Pistilli scrive a Vendola: «la Regione Puglia non deve smantellare la struttura del 118»

“Invito la Regione Puglia a respingere con decisione ogni ipotesi di demedicalizzazione delle postazioni di pronto intervento”
Riportiamo la lettera che il Sindaco di Acquaviva ha indirizzato al Presidente della Regione Puglia, a tutti i Consiglieri Regionali ed a tutti i Dirigenti del Servizio Assistenza ospedaliera Regionale. Nella missiva Pistilli lamenta la massima contrarietà alla ventilata demedicalizzazione delle postazioni di pronto intervento sul territorio tramite le autoambulanze.
“Anche per l’imminenza del bando, previsto per il 15 maggio, per l’assunzione di n. 450 medici, 737 infermieri e 78 volontari per il servizio di soccorso è necessario che la Regione Puglia non smantelli la struttura del servizio stesso, eliminando la figura del medico a bordo delle autoambulanze. La demedicalizzazione determina una carenza della postazione che va a tutto danno del malato, quasi sempre connotato con codice rosso, e complica gli interventi successivi a livello di presidio ospedaliero, ammesso che l’ammalato grave vi giunga vivo. E’ invece buona politica mantenere adeguato il servizio sanitario mobile sul territorio, intendendolo come prima fase di intervento tempestivo per contenere la criticità.
Il problema riguarda con maggiore incidenza il territorio della periferia metropolitana, dove esistono vaste aree al di fuori del centro abitato, occupate da notevoli e svariate forme di insediamento permanente.
Ad Altamura ogni intervento sul territorio già da molti anni è stato interamente medicalizzato, con personale ospedaliero e con enorme vantaggio per i cittadini..
Quando nel 2002 la Regione Puglia ha istituito il pronto soccorso, Altamura si è trovata a gestire un servizio che da anni era già svolto in quel modo.
Il 118 deve restare come servizio collegato essenzialmente all’emergenza sul territorio. Non è stato istituito nel 2002, come in Puglia e non è neppure una istituzione recente. Deriva dalla legge n.833/1978, che ha istituito, insieme al servizio sanitario nazionale, anche il 118, che non è solo numero,ma è un numero telefonico che serve a far arrivare il servizio sanitario sul territorio.
Oggi la Regione Puglia sta tentando di riordinare questo servizio, sostanzialmente demedicalizzandolo, cioè togliendo il medico dalla postazione di primo e pronto intervento.
Il Servizio 118 è nato con il presupposto di effettuare interventi tempestivi sanitari alla presenza di un medico, coadiuvato da infermieri, che si approccia al paziente anche per somministrargli cure farmacologiche che, al contrario, un soccorritore laico non potrebbe eseguire.
Il territorio dell’ex ASL BA3 è un territorio particolare: comprendeva 11 comuni, tra cui Acquaviva delle Fonti, molti dei quali pur avendo un presidio sanitario, erano dotati di una postazione 118.
Ultimamente, con l’attuale Governo Regionale, probabilmente anche per consiglio di qualche cattedratico dell’Università di Bari che sicuramente non è d’accordo su questa impostazione, si intende modificare il servizio per rendere il 118 un trasporto urgente demedicalizzato, che può essere effettuato anche da volontari non medici, privati, convenzionati ( ma si crea precariato, aspettativa effimera, scarsa professionalità), in modo particolare dove sono insediati presidi ospedalieri.
L’eventuale modifica, prevista per l’intera Asl Bari 3, prevede appena 5 ambulanze medicalizzate, e l’utilizzo di 25 postazioni “Victor”, che nel linguaggio internazionale significa “soccorritori”, cioè ambulanze in cui è assente la figura del medico, colmata da quella di infermieri e volontari. I medici interverrebbero, attraverso le c.d. “auto-mediche” in un secondo momento per assicurare la medicalizzazione ad un’ambulanza non più medicalizzata.
Sostanzialmente, in tal modo, si raddoppierebbero non solo i tempi di intervento poiché l’ambulanza che si cinge a fare soccorso arriverà sul posto senza medico e, qualora l’infermiere o il volontario si rendesse conto che si è in presenza di un codice rosso, avrebbe la necessità di chiamare il medico che dovrebbe sopraggiungere con l’auto-medica, ma si raddoppierebbero anche i rischi di non effettuare più un pronto-intervento, ma esclusivamente una mera assistenza.
Il criterio dell’urgenza dell’intervento del ‘pronto soccorso’ svanisce del tutto.
Questo orientamento inficia il presupposto per cui è nato il “Servizio 118″, servizio di intervento sanitario sul territorio che garantisce la presenza di un medico assistito da infermieri, che coordina, assiste farmacologicamente, che riesce anche ad intubare il paziente, che fa defibrillazione. Rischiamo di tornare a com’era prima, di portare cadaveri in ospedale, e non pazienti critici stabilizzati in itinere.
Poi, cosa significa un riordino del servizio 118 specificatamente barese, che, invece, deve ancora risolvere tante problematiche dell’omologazione dei protocolli assistenziali omologati all’ex Bari 4?
Cosa significa demedicalizzare proprio in Provincia di Bari, quando in altre Province, come Taranto, Lecce, Brindisi, vi sono postazioni medicalizzate in paesini di pochi abitanti?
La questione qual è ? E’ una questione di risparmio? E questo deve essere regionale, non può essere solo provinciale. E’ una questione di corrente di pensiero? Allora confrontiamoci.
