‘Bio Germo’, sobrietà per abitare la Terra
L’agronomo Binetti: “Abbattere l’indifferenza dei cittadini verso territorio e risorse”
‘Una nuova sobrietà per abitare la Terra e vivibilità del territorio’. Questo il tema di un incontro, promosso dall’Associazione molfettese ‘Bio Germo’ e tenutosi sabato scorso nella Sala Convegni del Comune di Acquaviva, per sensibilizzare i cittadini alla salvaguardia di ambiente e territorio.
Abuso di prodotti chimici in agricoltura, analisi degli effetti derivanti da agrofarmaci su prodotti e organismi viventi, risorse energetiche e fonti alternative, i principali argomenti discussi.
“In collaborazione con il Comune di Acquaviva – ha spiegato l’agronomo di ‘Bio Germo’, Marino Binetti – abbiamo deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione a tutela dell’ambiente per abbattere l’indifferenza collettiva nei confronti di territorio e risorse. È necessario informare e responsabilizzare i cittadini, affinché possano nascere coscienza e collaborazione sociale”.
Molto soddisfatto il sindaco, Francesco Pistilli, il quale si è augurato che appuntamenti simili non rimangano isolati perché “città che puntano a migliorare la qualità della vita devono farlo non solo attraverso progresso e fruibilità dei servizi ma anche cercando equilibrio e armonia psico-fisica. Per ottenere ciò – ha aggiunto – occorre cooperazione tra associazioni, sfera politica, mondo religioso e cittadini”.
Poi, sulle cause dell’abuso di prodotti chimici in agricoltura: “Il timore di una eventuale mancata commercializzazione dei prodotti spinge i nostri agricoltori ad operare con superficialità, eccedendo nell’uso di agrofarmaci. Non solo sobrietà – ha concluso il sindaco – ma anche il giusto equilibrio: la chimica, in sé, non è un male, lo è l’esagerazione del suo utilizzo”.
Le dottoresse Teodora Mastrototaro (Scienze zootecniche e sanità dei prodotti di origine animale) e Emilia Gorgoglione (tecnologo alimentare) hanno poi illustrato in dettaglio gli effetti di agrofarmaci (comunemente chiamati pesticidi e insetticidi) su organismi viventi e i pericoli nell’abusarne: “A lungo andare – ha spiegato Mastrototaro – il rischio è creare un circolo vizioso che possa seriamente alterare la catena agro-alimentare”.
Infine, don Mimmo Giannuzzi, vicario foraneo di Acquaviva, ha fornito una riflessione etica sul rapporto tra l’ambiente e chi lo abita: “L’ecosistema altro non è che la nostra casa e dovrebbe essere trattata come tale, vale a dire un luogo finalizzato alla sopravvivenza della specie umana. Anche il filosofo Kant – ha sottolineato –, sostenendo che ‘l’essere umano non è uno strumento ma un fine’, avvalorava l’etica fondata sulla persona”. Infine, in riferimento alle conseguenze delle proprie azioni, il religioso ha parlato di “un’etica della responsabilità, che dovrebbe coinvolgere i cittadini nel rispetto e nell’interesse dell’ambiente in cui vivono”.





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