Beffe e sberleffi, un libro tutto da leggere

La Redazione

Il testo è una raccolta di racconti ironici, che descrivono le manie e le nevrosi in cui, talvolta, è facile riconoscersi.

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Una raccolta di racconti ironici, che descrivono le manie e le nevrosi in cui, talvolta, è facile riconoscersi.

Questo è  Beffe e sberleffi, il libro di Ilaria Pannacciulli, presentato pochi giorni fa alla presenza del Sindaco Pistilli e dell’Assessore alle Politiche Sociali Carnevale.
La serata è stata moderata da Sara Chiarulli e da Carlotta Susca.

“La conoscenza di Ilaria
– ha affermato in una nota la Susca – ha fatto comprendere come da sempre sia stata immersa nel mondo delle parole stampate, divenuto suo universo di elezione.

La pubblicazione del suo primo libro, ha spiegato, è solo il visibile e soddisfacente risultato di una serie di tentativi non sempre incoraggianti: ha sottoposto da piccola al vaglio di suo nonno, “il mitico ingegnere Carnevale”, come lo ha definito, un “patetico tentativo di imitazione di Piccole donne, con tanto di nomi inglesi: delle due l’una, o si è addormentato o ha finto la tanatosi, la tecnica degli animali per cui si fingono morti per evitare il pericolo.

Da attenta osservatrice degli altri – continua la Susca -, come l’ha descritta la dott.ssa Carnevale, Ilaria ha saputo cogliere e descrivere nei suoi racconti delle manie (e a volte delle vere e proprie nevrosi) in cui a molti è stato facile riconoscersi: l’ipocondria, l’ossessione per la linea, l’avversione nei confronti di un partito sono atteggiamenti che l’Autrice ha colto in chi la circondava e ha reso, in maniera amplificata, sulla carta stampata. Il risultato, nonostante la serietà di alcune tematiche introdotte, è una prosa scorrevole, briosa, ironica.

La cifra comune dei racconti – conclude la Susca – è la beffa: l’autrice infatti ha sottolineato quanto importante sia stata per lei la scoperta dell’ironia come mezzo per affrontare ogni difficoltà e si è allineata con la spiegazione che Calvino dava per la propria scrittura brillante: se il lettore si sobbarca l’onere dell’acquisto del libro e compie lo sforzo di intraprendere la lettura, è dovere dello scrittore farlo divertire. Ilaria ha rispettato la sua parte del patto”.

Il Sindaco ha donato all’autrice una targa di riconoscimento.

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