Dinapoli accusa: «è stato Mastrorocco a parlare di abusivismo»

La Redazione

Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio in programma questo pomeriggio anche l’interrogazione del consigliere dell’opposizione Dinapoli.

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Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio in programma questo pomeriggio anche l’interrogazione del consigliere Dinapoli.

Ma di cosa di tratta?

L’interpellanza del consigliere pieddino verte sulla questione, approvata a maggio, della “variante alla zona industriale”. La variante consisteva nel permettere alle aziende già insediate nella zona industriale di fare delle pensiline semovibili per poter favorire il carico e scarico della merce in caso di pioggia.

“Nel dibattito del consiglio comunale – ha affermato Dinapoli – il presidente della terza commissione, il consigliere Mastrorocco ex assessore ai lavori pubblici, disse chiaramente che questa variante non serviva ad altro che a coprire degli abusi che erano stati commessi”.

Il consigliere del centrosinistra dichiara che Mastrorocco in seno al consiglio comunale del 13 maggio scorso affermava queste testuali parole: “condivido in pieno che è bene che si faccia una verifica di quelli che hanno già fatto degli abusi. È inutile che ci nascondiamo dietro il dito, lo sappiamo tutti che ci sono state già delle aziende che hanno realizzato per le loro esigenze”.

“Con questo facendo capire – continua Dinapoli- che in effetti nella zona industriale erano stati fatti degli abusi. Il provvedimento dal punto di vista delle esigenze produttive può anche essere giustificato – afferma Dinapoli -, però si giustifica un discorso che riguarda tutte le aziende non per coprire chi eventualmente ha già commesso questi abusi e se ci fossero stati questi abusi bisognava prendere i provvedimenti consequenziali che spettano all’autorità che controlla il territorio”.

Abbiamo chiesto per iscritto questa interrogazione e abbiamo chiesto una risposta scritta per sapere se erano stati fatti questi controlli e se eventualmente, come diceva il consigliere di maggioranza, c’erano stati o meno questi abusi.

Prima della interrogazione il sindaco aveva fatto, subito dopo l’approvazione del provvedimento, una lettera ai proprietari della zona industriale, dove tra la l’altro dice che il consiglio comunale a maggioranza aveva approvato la possibilità di fare queste pensiline, attribuendo soltanto alla maggioranza questa volontà e non riconoscendo che anche da parte nostra c’era stata la volontà di venire incontro a queste esigenze aziendali.

Quando noi abbiamo fatto la prima interrogazione il 9 giugno, prendendo a riferimento la dichiarazione del consigliere Mastrorocco, chiedevamo di farci sapere se c’erano stati o meno questi abusi.

Il sindaco inviò, a parer mio in maniera strumentale, una lettera a tutti i proprietari della zona industriale dove chiedeva se avevano adempiuto a tutto l’iter per la regolarizzazione urbanistica e la messa in opera degli opifici omettendo che questi provvedimenti erano nati grazie alla richiesta di chiarimenti dell’opposizione dopo le affermazioni di Mastrortocco.

Come se l’amministrazione deve richiedere alle ditte: vi siete messi a posto o non vi siete messi a posto?

La cosa più brutta di questa vicenda è che lui ai proprietari della zona industriale ha detto che: io vi sto chiedendo questa cosa perché c’è stata una interrogazione da parte del consigliere Dinapoli del Partito Democratico con la quale sollecita il controllo delo stato dei luoghi della zona PIP perché, mette sottolineato, sanno tutti che sono stati perpetuati abusivismi. Come se questa frase l’avessi detta io in consiglio comunale e non il consigliere Mastrorocco.

L’obiettivo è quello di strumentalizzare da parte del sindaco addossando ulteriori incombenze alla minoranza, al consigliere Dinapoli, al partito democratico.

Uno dei compiti del consigliere è di controllo degli atti della pubblica amministrazione. Nel momento in cui un consigliere viene a conoscenza da parte di un altro consigliere, in questo caso dal presidente della commissione, che ci sono stati degli abusi, la cosa indispensabile che tutti i consiglieri avrebbero dovuto fare è di chiedere contezza di quello che stava succedendo nella zona industriale.

Qui c’è la volontà di buttare fango su alcune forze politiche ed assurgere al ruolo del salvatore della patria.

Adesso ci aspettiamo che in consiglio ci dimostrino documentalmente se sono stati fatti questi accertamenti e se da questi accertamenti sono emerse responsabilità o meno. A noi interessa che tutti i cittadini sono tranquillizzati dal fatto che in questo comune le leggi vengono rispettate”.

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Commenti

  • euroby (utente non verificato)

    Che bello leggere queste notizie… esempio di dialoghi costruttivi per il bene del nostro paese… Addirittura una interrogazione consigliare per dire che questa frase non l’ho detta IO, meno male che carnevale si sta avvicinando… Bravi, continuate così che il fango non si sta buttando sui partiti ma sull’intera collettività di ACQUAVIVA… Così non andiamo da nessuna parte… anzi così si resta “3 METRI SOTTO TERRA”

  • subcomandante (utente non verificato)

    oppure six feet under

  • duce (utente non verificato)

    chissà perkè quando parla lei consigliere dinapoli, mi sembra sempre ke le sue parole siano uguali ai capricci di un bambino…vedi le varie litigate da poppanti con pistilli documentate su qst sito, ed ora questa chicca finale…

  • lorenzolorenzo (utente non verificato)

    resta il fatto, duce, che qui gatta ci cova…

  • marioradogna (utente non verificato)

    1)Contratti di Quartiere Sbloccati
    Acquaviva non è Baghdad

    2)Ottobre 2008: Inizio rifacimento Piazza Garibaldi

    Acquaviva non è come Baghdad

    3)Novembre 2008: Inizio rifacimento totale Estramurale Molignani, Estramurale Pozzo Zucchero, Piazza Kennedy

    Acquaviva non è Baghdad

    4)Dicembre 2008: Rasfalto totale di ben 13 kilometri di strade per un costo di 700.000 euro

    Acquaviva non è Baghdad