Pistilli: seconda lettera aperta al Vescovo

“Con questi sentimenti, espressi in modo sincero ed aperto di fronte alla nostra Comunità, perché conosca e partecipi, invito ancora l’Ecc.za Vostra a voler accettare un sereno confronto”
In seguito agli ultimi avvenimenti sulla questione Miulli, il Sindaco Pistilli, dopo aver ricevuto una citazione da parte dell’Ente, invia una lettera aperta al Vescovo.
Eccellenza Rev.ma,
in data 12 gennaio c.a. Le scrivevo una lettera aperta, perché tutti i Cittadini potessero conoscere le vicende della nostra Città, per invitarLa a voler aprire un confronto serio, sereno, fruttuoso sulle responsabilità, rispettive e reciproche, che riguardano le due istituzioni massime di questa nostra Città, di una delle quali, l’Ospedale Miulli, Lei è Governatore, in quanto Vescovo, e dell’altra, il Comune, io sono Sindaco, per mandato popolare.
Queste due Istituzioni, da noi rette, nel passato sono vissute e si sono rafforzate nella reciproca collaborazione a beneficio di entrambe e dell’intera Comunità cittadina.
E’ nostra responsabilità e dovere adoperarci in tutti i modi, anche superando incomprensioni di ruolo, di funzioni e di carattere, perché tra le due massime istituzioni cittadine torni un clima di fruttuosa comprensione e collaborazione, sotto l’egida della legge, della verità storica, dei rispettivi diritti e competenze.
Non trovo che tale proposito possa considerarsi riduttiva del Suo ruolo, della Sua dignità e della Sua missione, come, d’altra parte ritengo che rappresenti, per quanto mi riguarda, mio preciso ed inderogabile dovere, cui non verrò mai meno.
Nel corso di questi ultimi quindici mesi Le ho spesso rappresentato le istanze della Città, in riferimento alla Fondazione dell’Ospedale Miulli, rivolgendomi anche alla Autorità costituite perché agissero da arbitri equanimi e giusti tra noi.
Ma ciò non esclude, è anzi auspicabile, che si tenti un confronto diretto tra noi, che riesca a individuare la linea di congiunzione dei nostri rispettivi diritti e doveri, e possa comunicare felicemente alle stesse Autorità l’intesa raggiunta, nella convinzione che ogni accordo produce per la nostra Comunità maggiori e migliori frutti di ogni discussione o processo legale o divisione.
E d’altra parte le circostanze seguite all’entrata in uso del nuovo complesso ospedaliero del monoblocco, e soprattutto il chiarimento necessario sull’appartenenza proprietaria degli immobili dismessi, il cui supposto carattere demaniale
impone al Sindaco un’azione di rivendica e di tutela tanto da non poterlo esimere da richiedere un confronto chiarificatore sui rispettivi ambiti istituzionali e sulle conseguenti e rispettive prerogative dei due Enti da noi governati.
E mi sarei aspettato che Lei rispondesse con una Sua immediata e totale disponibilità, nella ovvia trasparenza e semplicità della buona fede, della rettitudine delle intenzioni, se non fossero, forse, intervenute delle infelici interferenze, che hanno cosparso di sospetti e pregiudizi il nostro percorso, che doveva essere di intesa, di rispetto reciproco, di reciproca solidarietà nei ruoli che ci impegnano, per l’esclusivo e sommo bene della nostra Comunità.
Ma per uomini di buona volontà ogni ostacolo può essere superato nella convinzione che il dialogo e la conciliazione siano valori immensamente superiori alla contesa ed allo scontro, tanto che lo stesso Vangelo raccomanda di interrompere il rito dell’offerta al tempio per compiere prima un atto di riconciliazione.
Il Suo magistero spirituale insegna a noi tutti questi sommi valori religiosi, nell’avvertimento che ogni divisione porta la Comunità alla sua rovina, ma anche che non può esservi pace ed accordo senza giustizia, senza che poggino sulla legge e sul diritto.
