Silent Poets in scena

Alessia Cimmarrusti

Un centrifugato di energia.

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Acquavivalive ha intervistato Vincenzo Granieri, unico componente acquavivese della compagnia di ballo hip hop Silent Poets, che si è esibita sabato scorso al Teatro Abeliano di Bari.

Come e quando nascono i “Poeti Silenti”?
Il gruppo nasce da un progetto partito due anni fa ad opera del coreografo Gianluca Fonseca (in arte Giggas). Attualmente la compagnia è composta da Terry Pepe (Yoko), Francesco Aibangbee (Osa), e me (Vinz), che siamo co-assistenti. Alla produzione partecipano i ballerini Alessandro Campanale (Lecs) e Roberta Catacchio (Lybe).

Quando nasce la tua passione per l’hip hop?
Ho iniziato cinque anni fa a interessarmi al genere guardando dei video di break dance. Successivamente ho fatto parte dei Puglia Tribe Dance Crew, con cui ho partecipato a gare nazionali e internazionali, come i Campionati di hip hop a Rotterdam, nel 2006. Terminata quest’esperienza, sono entrato a far parte della compagnia Silent Poets, che ha sede artistica presso l’Accademia Unika dello Spettacolo, a Bari.

Vi siete esibiti sabato al Teatro Abeliano. Qual è il titolo dello spettacolo e quali temi ha trattato?
Lo spettacolo s’intitola Otewe No Pkia, che in nigeriano significa “Fratello mio”. Inizia con le parole della poesia “A world of advice” e si struttura sul tema dei diritti civili. Attraverso sperimentazioni hip hop e con contributi video, trasmette messaggi di condanna del razzismo e della deportazione degli schiavi in America.

Complimenti per i tuoi successi e ad maiora!

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Commenti

  • calzone (utente non verificato)

    lunga l’intervista