Pd e sindacati: «il Governo strozza la scuola»

Il deputato Ginefra: “Aderiamo alle mobilitazioni del 25 e 30 ottobre”
“Mentre il centro-destra continua a negare tagli all’istruzione, la Riforma Gelmini, di fatto, intende smantellare la nostra scuola pubblica”. Così, il moderatore Adriana Rigato ha introdotto la tavola rotonda tenutasi venerdì nella Sala Convegni del Comune di Acquaviva e promossa dalla locale sezione del Partito Democratico in collaborazione con i principali organi sindacali.
“È un provvedimento privo di propositi educativi e pedagogici – ha spiegato il deputato Pd Dario Ginefra, della VII Commissione Cultura alla Camera – perché sottovaluta l’impatto sulle prossime generazioni e, contemporaneamente, va a colpire diritti dei lavoratori e operato dei sindacati.
Il ministro Gelmini – ha continuato – ha rifiutato il confronto con parti sociali, famiglie e studenti, escludendo possibilità di replica. E in tutto ciò, il Sud ne esce sempre più penalizzato, anche perché è ormai evidente che il Governo sia proiettato altrove e non verso il Mezzogiorno. Di fronte a tali prospettive – ha concluso Ginefra – l’unica forma di dissenso rimastaci è una massiccia adesione allo sciopero generale e alle mobilitazioni studentesche e sindacali indette i prossimi 25 e 30 ottobre a Roma”.
“Non possiamo fare altro se non andare in piazza”, ha aggiunto il senatore Giovanni Procacci, della I Commissione Affari Costituzionali, il quale si è detto “molto confortato della reazione degli italiani: malgrado il Governo avesse già messo in conto manifestazioni e forme, peraltro sterili, di opposizione, il Paese sta reagendo e lo sta facendo senza spinte politiche. Il Pd – ha precisato – vuole farsi interprete dei problemi concreti della società, ma quel che più importa è vincere questa causa e che rimanga intatta la democrazia così come l’hanno concepita i nostri padri”.
Lena Gissi (segretario provinciale Cisl Scuola), Antonio Di Tollo (segretario provinciale Pd con delega Scuola), Paolo Peluso (segretario generale Flc Cgil Puglia) e Franco Rafaschieri (segretario provinciale Uil) si sono poi soffermati, nello specifico, sui tagli previsti alla Scuola (dalla primaria all’Università), spiegando gli effetti più immediati che il Decreto comporterebbe.
“Maestro unico, aumento di alunni per classe e riduzione delle ore di studio – ha avvertito Gissi – implicano gravi conseguenze anche a livello sociale, perché i bambini trascorrerebbero più tempo per strada. L’informazione va veicolata a cittadini e famiglie. È necessario che sappiano a cosa vanno incontro”.
Circa i tagli agli organici, Rafaschieri ha fatto sapere che, tra docenti e personale Ata, rischiano il posto quasi 130 mila lavoratori: “Ormai è indispensabile chiedere la riapertura della discussione perché la situazione in cui versano i precari, per i quali – ha ricordato – era stato chiesto invano un contratto triennale, è diventata insostenibile”.
Per Peluso, anche “Università e ricerca rischiano un collasso: per ogni cinque docenti che vanno in pensione, ne sarà assunto solo uno, il che significa che i giovani saranno costretti ad emigrare e le Università ad aumentare le tasse”.
Più in generale, Di Tollo ha parlato di “attacco destrutturante nei confronti della scuola di Stato: non è una riforma ma un modo per prelevare soldi a discapito dell’istruzione pubblica. E lo stesso ‘sette in condotta’ offende le conquiste compiute dai movimenti studenteschi di questi ultimi decenni”.
I rappresentanti politici e sindacali intervenuti all’incontro hanno concluso dando appuntamento, a Roma, a manifestazione nazionale e sciopero generale del 25 e 30 ottobre, ricordando il supporto alle iniziative anche da parte del presidente della Regione, Nichi Vendola, e del segretario regionale del Pd, Michele Emiliano.





Commenti
Certo che la destra ha dato un piatto così succulento alla sinistra. C’è qualcuno che sa dirmi dove sta la verità? Questi dati catastrofici non mi convincono. Come al solito la verità non traspare. Io ricordo che ho avuto la maestra unica e la consideravo una seconda mamma. Per me è stato importante..non so..
Ora dicono che i ragazzi sono piu’ esigenti. Vedere un bambino di scuola elementare che già soffre per i compiti di scuola a me nn piace. E’ così bello essere bambini. Non so, credo che la verità stia nel mezzo. Forse siamo noi adulti che siamo piu’ esigenti e vogliamo che i nostri figli siano da subito “saputelli”?. Gli stimoli ai nostri figli non mancano. E poi se la cosa nn funziona potremo sempre cambiare non è così che noi italiani facciamo votanto a dx e sx alternativamente?
Il ministro Gelmini ha dichiarato: «…noi vogliamo una scuola in cui si torna a leggere, a scrivere e far di conto. Una scuola in cui si torna a leggere “I promessi Sposi” e dove non si dica più che lo studente dovrà padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti».
E’ questo il punto, è di questo che bisogna discutere cosa che la tavola rotonda del PD di Acquaviva non ha fatto. (1 continua)
Al ministro occorre rispondere che leggere, scrivere, far di conto, sono tutte cose che si fanno quotidianamente nelle scuole italiane. Per costruire il futuro questo non basta. Occorre una scuola che abbia il compito di formare degli allievi che pensino con la propria testa, sappiano essere creativi, dialogare, usare linguaggi diversi, stabilire relazioni umane positive, trovare soluzioni pacifiche ai conflitti (2 continua)
poiché per combattere il bullismo non è sufficiente il 5 in condotta, occorre altro…
E’ di quest’altro che il ministro Gelmini, il suo governo ed anche alcune persone comuni hanno paura. E’ per vincere questa paura, presente anche fra la gente comune, che serve fermare la Gelmini e riprendere a discutere in modo costruttivo della scuola al fine di riprendere insieme (studenti, insegnanti e famiglie) a costruire la nostra scuola.
L’unica cosa da fare in questo momento è mobilitarsi…