Acquaviviva nel Patto Strategico dell’Area Metropolitana di Bari

www.ba2015.org registrerà fino al 16 aprile tutte le richieste dei cittadini dei trentuno paesi aderenti al Patto territoriale di “Area Vasta”.
Tra i 31 comuni che hanno aderito al patto metropolitano approvato alla Camera di Commercio di Bari c’è anche Acquaviva.
La nostra città è stata inglobata nel progetto, denominato «Bari 2015», che si pone come obiettivo quello di strutturare con massima precisione e programmazione partecipata l’ingente mole di finanziamenti comunitari che pioveranno in Puglia nell’arco temporale 2007-2013.
Il Piano Strategico dell’Area Metropolitana di Bari mira , ha affermato il Sindaco di Bari Michele Emiliano, a «costruire una rete di relazioni stabili e senza vincolo gerarchico tra gli Enti locali e tutti gli altri stakeholders dell’Area Metropolitana Terra di Bari».
Spetta agli attori protagonisti territoriali, cioè i paesi dell’area metropolitana di Bari, produrre un effetto moltiplicatore di una progettazione forte, che scelga, e non sommi prospettive forti per una Puglia che non vuole ricoprire un ruolo marginale nelle sfide del mare magnum della globalizzazione.
Ecco perché c’è tempo fino al 16 Aprile per inoltrare la domanda di partecipazione sia come cittadini attivi che come associazioni di categoria: un invito anche agli Acquavivesi a partecipare, a strutturare l’attivismo delle associazioni, dei privati e degli enti territoriali.
È per questa ragione che il portale internet www.ba2015.org registrerà fino al 16 aprile tutte le richieste dei cittadini dei trentuno paesi aderenti al Patto territoriale di “Area Vasta”.
Il Piano strategico Metropoli Terra di Bari è un processo di definizione degli scenari futuri e di pianificazione delle tappe di sviluppo delle 31 città che ne fanno parte, tra cui spicca Acquaviva delle Fonti, anche perché in ordine alfabetico è la prima dell’elenco, ma speriamo non solo per questo.
Partirà da questo momento storico, ma durerà fino al 2015, realizzato attraverso l’aggregazione e il coinvolgimento di tutte le comunità locali in una riflessione sul proprio futuro e sulle azioni e i progetti per realizzarlo.
Le idee, le opinioni, le competenze di tutti i soggetti della vita sociale, culturale, economica, scientifica e politica della città di Acquaviva delle Fonti, messe in comune potrebbero trasformarsi in scelte condivise per un progetto concreto di sviluppo del territorio urbano della area acquavivese, che introietta ed incorpora al suo interno, le speranze dei nuovi processi di Governance, del fare rete, e perché no, di fare cultura e costruire nuovi laboratori di politica attiva e partecipata.





Commenti
Queste considerazioni sono le stesse che il Dott. Mario Radogna ha espresso in un’altra circostanza…Non capisco perchè questo intervento è a firma della redazione di Acquavivalive anzichè del Dott. Radogna. Visto che prima di Acquavivalive io ho appreso le stesse considerazioni inserite in questo articolo, direttamente dal Dott. Mario Radogna,la domanda che vi pongo è questa: dal punto di vista giornalistico è deontologicamente corretto questo?
Perchè la redazione di Acquavivalive non ha dato la giusta visibilità ad un Giovane competente e capace come il Dott. Radogna, ponendo l’accento su chi ha condotto questo studio? Una preghiera, date a Cesare quello che è di Cesare, grazie e buon lavoro.
Le tue osservazioni, non hanno fondamento alla luce degli accordi già presi in precedenza con la redazione di AcquavivaLive, ovvero, di volontaria “NON COLLABORAZIONE” intercorsi precedentemente alla pubblicazione di questo articolo con il medesimo giornale telematico del nostro paese.
Gli accordi presi con questo giornale erano di pubblicare gli articoli a nome “LA REDAZIONE”.
CORDIALITA’
Il patto metropolitano non è stato scritto da Mario Radogna. Perchè queste finte polemiche da persone di una stessa parrocchia? Ciò che non si può controllare si cerca di delegittimarlo?Siamo alle solite, dimenticavo che adesso Acquavivalive ha della “concorrenza” online
TestaRotta, infatti la mia non voleva essere una polemica, ma francamente non capisco perchè non si esca con un articolo con il proprio nome e cognome senza “accordi” con la redazione, al massimo la mia era un’osservazione per spronare il Dott. Radogna a uscire con interventi firmati da lui. Tutto qui non ne volevo fare una questione di lana caprina.