Cadono le stelle
Cosa sono e da dove vengono le stelle cadenti:
Ecco il prezioso contributo dell’associazione astrofili acquavivese dedicata alle prossime notti da passare con lo sguardo rivolto al cielo.
“Le stelle cadenti (o meteore) non sono affatto stelle che cadono, ma piccoli frammenti di polvere interplanetaria lasciata dalle comete che hanno attraversato l’orbita terrestre e che hanno lasciato sulla loro strada residui della magnifica coda. Questi detriti cometari penetrano nell’atmosfera terrestre e si incendiano per attrito.
Considerate fenomeni dell’atmosfera terrestre, le stelle cadenti furono osservate con occhio scientifico solo nel secolo scorso ad opera per lo più di astronomi non professionisti.
Tutte le polveri che sono all’origine delle stelle cadenti provengono da comete periodiche, poiché le polveri disperse dalle comete che passano per la prima volta vicino al Sole provenendo direttamente dalla nube di Oort o dalla fascia di Kuiper, sono una quantità assolutamente trascurabile. Inoltre le comete a corto periodo contribuiscono maggiormente alla creazione d pulviscolo interplanetario rispetto a quelle a lungo periodo essenzialmente perché passano più spesso vicino alla nostra stella, permettendo al nucleo di esporsi per più tempo all’azione della pressione della radiazione del Sole.
Gli sciami di polveri interplanetaria possono essere più o meno vecchi, e quindi più o meno dispersi lungo l’orbita. Ad esempio, quello delle Leonidi è ancora evidentemente concentrato in una zona relativamente ristretta dell’orbita della Tempel-Tuttle, in pratica intorno alla cometa stessa, che la Terra incrocia circa ogni 33 anni, in prossimità del passaggio al perielio (il punto dell’orbita terrestre più vicino al Sole) della cometa. In questa data si verificano piogge molto spettacolari (5000 meteore/ora), mentre negli altri anni si vede poco o niente (10-15 meteore/ora).
Invece, lo sciame delle Perseidi è molto più disperso, lungo tutta l’orbita della cometa di origine, perché non si osservano mai tempeste meteoriche, ma tutti gli anni si verificano da qualche decina ad alcune centinaia di cadute. La maggior dispersione delle Perseidi è :segnalata dal fatto che la Terra impiega alcune settimane per attraversare questo sciame (in altre parole, esso è attivo, anche se in tono minore, per almeno due settimane tutti gli anni)’ mentre solo un giorno o due per attraversare quello delle Leonidi.
Dunque le stelle cadenti o meteore sono residui di polvere cometaria che la Terra incontra nella sua strada durante il movimento di rivoluzione intorno al Sole. Le dimensioni di una meteora sono molto modeste, all’incirca comprese fra quelle di un grosso granello di sabbia e quelle di un sassolino, ed incontrano il nostro pianeta a velocità variabili fra gli 11 e i 72 chilometri al secondo. Quando la meteora arriva ad un’altezza dal suolo terrestre compresa fra gli 80 e i 120 chilometri, l’attrito con l’atmosfera rende incandescente la superficie della meteora e la fa evaporare.
I gas che sono prodotti durante la vaporizzazione si scontrano con gli atomi dei gas atmosferici e li ionizzano, ossia li rendono elettricamente carichi strappando loro uno o più elettroni; il prodotto della ionizzazione è proprio la caratteristica scia luminosa che noi osserviamo. Ad una altezza da terra compresa fra 140 e i 50 chilometri la scia luminosa si estingue.
Raramente si osserva l’apparizione di “bòlidi”, prodotti da frammenti più massicci; questi oggetti luminosissimi (la loro magnitudine è almeno -4, maggiore di qualunque altra stella del cielo) e la loro visione è a volte accompagnata dal fragore di un’esplosione nel momento in cui attraversano l’atmosfera.
Per quanto è stato già detto dovrebbe essere evidente al lettore che le “Lacrime di San Lorenzo” non sono le uniche stelle cadenti, infati in ogni periodo dell’anno è facile osservare scie luminose nel cielo. Le Perseidi sono originate da una coometa che passa nelle vicinanze della Terra ogni 1300 anni (il suo ultimo passaggio si è verificato nel 1992); esse prendono il nome dalla posizione del punto da cui sembrano originarsi tutte le scie luminose, detto RADIANTE, ed è localizzato nella costellazione del Perseo.
Quest’anno non essendoci, fortunatamente, il disturbo della Luna, sarà anche possibile attraverso i vari telescopi che saranno montati per l’occasione, gettare uno sguardo su oggetti molto più esotici, ovvero le nebulose gassose disseminate lungo la Via Lattea. Fra queste, ricordiamo l’Anulare (M57) nella Lira e la Dumbell (M27) nella Volpetta, resti di stelle esplose decine di migliaia di anni fa.
Nella parte più corposa della nostra galassia, ovvero verso il Sagittario, si riescono invece a scovare enormi nubi di gas dove si formano continuamente giovani e brillanti stelle blu: dei maggiori “vivai stellari” riportiamo la Laguna (M8) e la Omega (M17), davvero spettacolari se osservate sotto un cielo molto scuro. Fra la moltitudine di ammassi di stelle, la gran parte dei quali facilmente visibili con un modesto binocolo, citiamo M11, nello Scudo, e ad ore più tarde il Doppio Ammasso di Perseo.
Con telescopi particolarmente grandi è poi possibile ammirare in tutta la loro magnificenza ammassi stellari molto più densi e lontani (ammassi globulari), di cui fra tutti il più spettacolare in queste sere è M13, nella costellazione di Ercole.
Per chiudere la serata in bellezza si .può aspettare che “si alzi” l’imponente Galassia di Andromeda, l’universo-isola a noi, più “vicino”, distante 2,9 milioni di anni luce!”





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