Emorragia di capitale umano…

Rocco Passerotto

Cosa si può fare ad Acquaviva?

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«La diffusione tra le forze di lavoro di elevati livelli di istruzione costituisce un fattore fondamentale per accrescere il capitale umano e in tal modo innalzare le potenzialità di crescita dell’economia».

Questa frase non è tratta da un testo di macroeconomia bensì, dall’ultimo Rapporto sullo stato dell’economia pugliese, presentato pochi giorni fa dalla sede di Bari della Banca d’Italia.

Leggere l’elaborato non può che far piacere, visto che certe opinioni fondate sul senso comune sono corroborate dai numeri.

I dati dicono che più di 10.000 giovani, chissà quanti sono i nostri concittadini, emigrano ogni anno dalla Puglia per studiare nel centro-nord. La metà circa, dopo essersi “formata”, coglie opportunità lavorative extra-regionali. E’ chiaro allora che le potenzialità di crescita sul fronte del capitale umano penalizzano l’area pugliese.

Questa “fuga” è certificata in parte dal rapporto tra i laureati e il totale popolazione tra i 25 e i 64 anni: nove per cento in Puglia, undici in Italia.

Solo in parte perché, molti trasferimenti di residenza, specialmente tra i 25 e i 35 anni, non vengono effettuati. La qual cosa dimostra pure la carenza strutturale di cui soffre il meridione nel formare i giovani.

La RPP 2008 di Acquaviva fotografa il capitale umano in questo modo: 1.481 laureati.
L’indice utilizzato in precedenza dovrebbe attestarsi tra la media pugliese e quella nazionale visto che: (a) tra i 25 anni e i 64, ci sono circa 12.000 persone; (b) la quota di laureati tra gli ultra sessantacinquenni (ben 3.687 individui) dovrebbe essere poco significativa.

Sempre dalla RPP emerge che nel 2006, il saldo migratorio è stato negativo per 104 unità (371 le emigrazioni). Questo dato sicuramente non riguarda i laureandi che studiano “fuori”, e molto probabilmente neanche i laureati che trovano lavoro al centro-nord per i motivi suddetti.

La disoccupazione giovanile di Acquaviva, che dovrebbe riflettere almeno in parte le difficoltà per i laureati nel trovare lavoro, non risulta disponibile neanche dopo una ricerca su vari siti internet, almeno che non ci si accontenti di riferimenti datati 1996.

Il punto purtroppo è che per il comune risulta difficile combattere questa “emorragia”.

Non ci sono armi concrete e, cercare di frenare un argine di questa natura con le armi “spuntate” della fiscalità locale sarebbe ridicolo.

Difatti l’unico comune che ha tentato di fare qualcosa in questo senso, ma in verità anche con altri fini, è stato quello di Bari: parliamo però di ben altre risorse e di ben altra struttura produttiva. Comunque sia, del “contratto d’inserimento” (questo il nome della misura) non si conoscono i risultati concreti.

Ad Acquaviva quindi si potrebbe perlomeno monitorare il fenomeno. I dati poi sarebbero raccolti nella RPP, aggiungendovi magari una parte descrittiva alle statistiche demografiche.

Inoltre si potrebbero creare, tramite il sito comunale, delle bacheche virtuali.

Poiché uno dei problemi rilevati è che l’offerta a volte non sa dell’esistenza della domanda e viceversa, la bacheca virtuale avrà il fine di raccogliere i curricula dei laureandi in cerca di stage, dei laureati (di tutte le università) e quelli di imprese, per favorire l’incontro tra domanda e offerta.

Infine si potrebbe, sulla scia della serie di proposte per le politiche giovanili fatta dal consigliere comunale Vito Pastore, incentivare le tesi sperimentali redatte da nostri concittadini che riguardino problemi da risolvere o proposte per migliorare la nostra città, con il fine di catturare un po’ del valore aggiunto che la formazione universitaria crea. Insomma, due misure a costo zero e un’altra che, con ventimila euro annui, potrebbe dare buoni risultati.

E’ poco, è troppo? Nessuna delle due. Semplicemente è quello che si può, in attesa di una politica economica ad hoc quanto meno regionale.

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Commenti

  • cosimetieni (utente non verificato)

    Le politiche regionali per i giovani laureati ci sono già e sono raccolte nelle politiche denominate “Bollenti spiriti”

  • carlo1988 (utente non verificato)

    è vero al sud si studia di più, il problema è che la preparazione è molto teorica e poco pratica, quindi si adatta poco ad essere subito utilizzata in un contesto lavorativo; poi non bisogna dimenticare che ci sono dei prof. pecoroni che vendendo gli esami abbassano il livello percepito della qualità universitaria…

  • carlo1988 (utente non verificato)

    il contratto etico non credo funzioni molto sopratutto quando c’è un forte squilibrio nel mercato lavorativo nelle diverse aree della nazione….chi studia al nord li trova buone prospettive di lavoro che al sud non ci sono quindi, il problema non è l’etica dello studente quanto la qualità del lavoro offerto nelle imprese meridionali.

