“Gioire insieme..”, un progetto per i ragazzi

Disagio giovanile, un modo per attirare l’attenzione necessaria a colmare i vuoti affettivi. A dimostrarlo un progetto dell’Istituto N. Chiarulli
Disinvolti sul palcoscenico e un ottimo spirito di collaborazione e organizzazione dietro le quinte.
Non stiamo parlando di artisti professionisti che si esibiscono d’avanti ad una platea di fans ma degli studenti dell’Istituto N.Chiarulli di Acquaviva che hanno dato prova delle loro qualità canore presso l’Oratorio della Chiesa di San Domenico.
L’iniziativa fa parte del progetto scolastico “Gioire Insieme…”, promosso dall’Istituto di Istruzione Superiore (IIS) “N.Chiarulli”.
Progetto nato grazie ad una proposta della prof.ssa Vitalba Simone, la quale ha presentato alla direzione scolastica una proposta di lavoro per il recupero dei ragazzi che abbandonano l’interesse per lo studio a causa di una serie di problematiche legate non solo a situazioni di degrado sociale, disagio economico o povertà culturale ma anche ad una perdita di efficacia dei diversi ambienti educativi quali famiglia, luoghi di aggregazione sociale, scuola.
Fenomeni riconducibili all’evasione scolastica, alle bocciature, alla qualità scadente degli esiti scolastici e al disadattamento scolastico. Il progetto, che ha avuto lo scopo di recuperare i valori ormai persi tra i giovani, di aumentare l’autostima di questi ultimi e sensibilizzare al lavoro di gruppo, si è avvalso di iniziative che hanno coinvolto 47 studenti. Il primo lavoro che ha visto un numero così alto di adesioni.
I ragazzi si sono tutti dati da fare. A partire da quelli che si sono occupati dell’audio e delle luci, a quelli che si sono esibiti sul palcoscenico. Hanno lavorato duro tra prove pomeridiane e lavoro di organizzazione. Ci hanno creduto e hanno, così, realizzato un vero e proprio concerto dimostrando di avere un buon potenziale se solo sfruttato.
Molti gli argomenti trattati, dalla scuola, malattia, povertà, fede, a quelli che toccano più da vicino gli adolescenti quali droga, amicizia, amore, sessualità. Si sono sentiti, per la prima volta, importanti”, hanno dichiarato gli studenti.
“Questo vuol dire che questi ragazzi vivono una continua condizione di scarsa considerazione già nell’ambiente famigliare. Condizione che si trasforma in disagio e disadattamento all’ambiente esterno. Per questa ragione – spiega la prof.ssa Simone – i giovani diventano aggressivi e si ribellano alle istituzioni. In realtà questo è solo un modo per attirare l’attenzione necessaria a colmare i loro vuoti affettivi”.
Questo dimostra che il disagio giovanile non è altro che la punta di un iceberg che nasconde un problema più grande e soprattutto non compreso. Ma dimostra anche che basta poco per riportare questi ragazzi, anche i casi più difficili, sulla retta via.
Il progetto, inoltre, ha avuto anche una finalità benefica: sono stati venduti circa 200 biglietti della lotteria con in palio un uovo di Pasqua gigante, dal quale sono stati ricavati 200 euro, più altri 800 euro guadagnati grazie alla vendita di altre uova pasquali. Il totale ricavato è stato devoluto all’ANT, associazione per la ricerca del tumore.





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