Si tratta di altre questioni? Allora è necessario che le istituzioni pubbliche, i Consigli Comunali, ì Sindaci siano consultati e facciano sentire la loro voce.
Acquaviva deve avere il modello della BA/3, cioè di un’ambulanza istituzionale che faccia parte integrante della struttura locale, con il personale dipendente, formato, aggiornato e motivato, di infermieri ed autisti dipendenti coordinati da medici, gli stessi che hanno assicurato la presenza nelle postazioni ad Altamura, Santeramo e Grumo.
Deve essere questo il modello ancora vigente.
Bisogna ricordare, inoltre, la specificità del nostro territorio, dove comuni come Altamura, Gravina, Andria, Minervino hanno estensioni territoriali enormi, le più grandi rispetto agli altri comuni d’Italia.
Come portare il soccorso, ad esempio, ad una masseria che sta a 15 km dal centro abitato? Ci si rende conto delle conseguenze dell’eventuale demedicalizzazione perseguita dalla Regione? Si dovrebbe tener conto, quanto meno, dell’identità territoriale locale, della sua peculiarità e non solo dal punto di vista fisico e viabile, ma anche per l’intensità distributiva degli insediamenti abitativi.
Il 118 è nato prima altrove: in Emilia Romagna, in Toscana, in Lombardia. Le realtà territoriali nordiche sono completamente diverse da quelle nostre, nel senso che urbanizzazioni tipiche, come quelle pugliesi, di grossi centri con estesi territori non ve ne sono.
Al nord centri urbani come Altamura o Gravina sono Province, sono Città, da noi sono paesoni. Intorno a questi agglomerati vi sono tante attività residenziali o produttive o di turismo, dove c’è una contingente popolazione residenziale che necessita di essere assistita in emergenza sul territorio. La realtà dell’Emilia Romagna è diversa anche per il servizio del 118.
Per cui chi vuole trasferire nella Regione Puglia quel modello di servizio sbaglia, perché la realtà nostra è diversa, e, pertanto, è necessaria un’equipe completa del servizio sanitario nazionale che deve assicurare sul territorio la piena assistenza pubblica.
Poste queste ragionevoli e critiche considerazioni, si invita la Regione Puglia a respingere con decisione ogni ipotesi di demedicalizzazione delle postazioni di pronto intervento, perché risultano dannose ai Cittadini in situazione di emergenza sanitaria e contrari al criterio del ‘pronto intervento’, che sarà tanto più efficace quanto più sarà tempestivo e completo, n percorso dal luogo dell’emergenza al presidio sanitario è tanto più dilatato e determinante, fìno all’esito letale, quanto più la crisi è da codice rosso e le risorse della postazione, strumentali e professionali, sono insufficienti.
Lo smantellamento dalle postazioni di pronto soccorso della figura del medico fa fare enormi passi indietro al diritto alla salute e solleverà una forte ribellione nelle nostre popolazioni.”





Commenti
ma possibile che questo sindaco debba passare il suo tempo a scrivere lettere e non pensa a risolvere i problemi di acquaviva????
il livello di sicurezza nella nostra città si abbassa ogni giorno di più!
ladri che entrano indisturbati negli uffici comunali e nessuno dice niente!!!
per le strade non si può più girare!
gestione rifiuti disastrosa!!
strade bucate e dissestate.
SINDACO MA DI CHE STIAMO PARLANDO!!!
Il Sindaco scrive perchè lo sa fare..peccato che sulle altre cose non si impegna poi così tanto!
non sò se è il sindaco che scrive ma oggi tutti parlano di sicurezza in tutt’italia ma ad Acquaviva nessuno ne fà menzione: cosi vuole il mammasantissima di pistilli che pensa ad altro e vuol distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica su problemi seri. Sindaco è possibile che vengono a rubare a casa tua e tu non dici niente…VERGOGNA
io ci rinuncio a leggere i romanzi del sindaco. Ma puoi essere un pò più conciso?…….Il 118 è un problema serio ma penso che ad acquaviva ce nè uno ancora di più serio LA SICUREZZA sindaco vengono a rubare al comune, e non è la prima volta, e tu non dici niente? E’ assurdo tutto ciò, è come se il problema per te non esistesse.
Perchè chi scrive?
il sindaco ha già aperto la campagna elettorale per le regionali.Viva il sindaco
COME VEDE DA TUTTI GLI ALTRI COMMENTI,SIGNOR SINDACO,C’è GRANDE MALESSERE,E PIU’ DI UNO(LUNAPOP E CUCCIOLOTTI)LE HANNO ANCHE SUGGERITO ALCUNI TEMI..SE LEI AGISSE QUANTO PARLA ACQUAVIVA SAREBBE MOOOOOLTO MIGLIORE:-D…LE CHIACCHIERE SE LE PORTA IL VENTO!
digio finchè e la voce di un ragazzo di sinistra che vede solo a senso unico e non perde tempo per attaccare sempre una stessa persona, non vale la pene dargli delle risposte ma è meglio ignorarlo. Continua in questo modo fai un grosso piacere al cd vedi gli ultimi risultati elettorali.. Poi sicuramente è la tua e la voce di uno che non sa cosa dire o proporre, penso che il popolo di acquaviva la pensi diversamente da voi tutt……
eligia, hai proprio ragione..il ragazzino DIGIO forse avverte malessere da quando la falce e martello sono stati devinitivamente mandati in esilio dalle libertà..