Sei imprese per nove cantieri

Istantanea del mercato edilizio locale
Sei imprese per nove cantieri (esclusa l’edilizia su commissione di un unico privato).
Questo dato dice chiaramente che ad Acquaviva nel settore immobiliare c’è un oligopolio: particolarità di quello locale è che si forma non per “cartelli” tra le imprese, ma per barriere che ostacolano l’entrata nel mercato.
Tale è infatti la scarsità di aree edificabili sulle quali possano sorgere delle case. Entrare nel mercato delle costruzioni edilizie è quindi difficile, perché in media richiede più investimenti per i costruttori, che necessitano di suoli per costruire.
Essendo i suoli una risorsa scarsa, questi hanno prezzo elevato; per costruire nuovi appartamenti, spesso i costruttori sono indotti a comprare suoli sui quali erano edificate case padronali. Naturalmente il tutto ha un costo: il suolo, essendo risorsa scarsa costa di più, l’abbattimento della vecchia casa padronale per costruire palazzi con appartamenti aggiunge altri costi per le imprese edili.
Quindi essere costruttori ad Acquaviva significa avere un azienda con due qualità specifiche o un mix di queste: tanta liquidità, ottima capacità di credito. Queste due caratteristiche diventano così vantaggi competitivi (sono tali perché non tutte le imprese hanno queste peculiarità) che trasformano la concessione edilizia in una specie di brevetto.
Naturalmente, questa scarsità di risorse non è neutrale dal punto di vista economico: rappresenta un maggior costo, che i costruttori devono scaricare sugli acquirenti futuri per remunerare i fattori produttivi (capitale, lavoro) impiegati nel processo produttivo.
Cosicché ad una offerta di case caratterizzata da una curva quasi verticale, quindi sostanzialmente fissa, corrisponde una domanda che in base alla natura dell’offerta deve “adeguarsi”. Il prezzo viene determinato interamente dalla quantità di domanda: questa essendo maggiore dell’offerta, che è fissa, comporta che gli acquirenti pagano un “surplus” che in altre condizioni non sarebbe pagato.
Emerge allora che da questo processo produttivo, chi ci guadagna sono: (i) le banche che lucrando sul costo del debito, possono trovarsi nella posizione di finanziatore sia del costruttore (se questo non ha liquidità sufficiente per i maggiori investimenti) che dell’acquirente; (ii) il costruttore che comunque può scaricare interamente i maggiori costi sull’acquirente.
Naturalmente chi perde è l’acquirente che oltre il rischio di non trovare casa si ritrova coinvolto in una spirale: dato che gli immobili fruttano in soli due modi, fitto e proprietà, l’interdipendenza tra le due comporta che, la bassa disponibilità di case nuove sia la causa di canoni di locazione maggiori.
Considerando quindi che le scelte di investimento delle famiglie, dipendono da fattori economici non controllabili direttamente dal Comune, rimane allora il rammarico che uno strumento importante come il PRG non sia stato pronto per un periodo come quello dei cinque anni addietro. In questa fase i bassi tassi d’interesse avrebbero favorito l’indebitamento e l’acquisto della prima casa per molte famiglie, risolvendo uno degli aspetti sociali più controversi di questo periodo storico.





Commenti
1) Guardate che in questi ultimi anni fare impresa ad Acquaviva non è mica difficile, basta disporre di pochi capitali. Anche perché essendo la richiesta molto superiore all’offerta le case spesso (sempre) vengono vendute sulla “carta” (senza che sia stato realizzato nulla).
2) Pertanto i cosiddetti costruttori (se fate caso non hanno alcun dipendete visto che la realizzazione la fanno eseguire ad altre imprese in subappalto) dormono sogni tranquilli considerato che ad avanzamento lavori si fanno consegnare congrui anticipi.
3) Piuttosto mi sorge il dubbio se questa situazione sia voluta/cercata da parte di tutti (costruttori,ingegneri,classe politica) anche perché se ci fate caso le “imprese” sono le solite e i “progettisti” sempre gli stessi (basta fare copia/incolla dei tabelloni affissi sul cantiere). Così il rischio di fare “impresa” è NULLO. Grazie.
Voglio segnalarti che diciamo la stessa cosa. Dall’articolo infatti emerge che la difficoltà è solo quella di entrare nel mercato. Questa cmq è caratteristica tipica dell’oligopolio: solo chi ne fa parte dorme sogni tranquilli e ha un rischio d’impresa quasi nullo! Per i congrui anticipi, ti ricordo che liquidità elevata è una caratteriostica che ne tiene conto. Ps Grazie per il commento
Sei il miglior giornalista di acquaviva live
p.s. ti aspetto x la pizza