Glast, il satellite dei raggi gamma, lascia il posto a Fermi

Elena Vitina Tocci

Il satellite è stato realizzato grazie anche alla collaborazione della fisica acquavivese Claudia Monte.

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È stato ribattezzato Fermi Gamma-ray Space Telescope, in onore del celebre fisico italiano Enrico Fermi. Parliamo di GLAST – Gamma-Ray Large Area Space Telescope, il satellite realizzato grazie anche alla collaborazione della fisica acquavivese Claudia Monte.

Il cambiamento del nome in Fermi è un importante riconoscimento alla scienza italiana che è stata, con l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, partner fondamentale della NASA nella realizzazione della missione.

Fermi, partito l’11 giugno scorso da Cape Canaveral, è ora in piena attività. Dopo aver superato i consueti controlli orbitali, ha appena cominciato la sua missione di esplorazione dell’universo sfruttando radiazioni altamente energetiche ed invisibili ai nostri occhi: i raggi gamma.

Gli scienziati si augurano che il satellite Fermi scopra molte nuove “pulsars” nella nostra galassia, e molti oggetti extragalattici (blazar e radio galassie) rilevando i processi di energia propri di quei sistemi estremamente energetici che contengono oggetti compatti come stelle di neutroni e grandi buchi neri che sono il fulcro dell’attività di migliaia di galassie e sia così capace di fornirci gli elementi necessari a “disegnare” nuove leggi della fisica.

“Il nome Fermi dato a questa missione, – spiega Roberto Petronzio, presidente dell’Infn – oltre a celebrare uno degli scienziati che ha dato uno dei maggiori contributi alla fisica moderna, riconosce anche la convergenza sempre maggiore tra le ricerche effettuate nello spazio e le ricerche culturalmente cruciali per la fisica delle particelle, come lo studio della materia oscura”.

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