Dalla parte della natura
Alla presentazione del percorso escursionistico attrezzato del SIC “Bosco di Mesola” anche l’Assessore regionale all’Ambiente, Losappio e l’Assessore alla Polizia Municipale di Acquaviva, Spinelli.
«Per giovani e meno giovani, per hobby e per sport dove, con un approccio diverso, trovare differenti equilibri con il proprio ambiente»: esordisce cosi ai microfoni l’Assessore regionale all’Ambiente Losappio, nel giorno della presentazione, spostata a Cassano per impervie condizioni atmosferiche, del percorso escursionistico attrezzato del SIC “Bosco di Mesola”. Il progetto nasce da “Officina 21”, associazione creata da alcuni giovani acquavivesi.
L’esponente di Rifondazione Comunista è un fiume in piena e spiega: «L’inaugurazione odierna ha fini ambientali, culturali, sportivi e turistici; noi promuoviamo il diritto comune, un diritto mirato alla collettività che supera gli interessi particolari, e giorni come questi vanno a combattere la doppia offensiva dei piromani (facendo riferimento ai numerosi roghi che hanno dilaniato le campagne cassanesi) e dei nostri avversari politici che ci accusano di “parco mania”, manco la salvaguardia del verde fosse una peculiarità di cui vergognarsi».
E l’esperienza dell’Officina 21 nel Bosco di Mesola va ad incasellarsi proprio in questo “percorso”, come spiegato da uno dei responsabili, Beppe Di Vietri: «Il nostro operato si è concentrato su un’area rurale dimenticata di circa 3000 ettari, principalmente circoscritta dalle strade Acquaviva-Santeramo e Cassano-Santeramo, mentre l’acronimo SIC sta per Sito Interessa Comunitario.
Ritroviamo due specie di querce, la roverella e il fragno, diversi tipi di orchidee, con il falco grillaio a solcare questi cieli. Siamo molti felici della riuscita di questo progetto, peraltro durante il nostro intervento sono emerse tracce del passato, antichi insediamenti testimoniati dal ritrovamento di ossa preistoriche, ora al vaglio dell’Ateneo barese, che sta eseguendo approfonditi studi paleontologici.
Mesola non deve essere visto come un “ingombro”, bensì come un’occasione di sviluppo, sono possibili nuove possibilità lavorative, soprattutto perché l’area boschiva interessa un indotto di circa 50000 abitanti, anche per questo collaboreremo con le scuole, vorremo educare le nuove generazioni, il nostro obiettivo è a medio – lungo termine».
Tutto è stato fatto nel nome della natura, come spiega ancora il moderatore dell’incontro: «Il percorso è stato modellato secondo la Legge regionale sull’escursionismo, la n°21 del 2003, ad esempio le tabelle di inizio percorso, quelle con le distanze, oltre ai segnavia, sono stati realizzate con costi irrisosi (grazie alla manualità di Officina 21, generalmente il loro ammontare sfiora i 15000 euro N.d.R.) con materiale biodegradabili, legno e pietra su tutti, ed anche le vernici utilizzate sono ecocompatibili».





Commenti
in realtà questi vanno nei boschi per mangiare i bambini indisturbati.
formulo un cordiale saluto a tutti voi.
e dopo , per digerire , prendono l’amaro alle erbe del bosco?