GLAST: Una ricercatrice acquavivese per un progetto NASA

Una missione NASA che coinvolge istituti di ricerca e università di Italia, Francia, Germania, Giappone, Svezia e Stati Uniti
Fa parte dell’equipe di fisici che si è occupato della costruzione del”Glast”, il telescopio spaziale su satellite.
Si tratta del più grande satellite per osservazioni di raggi gamma fin ora realizzato e lei si chiama Claudia Monte, è di Acquaviva, ha 28 anni ed è, ovviamente laureata in fisica.
La sua passione e dedizione allo studio, fin dai primi anni di scuola, l’hanno portata a far parte di un progetto molto importante in collaborazione con gli Stati Uniti.
Per rendere l’idea spieghiamo di cosa si tratta: è una missione NASA frutto di un progetto che coinvolge istituti di ricerca e università di Italia, Francia, Germania, Giappone, Svezia e Stati Uniti.
La Nasa ha classificato la missione come progetto-chiave, definendola come pietra miliare nell’astrofisica delle alte energie. Il costo complessivo dell’impresa è di circa un miliardo di dollari.
Il telescopio pesa tre tonnellate, ma consuma solo 600 watt, per dare un’idea equivale a meno energia di un asciugacapelli. Orbita attorno alla Terra ad una altezza media di 565 chilometri e compie un giro del globo in 95 minuti circa.
Attualmente sta esplorando la volta celeste trasmettendo i dati a terra per un periodo stimabile fino ai cinque/dieci anni. L’acronimo GLAST sta per “Gamma-ray Large Area Space Telescope”, ossia “grande telescopio spaziale per i raggi gamma”.
Il Glast è stato lanciato nello spazio, ospitato nel razzo vettore chiamato “Delta II”, dall’Agenzia Spaziale Americana (Nasa) mercoledì 11 giugno 2008 dalla base di Cape Canaveral, in Florida (Usa).
Il compito di Claudia è quello di monitorare che le prestazioni del satellite in questione siano costanti al variare delle diverse condizioni ambientali e della diversa temperatura a cui l’apparato può essere soggetto. Monitoraggio che Claudia ha effettuato, dopo vari studi, sia prima del lancio dell’apparato che dopo.
L’organismo italiano che collabora al progetto è L’istituto Nazionale di fisica Nucleare (INFN) con sede a Pisa, Perugia, Roma, Trieste, Padova e Bari e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Il team di fisici appartenenti all’Università degli Studi di Bari è composto da 15 tra professori, ricercatori e borsisti. La dott.ssa Claudia monte fa parte del team in qualità di borsista. Ha cominciato dedicando alla missione la tesi di laurea, occupandosi di una parte dell’apparato. Dopo la laurea ha continuato gli studi in qualità di dottoranda sulla stessa linea.
Oggetto di studio questa volta non solo una ma tutte le parti del telescopio. Il suo lavoro ha condotto Claudia fin negli Stati Uniti dove ha partecipato a conferenze e simulazioni prima e vero lavoro di monitoraggio dei dati in seguito.
Il suo ultimo viaggio è avvenuto nel luglio scorso presso la Stanford Linear Accelerator Center (SLAC), un laboratorio nazionale statunitense che opera presso la Stanford University, San Francisco, per il dipartimento dell’energia degli USA.
Adesso Claudia continuerà a collaborare con la NASA per la missione Glast fino alla sua conclusione. Le sue prospettive future sono quelle di riuscire a far parte dell’equipe di ricercatori americani e poi chi lo sa..
Intanto Acquaviva è già fiera di aver sfornato una ragazza così in gamba a cui il nostro piccolo paese deve la possibilità di essersi guadagnato un posto nella storia della ricerca scientifica mondiale.





Commenti
SPAZIALE!!!
Brava!
Allora tu si n’astronauta!?! …Complimenti e in bocca al lupo! 😉
Sei un esempio di eccellenza per l’intera comunità acquavivese. Complimenti davvero!