Caccia alla paternità del PRG

La Redazione

Pistilli: “Il Centrosinistra sta sbandierando il suo merito ‘storico’ di avere approvato il PRG. Niente di più falso”

0 commenta

Alcune sere fa è stato approvato il PRG. Il piano era stato già adottato nel 2001, ma, per una serie di indagini, solo negli ultimi mesi era iniziato un confronto positivo tra il consiglio comunale e il dipartimento tecnico.

La convalida è avvenuta grazie al voto favorevole di cinque consiglieri del Centrosinistra e di un consigliere del Centrodestra. Il Sindaco e cinque consiglieri del Centrodestra si sono astenuti.

L’approvazione
del piano regolatore generale porterà alla nostra città nuove opportunità dal punto di vista culturale,  economico, occupazionale, oltrecchè l’abbassamento del prezzo delle case. L’ultima convalida, intanto, spetta alla Regione.

A questo proposito il Sindaco Francesco Pistilli ci ha inviato una nota in cui dichiara che «il Centrosinistra sta sbandierando il suo merito ‘storico’ di avere approvato il PRG. Niente di più falso.

Il PRG – continua la nota del Primo Cittadino – nel 2001 era stato adottato all’unanimità dal Consiglio Comunale. Sono intervenute poi più di 120 osservazioni e circa 110 furono votate all’unanimità, tranne quelle bocciate sempre all’unanimità, perché avevano il parere contrario dell’Ufficio Tecnico. Al momento della votazione sull’adozione definitiva il Centrosinistra abbandonò l’aula, cercando di far venire meno il numero legale e non dare il merito all’Amministrazione Pistilli. Ma il PRG fu comunque licenziato. Nel luglio 2006 la Regione Puglia approva il PRG , introducendo però delle osservazioni e prescrizioni.

Infatti, nell’ultimo Consiglio Comunale, mercoledì 4 giugno, la Minoranza, con l’astensione del Sindaco e della Maggioranza, ha soltanto preso atto (platonico) che le Tavole Tecniche del PRG, predisposte dall’Ufficio Tecnico Comunale, corrispondono alle deliberazioni consiliari da essa volute in autunno, in contrasto con le prescrizioni Regionali, soprattutto in riferimento ai vincoli SIC della zona di Collone.

Quelle deliberazioni, fortemente volute dalla Minoranza, hanno costretto il Sindaco e la Maggioranza all’astensione, perché le obiezioni che la Minoranza introduceva sulle prescrizioni regionali mettono a rischio l’approvazione definitiva del PRG. Era più opportuno accettare, invece, quelle prescrizioni per ottenere dalla Regione una rapida approvazione conclusiva del PRG e dopo avanzare il ricorso sul vincolo SIC.

Di questo si era discusso in ottobre. Ora si è trattato di una semplice presa d’atto della corrispondenza tecnica delle tavole allegate al PRG, che è compito propriamente degli uffici tecnici della Regione e non del Consiglio Comunale, che è organo politico e non tecnico.

Il Sindaco, tuttavia, ha ritenuto di accedere alle pretese della Minoranza per evitare ulteriori polemiche, dando con ciò testimonianza di vero rispetto per la democrazia, anche nei suoi eccessi. Ma si è astenuto per dimostrare la totale estraneità ad ogni interesse particolaristico da difendere a rischio dell’interesse generale. La Minoranza ha agito diversamente, ma egli ha lasciato che essa facesse il suo gioco e se ne assumesse tutta la responsabilità, rispetto alle conseguenze che possono derivarne. Ci auguriamo per il bene di Acquaviva che ciò non avvenga, ma si sta rischiando parecchio.

E, comunque, la Minoranza non può ora strombazzare ai quattro venti che il PRG è stato approvato grazie ai suoi voti. Quello che è stato approvato nell’ultimo Consiglio sono le tavole di variazioni alle prescrizioni regionali.
Il PRG, come si è detto, era stato già approvato dal Consiglio Comunale nel 2003, ed aveva ricevuto l’approvazione anche della Regione Puglia nel 2006, con le osservazioni e modifiche, che ora sono state respinte, invece che prenderne atto.

