Manifestazione al Miulli: solidarietà ai Sindacati dal Comitato Cittadino e dal Primo Cittadino
Alcuni stralci della dichiarazione del Comitato Cittadino per l’Ospedale Miulli e del Sindaco.
“L’intervento dei Carabinieri nella sala convegni dell’Ospedale Miulli, martedì 5 marzo scorso., alla fine di una legittima e pacifica manifestazione, fa cadere un’ombra nei rapporti tra Amministrazione e personale dell’Ospedale.
Un tranquillo corteo si muoveva verso il Governatorato per chiedere che una delegazione fosse ricevuta dai Dirigenti. E’ bastato ciò per dare origine a comportamenti riconducibili ad una condotta da vecchio padronato, arroccato e punitivo”.
In questo modo inizia la dura dichiarazione che il Comitato Cittadino per l’Ospedale Miulli lancia nei confronti dell’intervento, a parer loro immotivato, che le forze dell’ordine hanno avuto nei confronti del sit-in dei lavoratori dell’ospedale Acquavivese.
“La richiesta dei Sindacati di conoscere la realtà delle disponibilità finanziarie – scrive il Comitato – non può essere ritenuta indebita e ricattatoria, anche in virtù della assoluta assenza di trasparenza manifestata nella gestione dell’Ente, nonostante che vengano utilizzate risorse finanziarie della collettività, di cui si deve dar conto, e lo si dovrebbe fare per dovere istituzionale soprattutto nei confronti delle Rappresentanze Sindacali”.
“Se i Sindacati insistono nel chiedere notizie precise e si irritano di fronte alla loro scarsa attendibilità, non sono essi dalla parte del torto, ma chi ha fatto operazioni poco chiare“.
“Nel dare la nostra solidarietà totale alle rappresentanze Sindacali che svolgono il loro difficile ruolo di rappresentanza del personale dell’Ente, invitiamo il Sindaco a prendere immediatamente le opportune iniziative “.
Solidarietà ai Sindacati anche dal primo cittadino Pistilli.
«La Vostra recente richiesta di trattativa con la Dirigenza del Miulli, conclusasi in una mancata intesa e nell’equivoco della richiesta di intervento delle forze dell’ordine, mi addolora ed è fonte di ulteriore preoccupazione.
Manifesta , infatti, la difficoltà di trovare un punto onorevole di intesa sulle piccole e grandi questioni del nostro Ospedale, mentre esistono tanti ed ammirevoli esempi di concordia aziendale e lo stesso nostro Ospedale ha vissuto nei decenni trascorsi periodi di intensa collaborazione e di fruttuosa concordia.
Non voglio assolutamente esprimere un giudizio di merito, e tanto meno emettere una sentenza contro o a favore di chicchessia, ma prendo atto dei tentativi periodicamente falliti di instaurare nella vita del nostro grande Ospedale un clima di confronto sereno, di dialogo aperto, partecipante e responsabile, che contribuisca ad uscire da ogni chiusura e divisione e contribuisca, invece, al rilancio di uno spirito di missione, che elevi la qualità di un servizio.
Esso, per sua stessa natura, va articolato non solo sul piano tecnologico, amministrativo e produttivo, ma anche su quello quella bontà e qualità capace di attingere il livello dell’accoglienza, della solidarietà cristiana ed umana, caratteristiche che non si impongono, né tanto meno si simulano, ma si ottengono, curando con il personale e gli operatori sinceri e positivi rapporti di adesione, di collaborazione, d’intesa, di condivisione profonda dei fini e dei valori.
Il Sindacato permette agli operatori di base di sentirsi coinvolti nella gestione dell’Ente ed avvertire in questo coinvolgimento il loro prezioso contributo al buon andamento del servizio, che fallirebbe se si riducesse a management e tecnologia, ad imposizione ed esecuzione, perché deve tendere a ben altro, a raggiungere le vette della corale partecipazione .
Sono convinto, infatti, che si debba attribuire grande valore al momento partecipativo perché si trasforma poi di fatto in importante momento produttivo e qualitativo.
Perciò ritengo meritoria ogni Vostra azione che rivendichi questa dimensione di base nella vita dell’azienda, non solo perché diritto istituzionale dei lavoratori, ma anche perché condizione di qualità e di eccellenza del servizio stesso, che ha l’uomo per oggetto e si rapporta direttamente a lui.
In quanto Sindaco di Acquaviva, e cioè della Città che ha ricevuto in eredità l’Ospedale, che lo sente suo e che ha la fortuna di averlo visto crescere e contribuire immensamente al suo benessere complessivo, economico, sociale, culturale ecc, sento di dover esprimere a Voi tutta la solidarietà per la meritoria Vostra azione, che è richiesta e si svolge negli ambiti istituzionali e propri del Sindacato e ha una intrinseca finalità costruttiva e partecipativa, per il bene soprattutto dei pazienti, ma anche dell’azienda, che è patrimonio di tutti, dell’intera Città e del nostro Territorio. E con eguale misura è finalizzata alla tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori e della loro volontà di partecipazione.
Non possono, infatti, né concepirsi esclusioni e neppure annessioni arbitrarie, ma è necessario che ognuno, nell’ambito del suo ruolo, delle sue competenze, dei suoi diritti e dei suoi doveri, possa consapevolmente lavorare e collaborare al bene complessivo dell’Ente, che è patrimonio non di un padrone ma dell’intera Collettività.
Auspicando una vicenda più tranquilla, ma non meno intensa e costruttiva, esprimo per intera la mia solidarietà per le difficoltà che state incontrando, auspicando il necessario chiarimento sul piano del reciproco riconoscimento di ruoli e funzioni, esigendo i propri e correttamente riconoscendo quelli altrui, senza subordinazioni e senza prevaricazioni, ma possibilmente con spirito di incontro, di dialogo, di collaborazione costruttiva.
Questa Amministrazione, in questo senso, è vicino alle Vostre iniziative, Vi esprime la massima solidarietà ed è a Vostra disposizione per concordare ogni azione che si ritenga opportuna e si muova nell’interesse e a beneficio del nostro Ospedale e della nostra Città».





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!