Racconti ed esperienze: in Cattedrale confronti a viso aperto

Alessia Cimmarrusti

In Cattedrale non solo canti e preghiere …

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Si è parlato di segni, di percorsi, di coraggio nell’incontro di giovedì 24 aprile in Cattedrale.

Giovani di tutte le età si sono confrontati con testimoni di scelte forti: Fra Michele, scappato di casa a 18 anni per entrare in seminario, Vincenzo Saracino e una coppia di audaci fidanzati, prossimi al matrimonio.

Il momento più esilarante (oltre a quello in cui la sottoscritta, senza accorgersene, è inciampata in un lumino acceso, rompendo il silenzio dell’altare) è stato quando i tre ospiti hanno raccontato le domande più strane di cui sono stati “vittime”.

La coppia riferisce di essere perseguitata dal famoso: “Ma chi ve lo fa fare?!”, Vincenzo testimonia di ragazzi che definiscono vantaggiosa la sua condizione dal momento che non avrà mai ne moglie ne suocera.
Fra Michele racconta di tale Fabrizio, reo di aver “partorito” la seguente perla di saggezza: “Vorrei essere come te…Vorrei non avere più desideri sessuali”. Sulla testa di Marcello Vitale, il moderatore, è spuntato un enorme GULP!

In verità, assicurano i presenti, Cristo può essere garanzia e ragione di amore eterno in un legame affettivo e, nel caso di Fra Michele, il desiderio è tutt’altro che casto verso il prossimo: da essere esclusivo per una persona, diventa inclusivo dell’umanità intera.
E le relazioni “liquide”? Domandano i ragazzi. Come superare la materialità che caratterizza i rapporti oggi? Ahimé, all’attivo nessuna risposta…solo amare constatazioni.

“Il dolore ha diritto di esistere” dice Fra Michele, qualcuno lo affronta, altri rifuggono, e ricorda la lucidità esemplare di San Francesco nell’affrontare gli ostacoli del cuore: “Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena m’è diletta.”

Essere testimoni di Cristo può essere una via di fuga dal male di vivere. Come? Attraverso la fede, che ci fa essere credenti, attraverso la speranza, che ci fa essere credibili e la carità che ci fa essere creduti.

In altre parole, l’esito del gioco è nelle nostre mani.

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Commenti

  • UTOPIA76 (utente non verificato)

    VORREI SOTTOLINEARE CHE “I 2 AUDACI FIDANZATI” IN QUESTIONE IN REALTA’ SONO MARITO E MOGLIE DA QUASI 3 ANNI E IN LIETA ATTESA:DANNO UNO SPLENDIDO ESEMPIO DI AMORE RESPONSABILE E FEDELTA’SOTTO IL SEGNO DELL’AMORE PIU’ GRANDE CHE ESISTA,QUELLO DI CRISTO.