Il Centrosinistra non solo si è opposto alla Regione, ma si è rimangiato anche quello che esso aveva dichiarato ed approvato nel 2001 e poi 2003, ed era stato confermato con l’approvazione della Regione nel 2006. Infatti, per Collone, non si prevedono soltanto gli 80 ettari già previsti precedentemente, ma si porta la superficie a 400 ettari. Perché l’ha fatto, facendo correre al PRG un gravissimo rischio di ulteriori osservazioni della Regione? Vi sono particolari poteri forti da accontentare ? Come mai stravolgere tutto e procedere perfino all’individuazione di comparti, assegnando ad essi indici differenti pur avendo le stesse tipizzazioni? Non si creano sperequazioni tra i Cittadini dei diversi comparti, creando figli e figliastri, a differenza del Centrodestra che aveva stabilito un unico indice per tutti i comparti?

Che cosa sia avvenuto nell’ultimo anno per il cambiamento di atteggiamento del Centrosinistra del 2003 non si comprende, anche perché tale cambiamento mette il PRG a serio rischio di non approvazione.
La Regione Puglia, infatti, aveva approvato tutto, tranne la Zona Industriale e il vincolo SIC per la zona di Collone. Si poteva aderire all’intimazione della Regione per
ottenere una rapida approvazione conclusiva del PRG, che è il primario interesse della Città, e poi sviluppare un’azione di ricorso per queste zone. A quest’ora avremmo già il PRG definitivamente approvato, mentre si è perso un anno e tutto è ancora in alto mare.

Questa condotta risponde all’interesse della Città? Ne dubitiamo.
Perché il Centrosinistra ha perseguito testardamente questa strada anche dopo che nella Commissione Interistituzionale, che esso aveva preteso di costituire nel maggio dello scorso anno, era apparso chiaro che i funzionari della Regione non intendevano recedere dalle decisioni e vincoli del 2006? Quali spinte di interessi forti ha ricevuto il Centrosinistra per comportarsi in questo modo azzardato ed incoerente?

Non solo il Centrosinistra ha fatto perdere quasi sei mesi per star dietro alla inutile Commissione Interistituzionale, che non ha risolto alcun problema, ma con la sua decisione di ottobre di stravolgere le prescrizioni della Regione ha fatto perdere un altro anno per la compilazione delle nuove tavole tecniche, col serio rischio che, vengano bocciate e si debba perdere inutilmente altro tempo, mentre era quasi al traguardo!

Il Centrosinistra, dunque, invece di menare vanti inesistenti per l’approvazione del PRG, spieghi quali reali interessi generali della Collettività sono tutelati in tutte queste manovre strane. Anche la pretesa di verificare la corrispondenza delle tavole tecniche ai deliberati è una grave offesa all’Ufficio Tecnico Comunale, della cui lealtà e competenza non è lecito dubitare platealmente, mentre si pretende una propria improbabile competenza nel valutare aspetti tecnici.
E’ chiaro, allora, che il PRG sarà la cartina di tornasole che dirà presto alla Città chi ha agito responsabilmente e chi si è mosso a zig-zag, facendo e disfacendo, rischiando la rotta di collisione con la Regione e certamente non per difendere l’interesse generale della Città.

Il PRG è stato anche la cartina di tornasole della democraticità dell’Amministrazione di Centrodestra, che pur non condividendo, non ha mai fatto ostruzionismo contro le pretese del Centrosinistra, affermando il principio che il PRG , per la sua importanza generale, doveva registrare il contributo anche della Minoranza. Ci auguriamo che l’iniziativa spregiudicata della Minoranza non arrechi danno, ma non si venga a dire che non si sia realizzata una piena partecipazione democratica, resa possibile evidentemente dalla totale assenza di interessi particolari del Sindaco e della sua Maggioranza.

Auguriamoci che Acquaviva possa riprendere il suo cammino di sviluppo con la sollecita e conclusiva approvazione del PRG da parte della Regione e che successivamente si possa procedere con estrema chiarezza e rapidità alla sua attuazione, con i piani particolareggiati. Speriamo, soprattutto, che tale passaggio storico per la nostra Città possa trovare la concordia responsabile delle forze politiche e la partecipazione fattiva ed imprenditiva di tutta la Città, finalmente sulla strada del suo rilancio».

avatar

Commenti

  • maxvanni (utente non verificato)

    perchè si parla di paternità quando il progetto è ancora immobile?