La crisi del mobile imbottito colpisce anche gli acquavivesi

I dipendenti Natuzzi in sciopero a Roma
Non sono solo i santermani a risentirne della crisi Natuzzi.
Anche molti acquavivesi lavorano presso gli stabilimenti sparsi in Puglia e Basilicata, e anche i dipendenti acquavivesi hanno partecipato allo sciopero generale tenutosi a Roma martedì scorso 17 giugno. Il corteo ha sfilato davanti al Ministero del Lavoro.
A questo proposito abbiamo parlato con Lorenzo Labalestra, RSU acquavivese dello stabilimento di Laterza, che ci ha spiegato: ‹‹Lo sciopero, organizzato da CGIL, CISL e UIL, è stato fatto perché gli stabilimenti della provincia di Bari e Taranto presentarono un verbale di accordo in cui l’azienda dichiarava che per far fronte alla crisi bisognava ridurre il personale di 1200 unità; e allo stesso tempo richiedeva più produttività da chi invece sarebbe rimasto.
Poiché i dipendenti avevano già goduto della cassa integrazione abbiamo scioperato ottenendo una proroga di cassa integrazione per un anno che ha permesso agli zero ore di rimanere al sicuro per un altro anno, in più abbiamo ottenuto l’anticipo della cassa dall’azienda e la rotazione ampia do 2400 dipendenti in modo tale da non dichiarare esuberi››.
Perché il mobile imbottito è in crisi?
‹‹Sono tanti i motivi – ci dice Lorenzo – il caro euro prima di tutto, il mercato del salotto è in America, e gli americani non vogliono più comprare a prezzi alti. Adesso c’è anche il caro petrolio per i trasporti; poi la concorrenza dei paesi dell’Est e della Cina››.
C’è poi una motivazione che sicuramente farà drizzare i capelli alle donne, pare che le dipendenti Natuzzi hanno colpa di essere troppo prolifiche.
E poi ci vengono a dire che in Italia non facciamo figli.
Allora per un anno i dipendenti Natuzzi saranno relativamente al sicuro, ma dopo quest’anno cosa accadrà?
Nessuna risposta a questa domanda. Solo un’alzata di spalle.
(Foto di Antonio Lenoci)





Commenti
dannati cinesi! l’importante è ke i nostri imprenditori continuino a sfruttare la manodopera cinese, così tra qualche anno saranno letteralmente copiati e neanche loro potranno più vendere i loro prodotti…e saremo TUTTI disoccupati! ke felicità!
e allora dovremmo dire dannati imprenditori italiani che per guadagnare due lire di più oggi ne perdono molte di più nel lungo periodo!
Eravamo a Roma più di 1300.
Finalmente ci muoviamo tutti o quasi ………..tutti!