Emy Sportelli: «no alla riforma Gelmini». Il Pd organizza una tavola rotonda

La Redazione

“L’avvio del nuovo anno scolastico si presenta drammatico per tutti, lavoratori della scuola, studenti e famiglie”.

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«L’avvio del nuovo anno scolastico si presenta drammatico per tutti, lavoratori della scuola, studenti e famiglie.

I provvedimenti attuati o ancora solo annunciati dal ministro Maria Stella Gelmini, hanno come principale obiettivo l’immediata riduzione della spesa per la scuola statale, mascherata dal demagogico annuncio di una scuola senza sprechi, rigorosa e di qualità»

Parla così Emy Sportelli, del Dipartimento Comunicazione PD Puglia, in vista della tavola rotonda che si terrà domani, 17 ottobre, alle 18.00 nella Sala delle Conferenze del Comune di Acquaviva.

L’incontro, che riguarderà la riforma del Ministro Gelmini sulla scuola, avrà come relatori: l’ing. Francesco Squicciarini – Segretario Pd Acquaviva-, l’On. Dario Ginefra – VII Commissionen Cultura Camera dei Deputati -, il Sen. Giovanni Procacci – I Commissione Affari Costituzionali -, il Prof. Antonio Di Tollo – Segr. Prov. PD delega Scuola -, Paolo Peluso – Segr. Gen. FLC CGIL Puglia -, Lena Gissi – Segr. Prov. CISL Puglia -, Franco Rafaschieri – Segr. Prov. UIL. Modererà l’incontro l’Ins. Adriana Rigato.

«La reintroduzione – dichiara nella nota Sportelli  – dal prossimo anno scolastico e a partire dalla prime classi, del maestro unico elimina dopo 20 anni, la riforma (L. n. 148/1990) che ha introdotto il modulo (3 docenti ogni 2 classi), che ha prodotto,m come hanno confermato i dati OCSE, una delle migliori scuole primarie (elementari) del mondo.In realtà questo governo anziché avere una visione ed una idea reale di rinnovamento della scuola, costruisce questa idea partendo dal taglio delle risorse.

Dopo la sperimentazione di 1 anno, la riforma comporterà – entro l’a.s. 2011-2012 – il taglio di 87.000 cattedre e circa 40.000 posti di personale ATA. In Puglia ciò comporterà, già dal prossimo anno, il taglio di 1882 maestri.Non ci convincono le motivazioni pedagogico-didattiche addotte dai difensori della Gelmini, perché ci sono solo ragioni di bilancio dietro questo sconsiderato taglio di risorse, che produrrà danni alle famiglie, ai lavoratori, in particolare alle donne, alle piccole comunità cittadine che si vedranno private di sedi scolastiche.

La scuola statale, dunque, come facile serbatoio da cui attingere fondi (si parla di 8 miliardi di risparmio). Provvedimenti come il maestro unico e il voto in condotta riportano indietro la scuola italiana in nome di una presunta scelta di rigore, qualità e meritocrazia, le parole magiche di questo esecutivo.

La scuola che il ministro Gelmini sta introducendo a colpi di decreto – nonostante le sue assicurazioni di segno opposto – produrrà una scuola più povera di uomini, di risorse e di sedi. E’ in atto una trasformazione generale della scuola italiana che risponde ad un progetto generale e di riduzione, di depotenziamento, di perdita di qualità della scuola statale, a partire dalle elementari, che tutte le ricerche internazionali danno tra le prime al mondo.

Il leader del Partito Democratico Walter Veltroni ha annunciato una forte opposizione al progetto Gelmini, ribadendo un secco no al metodo (il decreto) e alla sostanza (in particolare per il maestro unico).

La reintroduzione del maestro unico alle elementari è però solo il provvedimento più devastante messo in atto o ancora solo annunciato dall’inquilina di Viale Trastevere nei suoi sempre più frequenti interventi televisivi, ma si devono aggiungere: voto in condotta: nella scuola media e nella superiore si reintroduce la bocciatura conseguente ad una insufficienza nel voto di condotta; voto all’elementare e alla media: dopo oltre 30 anni nella scuola elementare e nella media si ritorna alla valutazione espressa in decimi (anche se nella elementare il voto sarà accompagnato da un giudizio), cittadinanza e costituzione: tutti gli alunni dovranno acquisire conoscenze e competenze relative alla “Cittadinanza e Costituzione”, come ampliamento dell’Educazione Civica, nuove norme sulle assenze per malattia del personale, corrette persino dal ministro Brunetta, trasformazione delle scuole in fondazioni, nuove modalità di reclutamento dei docenti (chiusura delle SSIS, praticantato + concorso), proposta di utilizzazione di parte del personale in esubero in altri settori quali il turismo».

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Commenti

  • euroby (utente non verificato)

    Queste sono le conseguenze del nostro Governo.
    PEr il caso ALITALIA dove sono previsti tagli e dove noi cittadini andremo a risanare i debiti, si è creato un caso Nazionale di chiacchiere, anche perchè in Alitalia i colpevoli del fallimento (se si vuole) ci sono. La scuola, che è una base essenziale per la crescita e la preparazione culturale dei ragazzi per il futuro, il fatto passa in secondo piano e si parla di 42.000 posti di LAVORO A RISCHIO…

  • euroby (utente non verificato)

    Da ciò si deduce che il governo Berlusconi vuol far crescere la cultura fra i nostri giovani attraverso le Televisioni, aumentando i reality (rovina del nuovo millenio), e pensando di “acculturare” le giovani generazioni. E dei 3000 posti a rischio Alitalia si è creato un caso internazionale.

  • euroby (utente non verificato)

    Piloti che guadagnano circa 150 mila euro anno per portare a spasso imprenditori da una parte all’altra del mondo, mentre un professore che è responsabile della formazione e della crescita culturale delle nuove generazioni guadagna poco più di 1200 euro mese, ed ora li stiamo pure a licenziare. Rendiamoci conto delle priorità del governo… e questa è l’Italia!!!!!!!!
    Riforma Gelmini=rovina italiana

  • leofane (utente non verificato)

    Mi fa piacere che in questa città ci sia qualche partito che abbia la sensibilità di affrontare un argomento importante quale quello della scuola che la ministra Gelmini mette nel tritacarne minando alle fondamenta il futuro della nazione.

  • bi_bi (utente non verificato)

    Assolutamente favorevole alla reintroduzione del voto in condotta e alle conseguenti bocciature: gli esseri umani (italiani in particolare) non sono ancora abbastanza evoluti da comprendere DA SOLI che vivere in società, lavorare, andare a scuola e quant’altro comporta dei doveri.