E soprattutto dia la nostra Comunità riceva non solo il bene sommo della concordia degli animi, che è la premessa per ogni positiva e fruttuosa iniziativa ed attività, ma anche la certezza che al vertice delle due massime istituzioni cittadine vi sono uomini pensosi del bene collettivo, rispettosi della legge, della verità e della giustizia, capaci di offrire a tutti il buon esempio del dialogo rispettoso e ragionevole, della riconciliazione sempre possibile e benefica, se v’è retta intenzione e dedizione totale a promuovere il pubblico bene.
Con questi sentimenti, espressi in modo sincero ed aperto di fronte alla nostra Comunità, perché conosca e partecipi, invito ancora l’Ecc.za Vostra a voler accettare un sereno confronto, per ristabilire tra l’Ospedale ed il Comune una fruttuosa armonia, senza alcuna prevaricazione, ma nella ricerca della Verità e della Giustizia, che sono valori che discendono a noi dalla stessa Divinità e soli conducono alla Pace, alla Concordia.
Confido, ma ne sono certo, in un Suo positivo riscontro e nell’attesa Le porgo i più rispettosi e sentiti saluti.





Commenti
Sic transit gloria mundi!
Che dire?
O tempora … o mores!
concludendo:
Mala tempora currunt!
Se si parla di cordate per salvare un’azienda sapete che io non mi tiro indietro, anzi. Potremo organizzare anche delle sinergie con Alitalia utilizzando l’eliporto dell’ospedale, perchè no? Non avete già il casello dell’autostrada?
Rialzati Acquaviva! Alla grande!
Silvio for President!
Anche per il Miulli ho pronta una cordata locale: Il Bocconcino, Macelleria Pastore, Imprese Funebri Romanelli ed altri. C’è anche la banca: BCC di Cassano e Tolve.
Rialzati Acquaviva!
4_4 Una tua Caporetto, sarebbe la fine politica del politico Pistilli, e peggio sarebbe la vittoria di questi meschini di cui sopra, che diventerebbero i veri vincitori e continueranno, con nuova lena, a mungere l’ospedale, inoltre, forse, sarebbe la fine del “Miulli” pubblico e acquavivese. Ti assumeresti una responsabilità troppo grossa.
3_4 Credo che a questo punto non si può fare retromarcia, sarebbe un errore madornale, che darebbe ragione a chi nei tuoi panni “tricolori” ha peccato di ignavia e fatto finta di non vedere. Sarebbe l’apoteosi di tutti quei personaggi loschi che sul Miulli hanno campato, e lucrato.
2_4 Non credi che la legge è legge, e non prevede comprensioni e collaborazioni. Ancora “possa comunicare felicemente alle stesse Autorità l’intesa raggiunta”. Non c’è nessuna intesa da raggiungere ma semplicemente ripristinare la legalità. Quindi se posso azzardare un consiglio, vai avanti per la tua strada, senza infingardamenti o compromessi.
1_4 Caro Pistilli, pur non essendo un tuo elettore, ho sempre apprezzato la tua battaglia sul Miulli. Non mi importa se la fai per convinzione o per alzare il prezzo. Personalmente sono convinto che avresti potuto fare molto di più, ma rispetto ai tuoi predecessori sei un eroe, e quindi mi sta bene anche così. Detto questo, la lettera non la capisco. Scrivi “perché tra le due massime istituzioni cittadine torni un clima di fruttuosa comprensione e collaborazione, sotto l’egida della legge,”.
Bravo! Così si fa.
Amatevi!
Avv. F. Miulli
…..cucurrunt !!!
non si può volere il dialogo solo quando si è messi alle strette o quando si è capito che non si va da nessuna parte con l’attacco frontale: ora è il tempo del redere conto…
Addirittura il grande Silvio nazionale!!! Ricordo ancora quando studiavamo insieme Giurisprudenza e ci mantenevamo suonando e cantando nei locali e sulla cassarmonica di Acquaviva.
Il pezzo più richiesto il famoso chachacha CIPOLLE ROSSE a primavera!
Ne hai fatta di strada Silvio! Con te è sicuro che Acquaviva o si rialza o si schianta immediatamente. Ciao!
Avv. F. Miulli.