conseguenza della crisi globale che viviamo, quanto in seguito all’introduzione di “Basilea 2” (ndr Basilea II è un accordo che prevede, tra le altre cose, diversi criteri per la valutazione del merito creditizio).
Infatti, la nostra Banca, avendo una buona dotazione patrimoniale, conserva, a termini di “Basilea 2”, una capacità di fornire credito pari al triplo di quello attualmente erogato. Viceversa le grandi banche, seppur si normalizzasse l’attuale situazione di illiquidità, avendo un rapporto patrimonio/impieghi molto più svantaggioso, per forza di cose, si troverranno a dover adottare politiche di maggiore selezione della clientela orientando probabilmente la loro preferenza verso i clienti di maggiori dimensioni.





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