Il Miulli e “Smile Train”, un ponte di solidarietà

Flora Caporusso

Ahmed, Hussein ed Ahmed, i tre bambini iracheni che circa un mese fa sono arrivati presso il nosocomio acquavivese per trovare una cura al loro male, qui hanno trovato una speranza.

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Stanno bene ed hanno lasciato il Miulli sabato scorso. Sono Ahmed, Hussein ed Ahmed, i tre bambini iracheni che circa un mese fa sono arrivati presso il nosocomio per trovare una cura al loro male.

Acquavivalive li ha già incontrati una volta circa un mese fa, quando erano appena arrivati ed erano in attesa di subire degli interventi.

Vi ricordiamo che Ahmed, uno dei tre bambini aveva una mascella distrutta a causa dell’esplosione di un ordigno bellico, mentre Hussein ed Ahmed, gli altri due bambini erano affetti da una forma tumorale linfatica: un’igroma cistico al collo di dimensioni piuttosto evidenti.

A distanza di un mese siamo tornati al Miulli per sapere come stanno. Abbiamo incontrato alcuni chirurghi, tra cui il prof. Roberto Cortelazzi, di origine veneta, Direttore di Chirurgia Maxillo-facciale presso il Policlinico di Bari nonché Presidente della scuola di specializzazione in Chirurgia Maxillo-facciale di Bari.

“L’intervento di Ahmed è durato circa 10 ore ma è andato tutto bene”, ha dichiarato soddisfatto il prof. Cortelazzi. L’operazione chirurgica a cui è stato sottoposto Ahmed, infatti era molto delicata ed ha visto il coinvolgimento di un’equipe di ben 7 chirurghi.

“Per la piccola Hussein e il piccolo Ahmed, invece, non è stato possibile operarli.” – ha proseguito il professore – “Abbiamo iniziato una terapia in fase sperimentale che si avvale di un farmaco, somministrato con tre iniezioni, prodotto esclusivamente in Giappone e arrivato qui tramite una ditta Svizzera. In questo modo i due bambini sono rientrati anche in un gruppo di studio internazionale per la ricerca della cura a questo tipo di tumore”.

Per il momento il linfonodo piuttosto evidente al collo di Hussein ed Ahmed non è ancora riassorbito in quanto, perchè questo avvenga, è necessario che il ciclo farmacologico venga terminato.

L’ultima iniezione verrà effettuata loro dallo stesso prof. Cortelazzi nell’ospedale di Nassiriya, dopo di che si dovrà solo attendere il riassorbimento. Intanto i dottori sono molto fiduciosi.

A dare una chance a questi bambini è stata l’organizzazione “Smile Train Italia Onlus”, un’associazione che si impegna in favore di questi ultimi ed organizza missioni chirurgiche nei contesti più disagiati.

L’associazione ha provveduto a sostenere le spese di organizzazione e di trasporto dei bambini e dei genitori. Uno degli attivisti di quest’associazione è proprio il prof. Cortelazzi il quale spesso si reca in questi luoghi per esercitare la sua professione a scopo di beneficenza.

L’iniziativa ha visto anche la collaborazione del Miulli il quale ha messo a disposizione la struttura, i farmaci e tutto il necessario gratuitamente, intendo dire a spese proprie senza che il tutto abbia gravato sul bilancio della Regione.

Anche il personale medico, infermieristico ha operato in regime extra-orario, quindi senza percepire alcun compenso.

Adesso i tre bambini sono un po’ provati da tutta questa situazione ma, grazie a tutte le persone che hanno generosamente offerto il loro sostegno, Ahmed, Hussein ed Ahmed hanno la possibilità di poter vivere un futuro migliore e presto di tutto questo non rimarrà che un lontano ricordo.

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