Il piano regolatore e il disturbo da doppia personalità

Claudio Laera

Al momento di arrivare al traguardo, frana la terra sotto i piedi dello strumento urbanistico.

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La seconda convocazione del Consiglio comunale di giovedì parte a rilento e il traguardo per il piano regolatore sembrava dovesse subire ulteriori ritardi.

Alle 17.30, orario stabilito per l’insediamento dell’assise, l’aula è ancora deserta, la maggior parte dei consiglieri si trovava nell’Ufficio tecnico a esaminare la nuova cartografia adattata alle indicazioni basata sulle deduzioni del Comitato urbanistico regionale.

Circa quindici minuti dopo la seduta si apre alla presenza del Sindaco e dei consiglieri Abrusci, Bulzacchelli, Morano, Fronzini, Saturno e Romanelli Vito.

Il Presidente propone una sospensione di due ore per permettere agli assenti di terminare una anomala verifica della compatibilità dei nuovi carteggi colle prescrizioni regionali, anomala perchè la predetta verifica è di competenza regionale così come ribadisce la denominazione del punto all’O.d.G. “Presa d’atto…”.

La sospensione verrà indetta fino alle 19.30, in via di compromesso alla richiesta del Sindaco di non eccedere in lassismo anche in questa occasione.

Ma l’autarchia del consiglio acquavivese persevera e la ripresa dei lavori si avrà solo alle 20.10 con le uniche assenze dei cons. Pastore e Delmonte.

La presa d’atto avviene rapidamente, dopo gli interventi di Dinapoli e Vavalle volti a valorizzare il significato del momento ed a sottolineare il lavoro svolto, a volte anche con il ribaltamento di posizioni tra maggioranza e opposizioni nel portare avanti l’iter fino al licenziamento dello strumento urbanistico: il punto riceve i voti favorevoli di Cristiano Democratici Liberi, Partito Democratico e Rifondazione e l’astensione di Forza Italia, esclusi gli incompatibili temporaneamente assenti.

Rinviata in commissione la questione delle dichiarazioni d’inizio attività relative agli impianti fotovoltaici, si ritorna a parlare di piano regolatore, ma stavolta in un’ottica “ambientale”:in ballo c’è la proposta di chiedere all’Assessorato Regionale all’Ambiente di rivisitare la valutazione d’incidenza ambientale, con particolare attenzione alla zona di Collone, identificata come sito d’interesse comunitario, meritevole quindi di tutela in ragione della flora presente.

La richiesta allarma il centrosinistra, con grossi distinguo però in ordine ai motivi. Rifondazione, a voce del suo rappresentante Romanelli, ricorda che la valutazione c’è già ed è già stata inviata alla Commissione Europea (la competenza non è più regionale), difendendola e facendola propria, in quanto questo tipo di vincolo “valorizza, non penalizza” anche in un ottica di attrattiva turistica sul modello dei parchi naturali.

L’esponente della sinistra si appella ai suoi colleghi, chiedendo di salvaguardare gli interessi collettivi e non quelli particolari che denuncia esserci “nella maggioranza, qualcuno vicino anche all’opposizione”.

Il capogruppo del PD invece è preoccupato per la presenza, nella missiva destinata alla Regione, la richiesta di sospendere l’iter del piano regolatore fino alla replica sulla valutazione d’incidenza, impedendo la conclusione del suo lungo percorso.

La maggioranza è di idee più convinte e omogenee, motiva l’astensione sulla prima votazione con il dissenso su alcune prescrizioni imposte dalla Regione e sulla scia di questa disapprovazione intende, usando le parole del primo cittadino, “richiamare l’attenzione dell’assessorato sulle dimensioni dell’area protetta, mantenendo comunque una posizione di rispetto nei confronti del deliberato”.

Il cons. Lenoci inoltre prova a venire incontro a suo modo alla minoranza, escludendo dalla richiesta la possibilità futura di impugnare eventuali atti negativi e manifesta il suo smarrimento davanti alla posizione dei democratici che criticano la proposta pur condividendo il fine a cui è destinata. Infatti alla fine del dibattito il punto troverà unica opposizione nel PRC, con i voti della maggioranza e l’astensione del PD.

Ancora una volta i ruoli si confondono, con la minoranza che vota a favore dell’ultimo atto di competenza comunale sul PRG e la coalizione governante che, con l’astensione del PD, chiede alla Regione di interrompere il procedimento relativo al piano regolatore, per ripetere la valutazione d’incidenza: in attesa del responso regionale possiamo tranquillamente attribuire al comune acquavivese un disturbo da doppia personalità.

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Commenti

  • TestaRotta (utente non verificato)

    Correte gente a godervi Collone prima gli assalti cementificatori riescano a sopraffare l’ambientalismo del no!

  • accidlappenanato (utente non verificato)

    come si suol dire a sto giro HONN ARRCCHIET…sul prg la maggioranza ha dimostrato ancora una volta incompetenza e scarsa conoscenza dell’argomento. ma si sa il prg è un mattone da studiare.

  • Diritto_diParola (utente non verificato)

    Molte giovani coppie strozzate dal bisogno comprano case miserande a prezzi incongrui al valore, altre acquistano quei pochi appartamenti che si costruiscano a costi enormemente gonfiati, altre ancora emigrano in altri paesi …. e fanno bene. Perchè trovano a gestirli politici e non politicanti.

  • freccia1 (utente non verificato)

    Certo però bisogna attendere cosa farà la regione in merito alle modifiche e controdeduzioni……..
    Speriamo che il tutto, comunque, avvenga in tempi brevissimi……stiamno aspettando da troppi anni la rinascita di acquaviva

  • euroby (utente non verificato)

    Il Nostro Consiglio Comunale e i nostri consiglieri?
    Solo pasta minuta………..