L’intervista: Francesco Squicciarini

Tiziana Dinapoli

Il Partito Democratico risponde attraverso la voce di Francesco Squicciarini

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In vista delle prossime elezioni, Francesco Squicciarini, il segretario del PD risponde alle domande di Acquavivalive.it sulla situazione politica italiana e di riflesso, su quella acquavivese.

Anche il Financial Times ha parlato di Veltrusconi. Quanto c’è di vero in questa figura?
Di vero, secondo me, c’è poco. C’è solo l’esigenza avvertita ad ogni livello di risolvere una situazione di crisi che ormai si trascina da troppi anni. Il senso di responsabilità di molti porta a ritenere di individuare alcune priorità sulle quali è difficile immaginare uno scontro ma che sono da risolvere immediatamente.

Perché i moderati del Mezzogiorno dovrebbero scegliere il PD?
La scelta credo che sia legata alle priorità individuate nei due programmi. C’è il Partito Democratico che pone la questione del Mezzogiorno come prioritaria perché rimettere in moto i meccanismi di sviluppo del Mezzogiorno e del sud consentirebbe di rilanciare l’economia dell’intero Paese; dall’altro lato lo schieramento di destra credo che abbia difficoltà a individuare il Mezzogiorno come una priorità perché la presenza di un partito quale la Lega che cerca di affermare esclusivamente le ragione del nord impedisce di rivolgersi perfettamente ai problemi del sud. Ecco perché credo che nel Partito Democratico si possano trovare le motivazioni per il rilancio del Mezzogiorno.

Berlusconi ha accusato Veltroni di “essere intriso di giustizionalismo” a causa dell’accordo con Di Pietro. Com’è il rapporto con L’Italia dei Valori?
Il rapporto è innanzitutto programmatico, e questo lo ritengo fondamentale perché supera in qualche modo quelli che erano gli inconvenienti di una coalizione come successe in passato costruiti sul programma ma che vedeva divisi da principi e da valori le varie figure. Per il resto credo che la giustizia sia un’altra delle priorità di questo Paese: la certezza della pena piuttosto che la riforma della giustizia in sé. È su queste basi che si è creato l’accordo con l’Italia dei Valori, ma l’accusa di giustizionalismo la trovo infondata, se non derivante da situazioni personali che possono trovare in Di Pietro un ostacolo alla politica di Berlusconi.

Si è detto che il PD è un partito a vocazione maggioritaria. Siamo all’alba del bipartitismo?
Questo non lo so. Sicuramente siamo in una fase di transizione. Fase che è cominciata all’inizio degli anni ’90 con la crisi della politica e credo che debba ancora trovare una forma appropriata ai tempi che stiamo vivendo. Sul bipartitismo non lo so, credo che si vada in quella direzione perché la vocazione del partito democratico è quella. Ma ritengo che i tempi debbano ancora maturare perché veniamo da 50 anni di storia imperniato sul sistema proporzionale, ancora difficile da superare in tempi ristretti.

Boccia e Fitto hanno proposto un patto trasversale per il sud a livello nazionale. Non sarebbe più utile intraprendere queste iniziative nei contesti locali?

Su questo sono d’accordo, sono stato anche portatore di alcune iniziative in questo senso. Ritorno al senso di responsabilità nei confronti del Paese. Ad ogni livello si avverte una crisi delle istituzioni, della politica che è incapace di rispondere alle esigenze. Però per avviare iniziative in tal senso è necessario che ci sia volontà e senso di responsabilità da tutte le parti per sottrarre i tentativi di superare la crisi da facili strumentalizzazioni. Questo patto che è stato lanciato da Fitto penso che debba essere affermato con i fatti. Nel tempo si vedrà quello che è possibile fare, ma credo che come Partito Democratico siamo in grado di fornire all’elettorato le ragioni per affermare questa necessità.

“Agricoltura: una delle forme della nuova modernità”. Come questa affermazione di Veltroni può essere resa concreta ad Acquaviva?
Ad Acquaviva noi paghiamo lo scotto di un’assenza totale di una programmazione economica della città e purtroppo questo è sotto gli occhi di tutti. L’agricoltura, che è una delle vocazioni principali del nostro territorio, dovrebbe vedere l’intero mondo delle associazioni di categoria mettersi insieme per risolvere la disgregazione del settore che trova poi i singoli agricoltori a scontrarsi con la grande distribuzione, con macrosistemi in cui il singolo trova difficoltà ad affermarsi. Io credo che l’esempio della cooperativa, come la cantina sociale, è da seguire: mettersi insieme è la strada principale, creare un’organizzazione di sistema in modo da affrontare il mercato con più forza e con un ritorno più diretto per i singoli.

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Commenti

  • cilletta (utente non verificato)

    Spero vivamente che questa ondata di modernità e di rinnovamento possa attuarsi nei tempi più brevi e che, quindi, il PD possa vincere le ormai imminenti elezioni.Esiste un reale bisogno di cambiamento sia a livello nazionale sia a livello locale (soprattutto).SI PUò FARE!Questo è lo slogan in cui credo e per il quale mi impegno!!