PRG: parla l’Assessore all’Urbanistica Berardi

Berardi offre una personale e dettagliata spiegazione dell’iter che sta portando all’approvazione del Piano Regolatore.
Nell’attesa della conclusione dell’iter del PRG registriamo per i lettori di Acquavivalive.it la dichiarazione dell’Assessore al”Urbanistica Pippo Berardi che pochi giorni fa ha inviato, con il Sindaco Pistilli, all’assessorato all’Assetto del Territorio della Regione Puglia le Determinazioni del Consiglio Comunale.
Berardi offre una personale e dettagliata spiegazione dell’iter che sta portando all’approvazione del Piano Regolatore dichiarando che tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, hanno lavorato duramente per migliorare il PRG.
«Dopo 25 anni – afferma l’Arch. Berardi -, l’amministrazione guidata da Francesco Pistilli conclude il sofferto iter del PRG di Acquaviva delle Fonti per la parte che gli compete.
Un piano regolatore – continua l’esponente del Pdl – ha per se un iter piuttosto complesso, che in questa sede conviene ricapitolare rapidamente: l’Amministrazione conferisce a professionisti esterni l’incarico di redazione del piano regolatore e fornisce loro, mediante un atto di indirizzo votato in consiglio comunale, le linee guida da seguire per la pianificazione del territorio comunale; i professionisti redigono il PRG sulla base di una serie di studi e analisi sul territorio, finalizzati alla conoscenza della sua realtà fisica, sociale ed economica; il prodotto finale dovrebbe essere un equilibrato mix di indirizzi di conservazione e sviluppo.
Il PRG così redatto passa all’esame del consiglio comunale, viene adottato e pubblicato all’albo pretorio del Comune.
La pubblicazione è la fase attraverso cui tutti i cittadini partecipano, in qualche modo, alla stesura del PRG: chiunque, infatti, può produrre osservazioni tese al miglioramento dello strumento urbanistico o alla salvaguardia di diritti dei singoli o collettivi.
Le osservazioni vengono poi discusse in consiglio comunale; in seguito a questa fase il progettista modifica, eventualmente, il PRG nella direzione indicata dalle osservazioni così come accolte (o rifiutate) dal consiglio comunale e lo invia all’esame degli organi regionali e alle amministrazioni periferiche dello Stato competenti in materia di urbanistica e ambiente (Soprintendenze, autorità sulle acque, uffici competenti in materia ambientale ecc).
Gli uffici urbanistici regionali (in particolare il Comitato Urbanistico Regionale), acquisiti tutti i pareri delle altre amministrazioni, esaminano il PRG e lo bocciano o lo approvano, introducendo, se il caso, prescrizioni.
A tali prescrizioni il Consiglio comunale può controdedurre adeguandosi od opponendosi; infine il PRG, nuovamente modificato in conformità alle prescrizioni del CUR e delle altre amministrazioni ed alle controdeduzioni del consiglio comunale, viene inviato alla Regione per il parere definitivo.
Solo in seguito alla conclusione di quest’ultimo atto il PRG diventa lo strumento urbanistico vigente nel territorio comunale.
Se è inutile ricordare il modo ed i tempi in cui si sono dipanate tutte le tappe del PRG di Acquaviva , è il caso di ricordare che, pur con alterne vicende, il lavoro si è concluso negli ultimi sette anni: il PRG è stato infatti adottato nel 2001 e da allora sono stati effettuati tutti i passi necessari alla conclusione del complesso procedimento urbanistico.
Naturalmente, il prodotto di venticinque anni non può che essere disomogeneo, soprattutto in virtù del fatto che nel 1983, anno in cui iniziava l’iter del PRG, l’urbanistica tradizionale era in crisi e alla fine degli anni ’90 la disciplina urbanistica veniva completamente rivoluzionata.
A loro modo, tutte le forze politiche, di maggioranza ed opposizione, hanno lavorato duramente per migliorare il PRG; la fase più controversa, quella dell’autunno 2007, è stata anche una delle fasi più intense, giacché si cercava di porre riparo a tutte le pesanti prescrizioni del CUR; chi ha votato le modifiche di settembre al PRG lo ha fatto certamente con i più nobili fini, tuttavia, mettere le pezze ad un vestito strappato non è cosa facile, e rischia di produrre altri strappi intorno alle toppe.
Chi scrive si è potuto limitare esclusivamente a fare il notaio delle decisioni prese nelle sedute di consiglio comunale dell’autunno 2007, cercando di ottemperare completamente alle decisioni del Consiglio.
Il risultato è che si è concluso l’iter di strumento urbanistico per la parte di competenza dell’amministrazione comunale; sarà ora l’ufficio urbanistico regionale che esprimerà l’ultima parola su un PRG peraltro approvato e che, in qualsiasi modo venga rimandato al comune di Acquaviva, diventerà per alcuni anni lo strumento urbanistico vigente, certamente meno inadeguato dell’attuale Programma di Fabbricazione.
Tuttavia le pesanti polemiche vissute dalla comunità acquavivese nel corso degli ultimi anni vanno certamente superate; incassato il PRG, bisognerà certamente pensare ad un nuovo strumento urbanistico, predisposto con nuove regole, nuove modalità, con il consenso di tutte le forze vive della città, che sia strumento di conciliazione degli interessi collettivi e privati, e non della sua contrapposizione (l’urbanistica tradizionale, non concertata ma elaborata, pur con la più perfetta buona fede, nel chiuso degli studi professionali, è la principale causa di contenzioso in Italia – non solo ad Acquaviva!).
Questa Amministrazione intende cominciare tale nuova fase mettendo mano al piano particolareggiato del Centro Storico, gioiello della provincia sud di Bari, con nuovi strumenti, nuove modalità conoscitive, nuovi metodi di coinvolgimento dei cittadini, procedure di partecipazione; tale piano del centro storico deve diventare occasione di riflessione su tutto il territorio comunale, di cui rappresenta il cuore antico, l’identità fisica cristallizzata nelle pietre.
Dunque, non possiamo che chiedere il contributo di tutti i cittadini di Acquaviva in questa nuova fase, per inaugurare una nuova stagione di conciliazione e di lavoro sinergico per dare nuove prospettive a questa comunità».





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