Calcio: la Leonessa sbrana l’Acquaviva

Un’immagine della panchina rossoblu di giornata: da sinistra il massaggiatore Posa, Novembrini, Fiore, De Carne, Nettis, Abrusci e Lavermicocca.
Si sblocca Pinto ma non basta per portare a casa un risultato positivo, arriva la quinta sconfitta consecutiva.
L’Acquaviva come il Joker?
Stando alle sensazioni raccolte al “Tonino D’Angelo” di Altamura, dopo l’enigmatico incontro perso 2-1, parrebbe proprio che i rossoblu abbiano vestito i panni del personaggio nato dalla pena di Jerry Robinson.
Un match double-face, dominato in lungo ed in largo nel primo tempo, patito e sofferto terribilmente nella seconda metà, con l’inevitabile quanto giusto epilogo chiamato sconfitta.
Pinto, al 10’, regala la prima rete del campionato ai suoi, segnando con un pallonetto in diagonale dopo pregevole spunto del vivace Lagravinese, la trentina di tifosi accorsi dalla città delle fonti, ed alloggiata nell’apposito settore ospiti, festeggia il gol come una liberazione.
La marcatura sblocca gli ospiti, che trovano in Giusto il metronomo di centrocampo (ingenuo però quando calcia il pallone lontano a gioco fermo, beccandosi un evitabilissimo giallo al 38’) e in Lagravinese il detonatore per far esplodere Pinto, male invece per tutta la gara la fascia di sinistra, bloccata e spesso in affanno sulle incursioni dei padroni di casa.
Il 4-4-1-1 proposto da Tritto (nuovamente sostituto di Iacovazzi, tuttora alle prese con i dubbi sul proprio operato, le riserve tra lui e la società saranno sciolte in settimana) porta spesso alla conclusione Pinto, a turno servito da Botega e Lagravinese, abili nello sfuggire alla marcatura laterale, liberando spazi al centravanti: il giochetto riesce al 22’ ed al 45’ ma la sfera risulta lontana dal far male in entrambe le occasioni.
Ancora Acquaviva al 25’, Giusto per Lagravinese con una metà campo libera presidiata solamente da due difensori, ma il n°7 sbaglia il tocco giustificando le lamentele di Pinto solo soletto sull’out mancino.
Anche Fanelli vive la migliore mezz’ora del proprio campionato, impreziosendo una ritrovata visione di gioco con mirate bordate da fuori, una di queste al 42’ spaventa Amoruso che deve ricorrere alla parata in due tempi.
La Leonessa (in campo con i fratelli Tafuni, figli di Franco, sfortunato ex Presidente dell’U.S., militante anche in C2, colpito dalla terribile Sla) vive di fiammate e di situazioni fortunose, però potenzialmente letali per l’Acquaviva.
Lampante la situazione creatasi dopo venti giri di lancette, quando Esposito verticalizza un pallone gestito male da Carrano sulla tre quarti, Donno è solo sull’asse sinistro ma, sorpreso da cotanta grazia, spara sul tartan della pista d’atletica; stesso copione al 40’ con Nicola Tafuni a deviare alto, con il piattone sinistro, un invito dalla destra di Lanzo, al cross grazie ad uno sciagurato disimpegno di Demola.
Nella stessa azione la Leonessa chiede un rigore per un contatto di Chimenti su Donno, l’arbitro sorvola ma i dubbi restano.
Al rientro in campo l’Acquaviva appare involuta, ed il Presidente Lenoci con le proprie urla non riesce a scuotere i suoi, timorosi e quasi “spaventati” del risultato acquisito.
Carrano, al 50’, “entra” male sul n°7 biancogiallo beccandosi una sacrosanta ammonizione, seguito 6 minuti più tardi da Esposito, punito per una brutta entrata su Pinto.
Batti e ribatti la Leonessa pareggia: calcio d’angolo dalla destra, il n°5 rossoblu si perde De Falco che, in tuffo di testa, sul primo palo, permette agli altamurani di pervenire al pareggio, zittendo in un colpo solo i mormorii del pubblico di casa stizzito dai numerosi errori, soprattutto in fase di controllo, del proprio centravanti (con trascorsi anche tra i professionisti tra Ischia e Savoia), comunque applaudito al momento della sostituzione in pieno recupero.
Gli uomini di Savoni prendono coraggio, e la retroguardia acquavivese inizia a traballare: Chimenti è costretto al fallo che gli costa peraltro un posticino sulla lista dei cattivi dell’arbitro (imitato sul finire di gara da Vizziello), e la Leonessa beneficia di un calcio di punizione diretto, sul proprio fronte sinistro d’attacco, due metri fuori dall’area di rigore.
È il sessantesimo, sulla palla Donno con il destro ed Esposito con il sinistro: parte il n°8 di casa (anch’esso con un passato “nobile” in Serie C con le maglie, fra tutte, di Giulianova e Rosetana) che, con una pennellata mancina a rientrare a scavalcare la barriera, trafigge D’Elia rimasto immobile per la seconda volta, completando il sorpasso con una splendida trasformazione sottolineata dal “tutti in piedi” bipartisan.
Con il vantaggio il 3-4-1-2 casalingo sembra volare, e solo un prodigioso D’Elia permette alla squadra di Via Roma di restare in partita, la deviazione al 70’ sul colpo a botta sicura del n° 7 Lanzo è da applausi.
L’Acquaviva si segnala solo per un velleitario tentativo di Lagravinese dalla media distanza, terminato ampiamente fuori; Tritto decide allora di pescare forze fresche dalla panchina, nel giro di un minuto fuori Carrano e Fanelli, dentro Lavermicocca e De Carne, si passa al 4-4-2 con lo spostamento sul versante difensivo destro di Giusto.
Pinto continua però a soffrire di solitudine, e la sua correzione di testa su invito dell’inesauribile Lagravinese non può spaventare Amoruso.
C’è gloria pure per De Florio, in campo dopo l’infortunio patito in fase di rinvio da D’Elia (contrattura al polpaccio destro per lui), costretto a lasciare quello che fu il suo campo nella passata stagione con la maglia del Real: il portierino conferma il suo personale momento si con una smanacciata sulla botta all’incrocio di Carlo Tafuni su punizione, la paratona con la mano di richiamo è da manuale del calcio.
È l’ultimo sussulto di una gara per lunghi tratti sotto l’egida rossoblu, scivolata di mano forse a causa della giovane età dell’undici schierato, che comunque può trovare motivi per sorridere nella ritrovata via del gol e nell’ottima verve palesata da Lagravinese e De Tommaso, da rivedere i meccanismi difensivi sulle palle ferme e la fase di ripartenza sulla sinistra.
Domenica a render visita al Giammaria arriva un convalescente Minervino, che dinanzi ad un primo tempo come quello di Altamura non potrà che alzare bandiera bianca.





Commenti
Vabbè Romano a casa no?! L’esonero mi sembra sia la soluzione piu’ giusta…
E comunque anche qualchr pseudo dirigente che crede di saper di calcio ma in realtà non capisce nulla…