  • eustachio (utente non verificato)

    o forse bisognerebbe smetterla di pensare all’università come unica speranza? state sempre a riempirvi la bocca di elogi per il nord, ebbene non sapete che qui al sud si “””studia””” molto di più? meditate gente meditate, è una vergogna. PdC

  • cavallostellato (utente non verificato)

    è evidente che non sai di cosa parli, qui non si tratta di far studiare le persone nelle carenti università statali pugliesi, quanto permettere ai giovincelli, con dovuta sovvenzione economica, di andare a studiare fuori dalla puglia e tornare qua a lavorare, vincolati da un contratto etico. Ma a voi piace parlare senza sapere di quello che parlate…
    vergognati

  • radognamario (utente non verificato)

    Caro Eustachio,
    che le università statali fossero diseconda scelta, non c’è nulla da vergognarsi.
    Non so se tu sia andato all’università, ma ti garantisco che l’abbisso che c’è tra quella privata(Luiss. Bocconi, Castellanza, Cattolica) e quella pubblica è incolmabile.
    Neanche “ustionanti spiriti” riuscirebbe a farlo. E’ una manovra strutturale che dovrebbe partire dal Ministero, ovvero quella di creare una fitta corrispondenza biunivoca tra università e aziende

  • cavallostellato (utente non verificato)

    a vù iè assè u dann…
    con cordialità, ma è una vergogna.
    IT’S ABSURD…
    rinnovate cordialità. E’ una Vergogna assurda. Cordiale vergogna. Assurdità cordiali. w mario radogna, w la cordialità, cordiale assurdità, assurda vergogna.

  • eustachio (utente non verificato)

    eh sì, censuriamo quanto di buono stanno facendo i COMUNISTI… mario e carlo vergognatevi, vi meritereste una vacanza nel Ventennio… meditate gente meditate

  • radognamario (utente non verificato)

    Carlo1988 sono perfettamente d’accordo con te.

  • cavallostellato (utente non verificato)

    Inviterei l’articolista ad andarsi a leggere il bando dei bollenti spiriti e a vedere come procede il progetto prima di dire che manca una politica regionale ad hoc per i giovani laureandi/laureati, ci parli dei doppi fini del sindaco Emiliano, e si renda conto dell’inutilità delle proposte del sig. Pastore che oltre a farsi un po’ di pubblicità non hanno altri fini… Cordialità a valanga…

  • carlo1988 (utente non verificato)

    secondo me bollenti spiriti,potrà risolvere poco…ben ha fatto l’articolista a non citarlo. Qnd un giovane studia alla Bocconi piuttosto che alla Luiss non c’è bollenti spiriti che tenga. Il problema principale è che le università meridionali rappresentano una seconda scelta e che su c’è molto più lavoro ad alta specializzazione per i giovani laureati

  • delirio78 (utente non verificato)

    L’UNICO RIMEDIO PER QUESTO GRANDE PROBLEMA E INGRANDIRE LA ZONA INDUSTRIALE E POI CREARE URGENTEMENTE UN CENTRO GIOVANI O MEGLIO UNA SEDE DOVE TUTTI I RAGAZZI POSSONO RECARSI PER UN LAVORO
    PS. FATE FUNZIONARE MEGLIO LA CAMERA DEL LAVORO

  • annina75 (utente non verificato)

    la cosa più triste è l’essere presi in giro. io lavoro a Roma e per molto tempo ho cercato di tornare a casa. il problema del sud è e resta “il clientelismo”!! se non conosci nessuno non lavori, non realizzi i tuoi progetti, non contribuisci a sviluppare il tuo paese. E siccome il clientelismo fa comodo ad “alcuni” perchè è uno strumento di potere, nulla cambierà mai! Da altre parti in Italia vanno avanti i meritevoli e così che c’è sviluppo!

  • eustiolenoci (utente non verificato)

    PS. all’amico articolista Rocco Passerotto, quando inserisci le Foto scattate non dalla Redazione Potresti anche indicare il nome di chi ha scattato la Foto, in questo caso si è trattato di mio padre SAVERIO LENOCI. Con affetto e stima MISTER Lorenz “U CASALES” il tuo vecchio mister dell’Oratorio… (messaggio in codice per Rocco Passerotto)