Domenica del Ki-no-renma
Una nota del Presidente Bodai Shin dott. Giuseppe Tribuzio
Bella giornata domenica, una giornata di sole. Ideale per passeggiate ricreative, per godersi il risveglio della natura, che una primavera un po’ tardona ci fa desiderare sempre più. Nonostante questo invito ad uscire, un nutrito gruppo di praticanti di Aikido ha deciso di trascorrere una mattinata intera nella palestra della scuola primaria “A. Moro” in via Mons. Laera per incontrare il maestro Fabrizio Ruta, 5° dan di Aikido che per l’occasione ha tenuto una lezione teorico-pratica di Ki-no-renma.
In effetti anche questa esperienza, se si vuole, è stata una piacevole passeggiata lungo i sentieri dello spirito che aleggia nelle lezioni di Aikido ed in modo particolare in quelle di Ki –no – renma.
Infatti il maestro Ruta ha dato modo ai partecipanti di scoprire le potenzialità del proprio corpo attraverso una più consapevole conoscenza del proprio sé. Il corpo non è parte avversa alla mente o allo spirito, ma è tutt’uno, per cui non si può dire corpo senza pensare che è anche mente e spirito. Ogni nostra azione è possibile solo se corpo, mente e cuore sono un’unica realtà, coordinata e diretta verso la migliore realizzazione delle proprie capacità. Questa consapevolezza è ben radicata in tutti coloro che praticano discipline da combattimento come l’Aikido, il Judo , il karate, il Kendo.
Il primo passo, secondo il maestro Ruta, deve essere intrapreso verso una respirazione più consapevole e concentrata. È attraverso il respiro, infatti, che la nostra esistenza si alimenta e può giungere a mete inimmaginabili. Alcuni esercizi pratici hanno dimostrato come una volta acquisita questa consapevolezza, ogni gesto, dal più insignificante a quello più impegnativo, diventa altro se viene eseguito con KI, ovvero con quell’energia impalpabile, invisibile, che comunque muove, secondo il fondatore dell’Aikido ( O sensei Ueshiba ) l’Universo e noi che di questo Universo siamo parte attiva.
A margine della pratica di Ki no renma è stato possibile ammirare una raffinata e applauditissima esibizione di Iai do, ovvero dell’arte di estrarre la Katana (spada dei samurai) eseguita da un allievo del maestro Ruta.
Un viaggio interiore, insomma, quello che si è concretizzato sul tatami dell’Associazione Sportiva Culturale Bodai Shin, di cui sono stato fondatore nel 1992 per poter diffondere sul territorio, attraverso il Judo, l’Aikido e il Karate, una cultura che aiuta a conoscersi meglio per poter essere utili alla comunità.





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