Si ride alla presentazione di “Io, la seconda figlia”

Quando la comicità è donna
Venerdì scorso la Sala delle Conferenze è stata teatro di quattro risate.
Certo,è iniziata con un’ora di ritardo, ma la presentazione del primo libro dell’attrice Tiziana Schiavarelli è andata avanti tra allegria e applausi. Ospiti anche la regista e altri personaggi della sit-com Catene.
Seduti al tavolo con Toni Vavalle a fare da intervistatore, Tiziana e Dante hanno dato uno spaccato della loro vita.
Spiega l’attrice, il libro è nato semplicemente perchè «avevo delle cose da dire».
Cose che pare lei raccontasse ai suoi amici che l’hanno poi invogliata a mettere la sua vita nero su bianco, perché troppo divertente, quindi è nato un racconto da cui poi è stato tratto un monologo a teatro.
Un libro leggero e frizzante che però racconta la vita di Tiziana Schiavarelli come seconda figlia, come figlia che ogni anno doveva puntualmente indossare i vestiti di seconda mano e le scarpe strette della sorella maggiore; che doveva giocare con la bambola senza un occhio passata già dalle mani della primogenita; ma racconta la vita anche in lati più drammatici, come l’incontro con l’eroina fatto da alcuni amici.
Quindi “Io, la seconda figlia” è una narrazione autobiografica fatta con i suoni aperti tipici della nostra lingua, per questo il libro è corredato in appendice di un “glossarietto Baritaliano” per spiegare termini come calascione, bizzoca, zaguana e popizza sul cui significato si è lungamente disquisito, per poi stabilire che si tratta dell’impasto per le pettole.
È un libro da leggere per farsi due risate, per conoscere il mondo femminile o per riflettersi in esso.





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!