Intervista all’UDC
Costantino Bonavoglia, tra bipartitismo e Giunta Pistilli
Ai microfoni di Acquavivalive.it l’esponente dell’UDC Costantino Bonavoglia.
Che significato assume la corsa solitaria del vostro partito in queste elezioni politiche?
Io parlerei di una scelta ponderata, anche se in un certo qual modo forzata. Abbiamo sempre sostenuto il centrodestra con lealtà, credendo in una logica bipolare, quando però lo si vuole trasformare in bipartitismo allora le cose cambiano. Ci sono delle regole (coinvolgimento, confronto e partecipazione) e dei tempi da rispettare. Abbiamo assistito a due estremi: da una parte la nascita del PD avutasi in tredici anni, se è vero che il progetto nasce dall’Ulivo, causato, esprimendosi benevolmente, da un eccesso di democrazia. Dall’altra parte un partito nato in un minuto, da non confondere col progetto iniziale di Partito delle libertà in cui si stava partendo con il confronto. Il popolo delle libertà è nato a seguito della constatazione di Berlusconi di essere tagliato fuori dopo la caduta di Prodi. Da persona intelligente che è, si è inventato questo mettendo fuori gioco gli altri.
Che aspettative di vita attribuisce all’intenzione, dei due attuali maggiori soggetti politici, di arrivare a un sistema bipartitico?
Credo che al momento non ci siano le condizioni. Perchè la situazione politica attuale, a destra come a sinistra non è sanabile in breve tempo. L’UDC non si è agganciata a nessun altro, dopo aver respinto il tentativo di compravendita da parte di Berlusconi. L’UDC non ha mai ricattato Berlusconi come la Lega, che arrivò anche al ribaltone, la stabilità dell’ultimo governo Berlusconi la dice lunga. Quando Berlusconi dice che l’UDC gli dava fastidio afferma il vero. Il partito si è battuto per limitare alcune degenerazioni, per esempio mitigando la legge Previti o la Gasparri. A livello locale la situazione è simile. Adesso siamo liberi di presentarci per quello che siamo, anche perchè quando si è in coalizione si è costretti a difendere anche chi non lo meriterebbe.
A suo parere ci saranno le condizioni per l’attuazione della tassazione familiare?
Le campagne elettorali sono fatte per promettere. Questa volta l’Udc potendo difficilmente arrivare ad avere la maggioranza, si può permettere di non fare promesse che non si possano poi mantenere. L’UDC ha un programma di cinque punti: sulla famiglia parliamo non solo di tassazione ma anche di valori, la famiglia naturale prevista dalla Costituzione con un padre e una madre, tenendo comunque massimo rispetto per le coppie di fatto. La tassazione famigliare è un giusto principio: un mio collega con moglie e figli non è giusto che paghi le stesse tasse che pago io single, avendo spese diverse e tenendo comunque presente il rovescio della medaglia, dato che il single usufruisce dei servizi statali come singolo non per tre quattro o cinque persone. Altri due punti importanti del nostro programma sono la sicurezza e la meritocrazia.
Alla luce della perdita di due consiglieri e un assessorato nell’attuale amministrazione comunale, ritiene che il suo partito sia stato sconfitto dai personalismi?
Io credo che i personalismi abbiano sconfitto la politica. Ed è la politica che si deve ribellare. Certamente dispiace, ma avere consiglieri e assessori, stando lì solo per alzare la mano, non va a vantaggio di nessuno tranne che a quei personalismi.
L’UDC, aiutati anche dalle scelte nazionali, ha deliberato la sua uscita politica dalla coalizione. Si è già fatta promotrice di incontri per la formazione di una coalizione di centro, aperta a tutti coloro si riconoscano nei valori di un centro moderato.
La Giunta Pistilli cosa può rimproverarsi?
La giunta Pistilli ha da rimproverarsi soltanto Pistilli. Nonostante bisogna ammettere che è un carro armato, una persona capace, bravo nel parlare, nello scrivere, anche se qualche volta per impegni vari si fa aiutare, dipende poi dall’argomento. Però nella sua persona ci sono due limiti. Il primo, caratteriale, è quello per cui o sei al suo servizio o sei contro di lui. Se riconosce in qualcuno la capacità di ragionare, di discutere, di contrastarlo, quel qualcuno non viene premiato ma allontanato.
Il secondo motivo è probabilmente la spiegazione di tutto. Mi è stato insegnato ad ascoltare e ad imparare senza voler dare lezioni a nessuno, da maestri come i Ventura o Vito Giorgio. Io e questi ultimi viviamo per la politica come passione, per Pistilli è un mestiere. Questo spiega molte cose, non tutto ovviamente.





Commenti
sbaglio o casini è divorziato e ha fatto la pagliacciata del FAMILY DAY? ipocriti qualunquisti!
adesso pistilli scriverà anche a bonavoglia? anche lui ha osato fare il nome del MAMMASANTISSIMA…
Cara Sveltina,non sbagli,ma solo in parte! E’ vero,Casini,come tanti altri purtroppo,è un divorziato,ma al family day non ha fatto una pagliacciata. Ha, secondo me, con coerenza, testimoniato che la difesa sociale della famiglia naturale è dovere anche di un divorziato che non è contro la famiglia,bensì,come in tanti casi,contro gli ipocriti dell’Amore che non può ridursi ad una “sveltina”.
Intanto,non ti sei espressa sul resto dell’intervista. Io lo condivido.