Il rendiconto 2007? Occasione per capire…..

La verità sull’avanzo e sugli investimenti
Nel corso del 2007 ci sentiamo sentiti ripetere dagli amministratori locali che <<….depredare l’utilizzo dell’avanzo di gestione (n.d.r. il termine gestione è errato), è uno schiaffo alle più elementari norme di federalismo>>, la <<programmazione a breve e medio termine, risulta essere impraticabile….potremmo prendere in considerazione l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione necessario a programmare gli investimenti>>. Sulla stessa scia un consigliere propose, <<per evitare gli effetti devastanti sull’economia locale>>, di far deliberare al Consiglio comunale l’utilizzo dell’avanzo nonostante il divieto imposto dal patto interno di stabilità per il 2007.
Al coro di consensi, che da un anno circa accompagna questo genere di dichiarazioni, potrà finalmente subentrare il dibattito visto che oggi il Consiglio Comunale è convocato, tra le altre cose, per l’approvazione del Consuntivo 2007.
Innanzi tutto un chiarimento: il patto di stabilità interno è una legge (di solito modificata ogni anno dalla finanziaria) che determina gli obiettivi di finanza pubblica per gli enti locali. Del patto ci sono due varianti. La prima, determina un obiettivo in termini di massima spesa da sostenere. La seconda, cosiddetta sui saldi, un obiettivo in termini di differenza tra entrate e spese. In entrambi i casi il legislatore può escludere determinate poste di bilancio ai fini del rispetto del patto.
Nel 2007 il governo Prodi ripropose, dopo 3 anni di patto sulla spesa, l’obiettivo sui saldi vietando, e poi solo limitando l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Questo ultimo è uno dei possibili risultati (insieme al pareggio e al disavanzo) del bilancio dell’ente locale. È pari alla somma algebrica tra cassa, crediti e debiti.
Le reazioni acquavivesi sono state già riassunte: Shakespeare direbbe “molto rumore per nulla”. Infatti senza aspettare l’esercizio della funzione di controllo da parte del Consiglio, si può affermare che trattavasi di dichiarazioni imprecise.
Nel triennio 2004-2006, l’avanzo ha finanziato gli investimenti per una media del 7,16 % in termini previsionali (quindi programmatici) e, del 10,73% in termini consuntivi. Come può una voce, che incide per la quantità suddetta sugli investimenti, determinare l’impossibilità di programmare le spese in conto capitale e produrre effetti devastanti per l’economia locale? Tra l’altro lo stesso Tuel prevede anche altri strumenti per investire, consultare l’art. 199 per credere.
A ciò si può anche aggiungere che: (i) dalle prime indiscrezioni pare che lo stock di investimento 2007 è maggiore del 2006; (ii) l’indice di propensione all’investimento subisce una brusca frenata già nel 2006 (ultima finanziaria del governo Berlusconi).
Perché dunque <<menare il can per l’aia>> attribuendo colpe al Prof. Prodi (assolvendo, a questo punto inspiegabilmente, il Cavaliere), invece che interrogarsi sulle ragioni degli scostamenti tra i dati previsionali e quelli consuntivi? Avessimo risolto il problema, gli impegni di spesa per investimenti nel 2006/2007 sarebbero stati maggiori anche di quelli del biennio 2004/2005. Il tutto a beneficio dell’indice di propensione all’investimento.
Ma si sa, nascondere il proprio vincolo di bilancio, non ha prezzo.





Commenti
Non so quali aspirazioni nutra nel suo profondo il redattore di questo articolo,ma il consiglio è quello di comprendere che srive su un quotidiano telematico eterogeneo in quanto a lettori e che i suoi “algoritmi sintattici” nonché l’eccessiva “boriosità ed autoreferenzialità tecnica” sono consoni forse ad un media di economia e non a questo mezzo. La peculiarità di un buon redattore è quella di far comprendere al grande pubblico ciò che si sta scrivendo e non renderci edotti sul suo nozionismo
concordo con antonqua,l’articolo si presenta improponibile e involuto.
antonqua non sei mica obbligato/a a leggere gli articoli del signor passerotto che fino a prova contraria, finora ha sempre scritto cose interessanti, anche per chi come me non mastica economia.
antoqua ma cosa dici?io voto passerotto
La mission di un giornalista è quella di rendere la notizia comprensibile al grande pubblico (chiaramente non dico con questo ke Rocco abbia infranto il codice deontologico dei giornalisti..). Però scrivere con un linguaggio cosi “aulico” pensando ke ci si possa sentire forti e sicuri dietro la conoscenza delle normative in materia fiscale e amministrativa, questo non giustifica Rocco da emettere considerazioni in senso assoluto. Questo articolo mi sembrava una sentenza della Corte dei Conti.
Al contrario penso ke Rocco, prima di emettere la sua sentenza poteva invece intervistare (suggerisco) qualche amministratore comunale(di natura Tecnica e non Politica) ke potesse spiegare come in realtà siano andate le cose ad Acquaviva e non solo..e i motivi (semmai ce ne fossero) Tecnici xcui gli impegni di spesa del biennio 2006/07 sono stati al di sotto delle possibilità. Solo cosi Rocco poteva affermare ke qualcuno ha menato “il can per l’aia”.
Sig. Passerotto, spero che almeno tu abbia capito ciò che hai scritto!!!! Concordo antonqua!!!
W Prodi:)
Troppo comodo criticare chi scrive se chi legge non vuole semplicemente ammettere la propria ignoranza e l’incapacità a comprendere ciò che viene scritto