Classe dirigente, crescita e sviluppo

Quale modello per il futuro?
La legge n. 81 del 1993, con l’elezione diretta del sindaco ha segnato una svolta nel modo di intendere la politica e i suoi risultati amministrativi nell’ottica del faber quisque fortuna suae.
Infatti la legge ha disegnato un bipolarismo per gli enti locali che dà vita ad un sistema in cui il sindaco, investito direttamente da un mandato elettorale, nomina e revoca la giunta. Questa decide in maniera collegiale ed è indirizzata e controllata dal consiglio comunale.
La cornice legislativa così creata, principalmente insieme al Tuel, ha permesso crescita e sviluppo negli enti locali mediante: (i) nascita dell’etica della responsabilità; (ii) cooperazione tra politica e imprenditoria.
Tra l’altro è utile segnalare che nelle zone dove hanno avuto successo le politiche economiche, è stata attenuata la tendenza naturale del sistema bipolare a creare disapprovazione sistemica di tutti gli atti amministrativi prodotti dalla parte politica di governo ossia, un sistema che definirei di tipo “guelfi e ghibellini”.
Il risultato del nuovo quadro legislativo sul piano pratico è stato, un cambio lento ma netto nella “politica economica a base urbana”.
Negli anni ’80 la politica economica locale ricercava lo sviluppo su basi endogene e sulla garanzia, a questi fattori, di protezione da quelli esogeni ai fini di mantenere i principali indicatori economici a livelli accettabili.
Le leggi degli anni novanta hanno portato invece al passaggio dalla politica “difensiva” a quella “dell’offerta”: la capacità di attrarre investimenti, anche esogeni, è indicatore decisivo delle performances locali. Parimenti, è cambiata l’ottica di valutazione dei processi di crescita esterna: gli investimenti delle imprese locali fuori dal luogo di nascita non significano una rinuncia alle responsabilità sul territorio ma una garanzia per i posti di lavoro. Insomma, questo corso ha cambiato i valori: competizione e flessibilità sono diventati qualità imprescindibili per rendere l’ambiente locale più favorevole alla nascita e crescita delle imprese e, per garantire alla comunità flussi di risorse necessari a migliorare la qualità della vita urbana.
Pensiamo a Casamassima, dal 1991 al 2001 è cresciuta in termini demografici del 20%; non a caso questo periodo riflette l’insediamento della multinazionale Auchan nel territorio: sarebbe stato possibile, senza l’Auchan (fattore esogeno), per una piccola cittadina avere tra i propri imprenditori coloro che avessero le risorse e la mentalità (fattori endogeni) per costruire vari ipermercati, un cinema e punti di ristoro? La risposta è semplice. Non ci sarebbero state possibilità considerando anche che forse le attività sorte dopo l’ipermercato hanno senso solo grazie a quest’ ultimo.
Pensiamo a Santeramo in Colle, se è vero che la situazione della Natuzzi S.p.A. sembra non essere delle più rosee, è anche vero che probabilmente senza gli investimenti esteri che la società ha compiuto nell’ultimo periodo probabilmente sarebbero stati persi anche quei posti di lavoro che oggi si riescono a mantenere considerando anche l’indotto.
Acquaviva invece dagli anni ’90 in poi, dopo aver perso diversi “treni” e in particolare l’Auchan, visto che eravamo “candidati” ad ospitare la multinazionale, ha continuato a basare il proprio modello di crescita e sviluppo sulla politica difensiva. Così è successo che un po’ di esercizi hanno subito l’effetto ipermercato e che l’ultimo baluardo, l’Ospedale, si è spostato in zona Collone quando ancora eravamo impreparati a rimpiazzare il suo indotto. Se a ciò si aggiunge che la zona industriale resta un aspetto controverso della nostra Cittadina, si nota che una gestione deficitaria della politica dell’offerta ci obbliga a decidere cosa fare da “grandi”.
In pratica si avverte la necessità di capire quale sarà il ruolo di Acquaviva nel sud-est barese e su cosa si baserà la politica di crescita e sviluppo visto che, sarà difficile che nel Paese affluiscano i capitali delle multinazionali o più in generale di “fuori paese”.
Sembra allora che, capire cosa farà da grande il nostro Paese significa capire quale è il disegno della classe politica ma, più in generale il disegno della classe dirigente alla luce del fatto che l’unico risultato della legge del 1993 è di aver creato, senza creare le condizioni per la crescita e lo sviluppo, i “guelfi e i ghibellini” anche ad Acquaviva.





Commenti
Complimenti Rocco: sei davvero incisivo nella esposizione. Ti invito a fare la Tesi di laurea su questo specifico argomento:vinceresti sicuramente una borsa di studio! E non solo! Si esplica dall’articolo che sei già pronto e all’altezza per poter fornire consulenze agli Enti Locali come Acquaviva per esempio: in tal senso ti esorto a fare sempre queste ricerche, potremmo fare un Report! Che ne pensi?
2_2 Si creano liste civiche solo per appoggiare il Sindaco, gli eletti sono servi. Le lista più votata elegge un terzo dei consiglieri, e non sono certo tutti dei fulmini. La gente capace delle altre liste, resta fuori. Altra scemenza, i consiglieri se fanno gli assessori, si devono dimettere da consigliere, quindi assessori inesperti e supini al sindaco. Questo spiega, secondo il mio modesto parere, l’immobilismo della politica acquavivese degli ultimi anni.
