Emergenze acquavivesi. Tra realtà e finzione.

Alessia Cimmarrusti

Un incontro coi responsabili del 118.

0 commenta

Supponiamo che abbia settantanni, che sia vedova e sola in casa, ad Acquaviva, il giorno di ferragosto. Alle 12.30, distratta dell’ennesima replica della sempiterna Signora in giallo, sbaglio la posologia della pillola per la pressione sanguigna e, tempo mezz’ora, la mia vitalità è pari a quella di una natura morta. Cosa faccio?
Istintivamente chiamo in soccorso santi e beati tutti, poi mi affaccio all’altarino del salotto per invocare l’aiuto del marito defunto.
Non ho l’aria condizionata né il salvavita Beghelli e non c’è Giletti dietro l’angolo pronto a salvarmi. I miei figli, assordati dalla bolgia di Torrecanne, ignorano allegramente la mia chiamata. L’ultima soluzione è il 118…
La signorina del centralino (sottopagata co.co.co., di turno giusto il 15 agosto) segnala il caso al pronto soccorso locale e nel giro di venti minuti fa arrivare a casa mia un avvenente medico in camice bianco, brizzolato, stile ER.
Fine della storia, tutti felici e contenti – soprattutto io, settantenne, rinsavita più dalla vista del medico che da tutto il resto.
Questo è quanto accade nella fantasia…ma nella realtà come vanno le cose? Come si interviene in casi di emergenza? Ebbene, la sequenza è la stessa, ma naturalmente, tutto è più serio.
Ieri sera, presso la sede del 118, abbiamo incontrato il Dott. Giuseppe De Palma, medico di guardia, appena rientrato – ahimé – da un intervento in zona mercadante, per un grave incidente stradale.
Dopo aver reso la breve notizia di cronaca, ci ha dato delucidazioni sulla procedura d’urgenza. Le chiamate vengono smistate dal centralino di Bari. Acquaviva opera anche sul territorio di Cassano delle Murge.
Gli interventi più frequenti, soprattutto d’estate, sono dovuti a malori, patologie cardiache, scompensi psichiatrici e disidratazione – da cui sono colpiti in prevalenza gli anziani. Il giorno di ferragosto i responsabili del 118 di Acquaviva hanno prestato servizio a Cassano per casi di intossicazione, in zona Fra’ Diavolo a causa del noto incendio.
Ieri mattina, ci spiega Vito Palombella, uno degli autisti, sull’autostrada all’altezza di Acquaviva è stato soccorso un automobilista colto da un malore per non aver assunto una compressa.
Le emergenze sono delle più varie, a volte si rivelano innocue, ma i medici hanno l’obbligo di effettuare tutti i controlli necessari.
Il responsabile del 118 di Acquaviva è il Dott. Carone. Il centro conta cinque medici, sei infermieri e sei autisti, impegnati 24 ore su 24 al servizio della cittadinanza.
Facendo un confronto, la differenza tra realtà e finzione si misura sulla buona volontà e sul coraggio. Nella finzione ogni azione è gratuita e il finale è già scritto, nella realtà le scelte sono determinanti e l’epilogo è nelle mani del team del 118 a cui va tutta la nostra ammirazione e a cui auguriamo buon lavoro.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!