«Valorizzare la cultura musicale». L’intervista a Franco Romanelli dei “Vent’anni dopo”

Elena Vitina Tocci

«Potrà sembrare nostalgia, ma proporre la musica della nostra adolescenza significa anche proporre di quegli anni le atmosfere, i valori e soprattutto il senso di aggregazione che all’epoca si viveva»

0 commenta

Di fronte ad un pubblico come sempre numeroso,si è esibita pochi giorni fa ad Acquaviva la band  “Vent’anni dopo“. 

Il gruppo, composto da cinquantenni provenienti dai complessi degli anni sessanta e settanta, si è formata nel 1995 e da allora continua periodicamente a suonare nelle piazze di Acquaviva e nei paesi limitrofi.

Abbiamo incontrato per l’occasione Franco Romanelli, uno dei chitarristi del gruppo, che ci ha concesso una breve intervista.

Come risponde Acquaviva ai concerti dei “Vent’anni Dopo”?
Ci pare bene. Per la verità i nostri concerti sono sempre seguiti. Abbiamo nel pubblico lo “zoccolo duro” dei nostri coetanei che ruotavano intorno ai “complessi” locali dei primi anni settanta nei quali hanno suonato alcuni di noi (I Magnifici, La Vernice, L’Apoteosi, I Tarkus etc.); in un certo senso giochiamo in casa.
Ci sono poi molti giovani che ci ascoltano, un po’ incuriositi dal fatto che un gruppo di cinquantenni salga sul palco a proporre la musica della loro generazione, un po’ anche perché quella musica ha prodotto dei veri e propri classici. Del resto credo che la buona partecipazione al concerto dell’11 settembre scorso sia la migliore risposta.

Potrà sembrare nostalgia, ma proporre la musica della nostra adolescenza significa anche, in qualche modo, proporre di quegli anni le atmosfere e anche i valori, soprattutto il senso di aggregazione che all’epoca si viveva. Oggi, in un contesto sociale in cui prevalgono l’abbandono e l’assenza di iniziative, sarebbe forse il caso di valorizzare sul territorio la diffusione della cultura musicale in genere e di quella di cui noi siamo portatori.

Del gruppo fa parte Dominga Davanzo cantante delle Butterflies, noto trio acquavivese. Perchè la scelta di avvalersi di questa collaborazione? Non vi bastavate più?
A dire il vero anche in altre occasioni ci siamo avvalsi di partecipazioni esterne alla band: è anzi una caratteristica delle nostre esibizioni. Sono proprio quei classici di cui parlavo prima a stimolare questi incontri. Non c’è dubbio che l’intervento di Dominga va al di là della semplice “ospitata”.
La scelta è caduta su di lei perché avevamo bisogno di portare quella ventata di freschezza vocale necessaria a ridare vigore al nostro repertorio: la voce di Dominga ci consente di eseguire brani che prima non potevamo proporre. Certo Dominga, che è reduce dalla partecipazione a XFACTOR ed ha inciso un CD di inediti con le Butterflies, ha il diritto ed il dovere di percorrere tutte le strade che valorizzino le sue notevoli po-tenzialità.

Qual’è il vostro repertorio e come lo scegliete?
Far rivivere le emozioni attraverso le canzoni degli anni sessanta e settanta ad un pubblico che va dai giovani di allora a quelli di oggi è una operazione solo apparentemente semplice. La scelta non è facile. Si pensi che abbiamo in repertorio più di cento brani: il problema, quindi, ad ogni appuntamento, è relativo alla selezione delle canzoni da proporre per quella determinata circostanza. Il confronto all’interno del gruppo è molto serrato ed è frutto di una partecipazione vivace di tutti i componenti.

Dove trovate i fondi per organizzare i concerti?
Per la verità è da molto tempo che non siamo noi ad organizzare i concerti: ci invitano a suonare; quindi i costi, sempre molto modesti, sono a carico della committenza. In questo caso ad ingaggiarci è stato l’Ente Locale, che ringraziamo ancora.

Prossimi concerti?
“La Selva di Diana”, poi in ritiro, perché gli innesti nel gruppo di Nicola Busco alla batteria e di Dominga alla voce ci impongono di avviare una fase di concertazione intensa per affrontare le occasioni che si presenteranno la prossima estate

avatar

Commenti

  • justyna (utente non verificato)

    11 wrzesnia bylem ze znajomymi na koncercie, naprawde bardzo udanym. Starsi panowie grali muzyke z lat 60 i 70 ktora wprawila wszystkich w znakomity nastroj.

    Am 11 September war ich im Konzert in einem kleinen Italienischen Städchen, wirklich toll, italenische Musik aus den 60ern! echt empfehlenswert!

  • angel59 (utente non verificato)

    Grande Fernando, per te gli anni non passano mai!!!

  • trileu (utente non verificato)

    ma perchè il commento che ho inviato stamane non è encora visibile?

  • trileu (utente non verificato)

    A scanso di equivoci ripeto quanto detto stamane:

    1) ragazzi il gruppo è quasi pronto per dignitosi concerti su altre piazze (non mi pare di avervi visto suonare fuori Acquaviva)
    2) Dominga è semplicemente strepitosa
    3)il batterista in concerto deve usare una batteria rigorosamente acustica!
    4) per fare il salto di qualità dovete migliorare la qualità del suono: basso con note più definite (il suono è confuso); tastiere con sonorità non da chiesa; chitarre più corpose.

  • cavallostellato (utente non verificato)

    come darti torto justyna?

  • lorenzolorenzo (utente non verificato)

    ci è chess?