1_2 La legge n. 81 del 1993, con l’elezione diretta del sindaco, per Acquaviva è stata una iattura, questa legge funziona solo se si azzecca il sindaco, perché elegge consiglieri scadenti, in quanto le persone che potrebbero dare un contributo non sono incentivate a candidarsi. Portare i consiglieri da 30 a 20 è stato una scemenza. Vengono eletti, i portatori di voti, (vedi patronati) che molte volte non hanno la capacità nemmeno di aprire bocca.
volevo segnalare che il punto non è tnt se l’nterssamento dell’Auchan sia vero o no. Il punto è che il Paese non è stato capace di attirare qualsiasi ipermercato, tipo lidl, pennymarket, coop etc… PS A breve ci sarà la seconda puntata del tema che analizzerà la domanda e le sue pecche!! Grazie a tutti per i commenti!!
Questo articolo pone le basi per un dibattito serio e senza mistificazioni sulle problematiche relative alla crescita e allo sviluppo della nostra società,sia locale che nazionale.Credo,però,sia necessario affrontare la questione nella sua globalità,formazione di una classe dirigente capace,produzione e distribuzione della ricchezza,trasparenza e legalità,miglioramento della qualità della vita.
Rocco Passerotto sei un chirurgo dell’informazione, complimenti
brava giusy!d’accordo con te!
Ci fu chi disse che Acquaviva era il luogo ideale per l’autostrada, chi addirittura giurò di aver visto i francesi nell’atrio del comune infuriati per non esser stati ricevuti dal sindaco di allora (credo fosse Petrelli allora). La realtà è che Acquaviva per i motivi elencati nei messaggi precedenti non fu minimamente considerata dai francesi come luogo idoneo ad ospitare un ipermercato.
Cominciò tutto quanto nel 93 quando auchan era solo un progetto. In quel periodo alcuni cantastorie acquavivesi alla scopo di gettare discredito sui soliti politici nullafacenti e per giustificare il loro dolce non far niente sotto gli alberi come la conseguenza di posti di lavoro, si divertirono a far circolare questa panzana stratosferica arricchendola con particolari che quasi sfioravano il ridicolo
Le istorie dell’auchan ad acquaviva e (qualche tempo dopo) addirittura dell’università privata(costituita poi a casamassima) appartengono al grande libro delle urban legends di acquaviva. Libro che come vedo continua sempre ad essere rimpolpato di chiacchiere,sospetti e talvolta maledicenze su persone, fatti e presunti colpevoli.
E’ pacifico che Acquaviva deve ancora crescere. Quando accadrà? Non si sa. La nostra classe dirigente quando si metterà in gioco? Non si sa. Se si continua ad affidare il governo cittadino a ciarlatani senza arte nè parte, giocolieri, nani e ballerine,il risultato sarà sempre questo:l’ingiustizia, il sopruso e quindi il degrado e la miseria. Noi cittadini siamo la causa dei nostri mali e pertanto abbiamo il governo che ci meritiamo.
sono daccordo con “nuovo-o7” acquaviva su in comune non ha una classe dirigente ke amministra il nostro paese.. questa è la realtà!!!
Acquaviva, la classe dirigente l’ha persa diversi anni fa quando questo zoccolo duro di “politici” – da sinistra a destra- ha estromesso dalla politica attiva personalità eccellenti dell’economia, della finanza che non avrebbero fatto del futuro di acquaviva un semplice volantino da giardino ma industrie e realtà occupazionali.
La cronistoria del nostro passato recente, egregiamente esposta dal relatore, è ricca di notevoli spunti di riflessione nell’ottica anche delle prossime consultazioni elettorali.
Ancora una volta però manca il lato propositivo, il voler diventare parte attiva di tale processo.
bellissimo articolo,scritto bene e chiaro.complimenti all’autore.
A riprova di quanto ho detto nel precedente post, è sufficiente immettere gli indirizzi degli altri tre insediamenti Auchan qui in Puglia nel sito googlemap per capire quanto sia vero che la multinazionale di origine francese prediliga le località lambite da strade statali: l’insediamento di Modugno è attiguo alla ss 96; quello di Taranto è vicino ss7 ter; a Messagne l’Auchan è adiacente alla ss7.
La possibilità di un insediamento Auchan ad Acquaviva io l’ho sempre considerata alla stregua di una favola. Non conosco i dettagli della vicenda e non so quanto la nostra cittadina fosse una località realmente idonea ad ospitare un ipermercato come quello italo-francese. C’è pero’ da cosiderare che l’ubicazione degli ipermercati segue spesso alcuni precisi criteri, fra questi la presenza di viadotti scorrevoli e senza pedaggio, come la ss 100. Cosa che manca al nostro territorio…
Se la legge non funzionasse dovremmo avere la stessa situazione in tutti i comuni, ma così non è, il che vuole dire che la legge è senz’altro buona. Se ad Acquaviva non funziona i motivi sono da ricercare soprattutto nella scarsa responsabilità e consapevolezza dell’elettorato e dei partiti, sin dalla fase di formazione delle liste. Le vere liste civiche sono l’unica vera novità positiva e non hanno mai appoggiato nessuno, non confondiamole con le liste civetta.